Gogol Bordello: forti vibrazioni in Villa Arconati

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Mercoledì 18 Luglio, ore 21

GOGOL BORDELLO: PURO METICCIATO ALTAMENTE COINVOLGENTE

I Gogol Bordello sono un gruppo musicale formatosi in un quartiere di New York nel 1993, che mescola reggae, punk, hip hop e musica tradizionale ucraina, rientrando nel genere del gypsy punk.

Gli strumenti musicali che usano sono i più diversi, dalla fisarmonica al fiddle, un simil-violino, oltre al sax presente in alcuni dischi, il tutto mescolato a cabaret, punk e dub.

Le performance dal vivo sono rese spettacolari dalle coreografie, dalle due percussioniste e dall’estro del cantante.

Molte delle loro canzoni traggono ispirazione dalla musica tzigana, anche perché la maggior parte dei componenti è immigrato dall’Europa orientale, a partire dal loro leader, l’eccentrico e talentuoso musicista e attore, Eugene Hütz, ucraino di origine, allontanatosi dalla repubblica sovietica nel 1986 a causa del disastro di Chernobyl e approdato a New York nel 1993.

Qui conosce Vlad Solofar, Sasha Kazatchkoff ed Eliot Fergusen, quest’ultimo aggiunge una nota rock al suono del gruppo. Successivamente si unisce il violinista Sergei Riabtsev, già direttore teatrale a Mosca e perfetto per dare una ulteriore dose di bizzarria alla band.

Tiziano Bianchi a “TrentinoInJazz 2018″

Tiziano Bianchi
Tiziano Bianchi

Appuntamento speciale, il secondo, per la sezione Valli del Noce del TrentinoInJazz 2018, che approda a Mezzolombardo (TN) martedì 17 luglio con il concerto di Tiziano Bianchi e il suo sestetto.

Al centro della performance Now And Then, il disco d’esordio del trombettista reggiano, pubblicato nel 2016, prodotto dal Tiger Okoshi, e impreziosito dalla voce di Giovanni Lindo Ferretti.

L’album viene distribuito in Italia da Irma Records e in Giappone da Pony Canyon: qui le due piu’ importanti testate jazzistiche, ‘Jazz Life’ e ‘Jazz Japan’, gli dedicano ampio spazio.

In Italia, il video del brano ‘Now and then’, con la partecipazione di Giovanni Lindo Ferretti, viene pubblicato in esclusiva sulla pagina di ‘Repubblica’.

Malattie respiratorie

Prof.-Dal-Negro
Prof.-Dal-Negro

Molecole, farmaci per via inalatoria, terapie specialiatizzate e device: curare le proprie malattie respiratorie dovrebbe essere ormai facile, grazie all’arrivo sul mercato di molecole respiratorie sempre più numerose e più precise.

Ciò nonostante la conoscenza delle caratteristiche e della performance dell’erogatore in Italia non supera il 7%: la mancanza di istruzioni all’uso del dispositivo inalatorio, quindi, è la prima causa di non aderenza (totale o parziale) alla terapia da parte del paziente.

Venendo meno la conoscenza, purtroppo viene conseguenzialmente meno anche il raggiungimento del risultato. E’ stato verificato, infatti, che oltre il 60% dell’efficacia della terapia dipende dal tipo e dalle caratteristiche del dispositivo prescelto per la loro somministrazione inalatoria.

Se ne parla a Verona in occasione del 1° Congresso Nazionale “I device inalatori nella governance delle malattie vie aeree”, presso il Centro Congressi Hotel Leopardi, presieduto e organizzato dal Prof. Roberto Dal Negro, Responsabile del CESFAR, Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona.

Poiché i dispositivi inalatori sono numerosissimi sul mercato, e il loro numero è in progressivo aumento, la conoscenza delle loro caratteristiche tecniche e di funzionamento sono punti cruciali. Ma, purtroppo, spesso ignorati o, comunque, non approfonditi.

“Purtroppo – spiega il Prof. Dal Negro – la classe medica non ha riservato la giusta attenzione a tali aspetti, e ha considerato (ma ancora in buona parte considera) i dispositivi inalatori come strumenti pressoché equivalenti e comunque di secondaria importanza rispetto alle sostanze farmacologiche. Meno del 50% dei medici fornisce qualche spiegazione al paziente su come usare il dispositivo prescritto. Inoltre i medici internisti non pneumologi non conoscono il funzionamento dei dispositivi inalatori che prescrivono in una percentuale variabile dal 53 al 93%, a seconda del tipo di dispositivo. Di essi, solo il 2% ha assistito a sessioni educazionali sull’uso dei dispositivi inalatori”.

Un errore questo, che ha gravi ripercussioni sulla salute e sull’economia del paziente, che può essere più o meno facilmente evitato. Secondo il Prof. Dal Negro “il training necessario a rendere autonomo un paziente nell’uso corretto ed efficace del dispositivo inalatorio può variare da 2-3minuti a oltre 600 minuti, con importanti riflessi sui costi di gestione, indipendentemente dal costo originale del farmaco.

In certi casi, farmaco+erogatore hanno un costo basso, ma rendere il paziente capace di inalare efficacemente il farmaco con quell’erogatore può moltiplicare il costo fino a oltre 10 volte: anche qui, con importanti ricadute economiche.

Secondo il tipo di dispositivo inalatorio, la percentuale di pazienti che riescono ad effettuare correttamente l’inalazione può variare dal 18 al 62%”.
L’arrivo dei nuovi erogatori aiuta la performance terapeutica. Ma è fondamentale che il medico che li prescrive ne conosca le caratteristiche al meglio, così da poter consigliare il miglior dispositivo inalatorio per quel paziente.

In occasione del Congresso di Verona verrà presentato per la prima volta in Italia il metodo di valutazione globale dell’”usability”, un metodo che tiene conto non solo dei fattori soggettivi del paziente, ma anche del peso di tutti quei fattori decisionali indipendenti dal paziente e che consentono facilmente la scelta più appropriata del dispositivo inalatorio da usare in quel paziente.

“Si parla tanto di Medicina Personalizzata e di Medicina di precisione – spiega il Prof. Dal Negro – ebbene, questo è uno dei principali campi in cui poterla e doverla applicare. Le differenze in termini di risultato possono essere e sono clamorose. Serve comunque un metro univoco di misura per valutare le performance dei diversi erogatori in maniera oggettiva: di recente ciò è diventato possibile grazie all’impiego del Global Usabilty Score, un sistema semplicissimo, che tiene conto di tutti i fattori che contribuiscono (in senso positivo e negativo) a determinare la performance del dispositivo inalatorio. Questo indice di semplicissimo calcolo (range da 0 a 50 punti), che sarà presentato per la prima volta al Congresso, permette di valutare qualsiasi erogatore”.

C’è un fiorire continuo di nuovi dispositivi inalatori; alcuni effettivamente innovativi e di elevata “usabilità”, termine che indica l’insieme delle caratteristiche di utilizzazione del dispositivo, e altri di scarsa innovazione. “Anche nel bambino – aggiunge il Prof. Dal Negro – la terapia inalatoria è fondamentale per alcune patologie respiratorie, sia pure con qualche differenza nella gestione dei dispostivi e nella metodologia di somministrazione”.

Unite With Tomorrowland Italia

UNITE 2017_MYB_
UNITE 2017_MYB_

Mancano tre mesi a UNITE With Tomorrowland Italia, l’imperdibile evento che arriva per la prima volta nel nostro Paese, il 28 luglio al Parco di Monza! Ecco i primi nomi della corposa line up che farà ballare i fortunati spettatori che si sono aggiudicati il biglietto prima del sold out: KLINGANDE, YVES V e MIKE DEM.

Il dj belga YVES V è stato headliner di Tomorrowland in Belgio lo scorso anno e arriva in Italia per una delle sue prime performance, forte del successo del nuovo singolo “Magnolia”.
Spazio anche ai talenti italiani con l’electrohouse di MIKE DEM, apprezzato da Radio 105 e m2o, ha suonato al Tomorrowland (2017) e ha aperto il live di Axwell in Italia (2012).

Questi due nomi, si aggiungono al già annunciato KLINGANDE, il giovane producer francese con milioni di ascolti su Spotify, è arrivato sotto i riflettori internazionali con “Jubel” nel 2013, pluri premiato platino in Italia e Francia con oltre 97 milioni di streaming su Spotify e 4 milioni di visualizzazioni su Youtube.

In questi anni ha portato la sua deep house in Europa e America e in tutti i più grandi festival, tra gli ultimi: Lollapalooza (Berlino 2016), Tomorrowland (Belgio 2016) e Mysteryland (Haarlemmermeer 2017).

UNITE With Tomorrowland Italia ha registrato il sold out a poche ore dall’apertura delle pre registrazioni e ora comincia il conto alla rovescia per l’evento! Link all’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/191535691447000/.

La scorsa estate 400mila visitatori provenienti da tutto il mondo hanno partecipato a Boom (Belgio) alla doppia edizione di TOMORROWLAND in contemporanea a oltre 100mila persone di sette nazioni che hanno vissuto la stessa magica esperienza in una maniera differente. E sarà così anche quest’anno.

Sabato 28 luglio 2018, sette edizioni eccezionali di UNITE With Tomorrowland collegheranno Tomorrowland con Abu Dhabi, Italia, Libano, Malta, Messico, Spagna e Taiwan, alternando le loro straordinarie line up al collegamento via satellite con Boom. Per il quarto anno consecutivo il mondo diventa più connesso in nome di UNITE With Tomorrowland.

UNITE With Tomorrowland Italia è vietato ai minori di 18 anni.
L’evento italiano è organizzato da 5guyscompany, società italiana fondata da giovani ragazzi che con il format Overmind hanno già portato in Italia producer come Hardwell e Martin Garrix, in collaborazione con F&P Group e Jaguar Florence Club.
Per l’Italia sarà l’occasione per vivere un’esperienza unica, un fenomeno globale che connetterà i fan da ogni angolo del pianeta!

Art Week 2018

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Prende il via lunedì 9 un’intera settimana dedicata all’arte moderna e contemporanea, con inaugurazioni, aperture straordinarie, visite guidate, iniziative speciali e tante mostre da visitare, aperte nelle diverse sedi espositive della città: da Palazzo Reale alla Fondazione Prada, dal Castello Sforzesco al PAC, dalla Triennale al Museo delle Culture, coinvolgendo fondazioni e gallerie, enti pubblici e privati.

Un “concerto” di creatività coinvolge artisti italiani come Giosetta Fioroni, Emilio Isgrò, Giovanni Boldini, Franco Mazzucchelli, Vincenzo Agnetti; e artisti da tutto il mondo come Sol Lewitt, Teresa Margolles, Frida Khalo, Jeremy Deller, Jimmie Durham, Barry X Ball. Mostre che narrano di epoche e mondi, come “Post Zang Tumb Tuuum”, che racconta arte, vita e politica in Italia dal 1918 al 1943, oppure “Una tempesta dal Paradiso.

Arte contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa”, progetto del Guggenheim Museum di NY, o anche “Italiana”, che segue il progressivo affermarsi nel mondo del made in Italy attraverso la moda dal 1971 al 2001. Ma anche premi e performance, aperture serali e notturne, incontri e opening aperti a tutta la città.

“Una week ricchissima – quasi una festa senza soluzione di continuità – che ruota intorno alla prestigiosa fiera internazionale miart e che accompagna i milanesi e i sempre più numerosi turisti in visita a Milano in un vero e proprio viaggio al centro della creatività”, dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Primo appuntamento in ordine cronologico la presentazione alla stampa (il 9 alle ore 12) e l’apertura (l’11 aprile) della mostra “Una tempesta dal Paradiso. Arte contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa” alla GAM Galleria d’Arte Moderna di via Palestro. Finissage dell’Art Week domenica 15 presso il Parco di Citylife con una passeggiata di presentazione delle opere di “Artline”, il progetto (in progress) d’arte pubblica e contemporanea del Comune di Milano, insieme agli artisti che le hanno realizzate.