Miss Italia nel Mondo Edizione Speciale

 

Sarà scelta soltanto dal pubblico,  per mezzo del Televoto, la vincitrice del titolo “Miss Italia nel Mondo Edizione Speciale” che, per la prima volta nella storia del Concorso, viene assegnato alle ragazze straniere che vivono nel nostro Paese.

Oggi le 250 candidate iscritte si sono presentate negli Studios Marconi di Roma dove una Commissione ne sceglierà venti, i cui nomi saranno resi noti tra alcuni giorni.

Il 27 agosto esse arriveranno a Montecatini Terme. Qui una giuria selezionerà le tre finaliste.

L’assegnazione del titolo è in programma su Raiuno il 9 settembre nel corso della prima delle due serate di Miss Italia.  

Stamani, già prima delle 13, oltre cento ragazze sono passate davanti alla commissione tecnica presieduta da Fabrizio Frizzi.

Le candidate parlano tutte perfettamente la nostra lingua, con inflessioni dialettali della regione dove risiedono, chi da un anno, chi da oltre dieci. Come a Miss Italia, sono numerose le studentesse, ma ci sono anche commesse, parrucchiere, bariste, un tecnico della moda, una titolare, unica, di un’azienda che costruisce mobili di cartone. Il chiodo fisso è la nostra cittadinanza, per tutte una grande aspirazione. Anzi, tutte si sentono italiane: “qui sto bene, mi sento libera e fortunata”,  è la frase più ricorrente.  

Secondo stime riportate dal dossier statistico sulle immigrazioni della Caritas e della Fondazione “Migrantes”, circa cinque milioni di persone straniere abitano in mezzo a noi, anzi  hanno proprio qui la loro residenza.  Parlano la nostra lingua e spesso i nostri dialetti,, mandano i loro figli nelle nostre scuole, che sono anche le loro, tra i nostri ragazzi. E, quindi, hanno l’istruzione e la cultura del Paese che li ospita, lavorano nelle fabbriche e negli uffici.

Patrizia Mirigliani, di fronte ad un fenomeno planetario senza precedenti nella storia, come quello delle migrazioni di nuova generazione (il numero di migranti viene censito in 214 milioni in tutto il mondo) ritiene che sia giunto il momento di rendere omaggio a questi cittadini, i quali esercitano un ruolo rilevante nel supplire alle carenze strutturali a livello demografico e occupazionale.

La patron dedica alle figlie di questi cittadini un riconoscimento storico e prezioso, il titolo di Miss Italia, aperto a coloro che sono arrivate da noi  da tutti i continenti, sospendendo per una volta il concorso riservato dal 1991 alle candidate di origine italiana residenti all’estero.

Le candidate tra i 18 e i 26 anni che possono partecipare a questa nuova manifestazione  sono 314 mila. Il numero delle iscritte conferma la scelta giusta di Patrizia Mirigliani.

“Ho deciso – spiega Patrizia Mirigliani – di far vivere a queste ragazze il fascino, la curiosità di Miss Italia e di assegnare a una di loro un titolo che rispecchia la linea seguita in  passato da mio padre Enzo nell’ambito del Concorso, cogliendo i cambiamenti e le trasformazioni che la storia ci offre. Quello delle migrazioni, come è stato scritto,  è un salto di civiltà che ci ha trasportati in un universo senza frontiere e senza distanze. E noi, che rappresentiamo una parte importante del mondo femminile – che ha un ruolo di primo piano anche nel fenomeno della migrazione ed è un elemento di integrazione decisivo – avvertiamo l’esigenza di adeguarci a questi tempi”.

Come riferisce una recente pubblicazione dell’Organizzazione internazionale per le Migrazioni, nel nostro Paese, nel 1861, anno dell’Unità,  su 22.182.000 di residenti, gli stranieri erano 89.000  (uno ogni 250, cioè lo 0,4%). Nel 1951, anno del primo censimento del Dopoguerra, su 47.516.000 residenti, gli stranieri erano 130.000 e superarono l’incidenza dell’ 1% soltanto nel 1991 (625.000 su 56.778.000). Da allora in Italia è cominciata la grande immigrazione che ha superato un milione di unità (1.334.889) nel 2001.

Al 31 dicembre 2010, su 60.626.442 residenti nel nostro Paese, gli stranieri erano 4.570.317 (il 58,8 donne), incidendo sulla popolazione per il 7,5% (52 volte in più rispetto al 1861).

Nell’ultimo anno, l’aumento del loro numero, nonostante la crisi, è stato di 335.258 unità; vi sono stati inoltre 66 mila casi di acquisizione della nostra cittadinanza.

La loro ripartizione territoriale è la seguente: Nord Ovest 35,00%;  Nord Est 26,3%, Centro 25,2%, Sud e Isole 13,5%.

Le ragazze straniere residenti in Italia di età  tra i 18 e i 26 anni (l’età per partecipare a Miss Italia e, quindi, a questo nuovo titolo) sono 314.453 così suddivise per regione:

Piemonte                              29.546

Valle d’Aosta                              684

Lombardia                           68.285                      

Trentino Alto Adige              6.179              

Veneto                                  36.253                      

Friuli Venezia Giulia            7.339              

Liguria                                     8.930              

Emilia Romagna                 34.832          

Toscana                                25.712                      

Umbria                                    7.547              

Marche                                 10.773                      

Lazio                                     33.317                      

Abruzzo                                   6.200                        

Molise                                          735      

Campania                              10.262              

Puglia                                       7.259                         

Basilicata                                1.226              

Calabria                                   6.021                         

Sicilia                                    10.842                      

Sardegna                                 2.511                          

TOTALE                                314.453      

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Sono 4.208.977 invece gli italiani residenti all’estero e iscritti all’apposita anagrafe (AIRE).  Citiamo questo dato per mettere in evidenza ciò che viene spesso ricordato: l’Italia da qualche tempo è (anche) meta di immigrazione, ma non ha mai smesso di essere un Paese da cui si è partiti – alla ricerca di impieghi o esistenze più soddisfacenti – soprattutto alla volta dell’Europa e delle Americhe. Ancora oggi lasciano il nostro Paese circa 50 mila persone ogni anno.

Il volto dell’Italia del prossimo futuro è già visibile nelle regioni dove l’incidenza degli immigrati ha raggiunto il 10% (Emilia Romagna, Umbria, Lombardia, Veneto) o si aggira sul 9% (Trentino Alto Adige, Toscana, Marche e Lazio): a metà secolo, gli stranieri potranno essere 12,4 milioni con una incidenza del 18% sui residenti e, successivamente, ancor più numerosi.