Dj Fabo: intervista a Marco Cappato

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Mercoledì 1 marzo in prima serata su Italia 1 nuovo appuntamento con “Le Iene Show” condotto da Ilary Blasi e Teo Mammucari.

Tra i servizi della puntata di domani:
La scorsa settimana le Iene hanno raccontato la storia di Dj Fabo, al secolo Fabiano Antoniani, 39enne che, in seguito a un incidente stradale avvenuto nel 2014, divenne cieco e tetraplegico. Lo scorso gennaio, quest’ultimo aveva rivolto un appello al Presidente della Repubblica affinché in Italia venisse legalizzata l’eutanasia. Al momento, però, le proposte di legge al riguardo sono ferme in Parlamento.

La mattina dello scorso 27 febbraio DJ Fabo è deceduto presso la struttura di un’associazione in Svizzera, dove la legge autorizza il suicidio assistito, una procedura che dà la possibilità a un malato terminale di decidere di morire senza l’intervento diretto di un medico.

Ad accompagnarlo, Marco Cappato, esponente di Radicali italiani e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, che potrebbe rischiare fino a 12 anni di carcere per tale gesto. Giulio Golia intervista Marco Cappato che racconta l’ultimo viaggio di Dj Fabo. La Iena, inoltre, accompagna il politico nella Caserma dei Carabinieri a Milano dove lui ha deciso di recarsi per «autodenunciarsi per “l’aiuto al suicidio” di Dj Fabo».

 

Al Museo Vincenzo Vela, rassegna di cinema muto e performance

foto furlati
foto furlati

Doppio appuntamento al Museo Vincenzo Vela domenica 13 novembre dalle ore 16:00. Attraverso scritti e riflessioni, Pascal Schwaighofer proporrà una rilettura del proprio progetto artistico “La classe sterile”; seguirà il programma di film muti curati della storica del cinema Mariann Lewinsky incentrati sul tema del lavoro d’inizio Novecento accompagnati da musiche dal vivo composte ed eseguite da Daniele Furlati.

Nell’anno dell’inaugurazione di AlpTransit il Museo ha posto le sue attenzioni ed energie alla ricerca scientifica del capolavoro di Vincenzo Vela Le Vittime del lavoro, con il quale l’artista Pascal Schwaighofer  si è confrontato creando l’installazione La classe sterile, tuttora presente nelle sale espositive della mostra permanente.

Che cosa accomuna un alveare d’api e il Leviatano di Thomas Hobbes, i feromoni e i Big Data, l’ozio e la pubblicità? È con queste domande che Pascal Schwaighofer aprirà l’incontro di domenica pomeriggio.

Tramite una serie d’intrecci concettuali, l’artista cercherà di collegare fatti e storie apparentemente lontane tra di loro per immaginare quella sorta di paradigma del lavorare e vivere d’oggi che alcuni economisti hanno battezzato “società polline”.

Portando avanti le riflessioni sul mondo del lavoro, alle ore 17:30 la rassegna S-velati e ritrovati organizzata dal Museo, in collaborazione con l’Associazione Musica nel Mendrisiotto e Cineclub del Mendrisiotto, propone una pomeridiana dedicata al cinema degli esordi che si rivela ancora di grande attualità, permettendoci di meglio comprendere tramite uno sguardo al passato il nostro complesso presente.

La storica del cinema Mariann Lewinsky ha selezionato un programma di film rari e preziosi sul tema del lavoro provenienti da prestigiose cineteche europee, quali gli EYE – Archivi di Amsterdam, la Cineteca Comunale di Bologna e la Cineteca svizzera.

Come oramai nostra felice tradizione, e rispettando la prassi originaria dell’epoca del muto in cui i film venivano sonorizzati dal vivo (a volte anche da grandi orchestre), la proiezione sarà accompagnata con musiche composte ed eseguite dal pianista Daniele Furlati.

MUSEO VINCENZO VELA
Largo Vela 5, 6853 Ligornetto, Svizzera

Sister – L’enfant d’en haut

28 settembre 2012, di Elisa Zini – Seconda opera cinematografica per la giovane regista Ursula Meier che conquista il pubblico e vince l’Orso d’Argento all’ultimo Festival di Berlino.

Un set semplice racconta una storia drammatica: una stazione sciistica in Svizzera, nel cantone Vallese, frequentata da gente ricca e benestante e un fondo valle intriso di povertà e case popolari che ogni giorno si scontrano, confrontano, comunicano, collegati soltanto da una funivia. Un divario tra ricchezza e povertà e una cruda riflessione sul consumismo e il valore del denaro.

Simon (Kacey Mottet Klein) è un ragazzino dodicenne, orfano, che vive con la sorella in una casa popolare e per sopravvivere ruba sci. Rivendendo la mercanzia guadagna qualche soldo per il mantenimento suo e della sorella maggiore Louise, costantemente senza lavoro. Un rapporto non semplice lega indissolubilmente Simone e Louise per l’intero film con un colpo di scena finale, capace di rendere ancora più amaro il racconto. La giovane regista utilizza una macchina da presa molto mobile che insegue i suoi personaggi, li pedina, li annusa, non li abbandona mai, quasi a cercarne il respiro. Poche le parole: sono le immagini e le situazioni a raccontare.

Un divario tra l’alto e il basso, sia dal punto di vista economico che sociale, permea tutto il film e ci fa riflettere sul tipo di società di cui facciamo parte e che spesso non vogliamo guardare.

PELLEGRINI VERSO CANTERBURY

 Ha preso il via dall’Aeroporto “Il Caravaggio” di Bergamo Orio al Serio il cammino  lungo la Via Francigena dei bergamaschi Ugo Ghilardi e Manuel Ardenghi, che  percorreranno a piedi i 1.800 chilometri da Canterbury a Roma per celebrare il 50°  anniversario  del  Concilio Vaticano II° e per onorare il 50° anniversario  della morte di Papa Giovanni XXIII che cadrà il prossimo anno. 

 I due protagonisti del cammino sono partiti dallo scalo bergamasco con un volo  Ryanair decollato alle ore 10:35 di lunedì 21 maggio alla volta di Londra Stansted, da  dove raggiungeranno in giornata Canterbury. Ad attenderli nella cittadina inglese,  dove l’arcivescovo Sigerico nell’anno 994 delineò l’itinerario francigeno articolato in  79 tappe, ci sarà James Williams, destination marketing manager del Canterbury City Council.

 Un viaggio tipicamente low cost, rapportato ai tempi e ai mezzi moderni, così come  avveniva mille anni or sono con i pellegrini. Ghilardi e Ardenghi, che contano di  completare l’intero tragitto in due mesi, percorrendo ogni giorno circa 30 chilometri,  attraverseranno il territorio inglese, Francia, Svizzera e toccheranno i 140 comuni di  sette regioni italiane (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria,  Toscana, Lazio) che disegnano la Via Francigena.