LA GIUNTA LOMBARDA HA DECISO IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

  

 La Giunta della Regione Lombardia ha deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la delibera del Tar della Lombardia (n° 1914 del 9 luglio) che ha accolto il ricorso del Comitato civico contro il potenziamento della tratta ferroviaria Rho-Gallarate. Lo ha comunicato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo.

POSSIBILE DANNO IN CHIAVE EXPO – Il provvedimento del Tar, sospendendo la delibera del Cipe, che dava il via libera ai lavori per settembre per la tratta integrale fino a Parabiago, rischia di produrre un danno in chiave Expo. L’allungamento dei tempi di cantiere, a partire dall’apertura, renderebbe incompatibile l’attivazione dei servizi ferroviari di collegamento con il sito di Expo. “La Giunta regionale si è mossa con la massima urgenza – ha spiegato l’assessore – per consentire di arrivare a Expo anche col treno, obiettivo oggi a rischio per la decisione del Tar. Il mio auspicio è che il Consiglio di Stato si pronunci al più presto, per evitare di trovarci il 1 maggio 2015 con i cantieri ancora aperti e i lavori non conclusi. Altrimenti rischiamo di vedere un interesse pubblico pregiudicato”.

SENTENZA SORPRENDENTE E CONTRADDITTORIA – Regione Lombardia ha deciso il ricorso ravvisando elementi sorprendenti e contraddittori nella sentenza del Tar. “Il Tribunale amministrativo – ha ricordato l’assessore regionale – si è espresso in maniera sorprendente, annullando una delibera del Cipe, che è inserita anche nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri per Expo, che individua le opere connesse, per le quali si segue una procedura particolare a salvaguardia della rilevanza nazionale. Si tratta di un parere contraddittorio, perché accetta il ricorso del Comitato pur avendo affermato nel dispositivo che il Comitato non aveva la legittimazione per fare questo ricorso”.

LE INFRASTRUTTURE SERVONO – A motivare il ricorso del Comitato era stata una variazione al progetto preliminare, da 3 a 4 binari. “Questo è un altro aspetto discutibile – conclude Cattaneo – perché spesso, e penso anche a opere più complesse come la Pedemontana, abbiamo introdotto modifiche tra progetto preliminare e quello definito anche in accordo con gli Enti locali. A guardare la sentenza del Tar, una modifica migliorativa sul definitivo, pur concordata coi soggetti interessati, dovrebbe richiedere un nuovo progetto preliminare, ricominciando da capo tutto l’iter e perdendo anni di tempo. Con la decisione della Giunta di impugnare l’atto davanti al Consiglio di Stato speriamo di poter partire al più presto con l’opera e concluderla in tempo per l’Expo, riaffermando il principio in base al quale esiste un interesse pubblico anche nella realizzazione delle infrastrutture che, nel rispetto dei tempi e dei costi, sono necessarie alla Lombardia e all’intero Paese”. (Ln)