Arese: 110 anni di Alfa Romeo

IlCentro_AlfaRomeo
IlCentro_AlfaRomeo

A Il Centro
Si celebrano i 110 anni di Alfa Romeo
A Il Centro di Arese si rivivono tutte le emozioni della Scuderia del
Portello con l’esposizione delle vetture che hanno fatto la storia della
casa automobilistica milanese
Il biscione è più di un semplice
marchio di una casa automobilistica. Rappresenta una
storia lunga più di un secolo costellata di successi
conquistati in pista e di modelli di auto amati in ogni parte
del globo. È il Made in Italy che ha conquistato il mondo.
A IL CENTRO di Arese si celebrano i 110 anni della
grande Alfa Romeo attraverso un avvincente percorso
storico che ripercorre l’evoluzione di una delle case
automobilistiche più iconiche della storia del nostro paese.
Dal 7 ottobre al 1° novembre 2020, IL CENTRO, in
collaborazione con la Scuderia del Portello, ospita la
Mostra di auto storiche Alfa Romeo per celebrare 110
anni di avanguardia tecnica ed innovazione attraverso
l’esposizione di quattro modelli unici della storica casa milanese che hanno segnato la
storia del design e dell’industria automobilistica italiana.
Per tutti gli appassionati di motori, e non solo, sarà un’occasione speciale per ammirare da
vicino dei veri e propri capolavori ingegneristici. Le auto, esposte nell’area eventi del mall
al primo piano, saranno l’Alfa Romeo 1900 Coupé Super Sprint, l’Alfa Romeo Giulietta
Berlina, l’Alfa Romeo Giulia 1300 TI e l’Alfa Romeo Alfetta Turbodelta.
La mostra è più di una semplice esposizione di automobili. È l’omaggio alla storia dell’Alfa
Romeo, una delle più grandi aziende italiane che, proprio ad Arese, ha portato avanti un
percorso costellato di grandi successi grazie a modelli di auto che hanno dettato le regole
di un design all’avanguardia, fuori dal tempo, dalle altissime prestazioni ed eleganza
raffinata e che è da 110 anni in pole position!
A IL CENTRO di Arese le emozioni non finiscono mai!

Made in Italy, 1 italiano su 3 fa la spesa dal produttore

Made in Italy e agroalimentare_Osservatorio Reale Mutua
Made in Italy e agroalimentare_Osservatorio Reale Mutua

Made in Italy, più di 1 italiano su 3 fa la spesa dal produttore
L’acquisto di prodotti agroalimentari si fa sempre più tech, con il 63% propenso a
usare app e siti
Grande attenzione anche alla sostenibilità, sinonimo di agricoltura a basso impatto
(31%), Km0 (22%) e stagionalità (18%)
Torino, 23 giugno 2020 – Il Made in Italy, con le sue eccellenze del territorio, è sempre più presente
nelle abitudini di spesa degli italiani, al punto che più di uno su tre (41%) ama acquistare generi
agroalimentari direttamente dal produttore locale: frutta, verdura, vino, formaggi, scelti perché
garanzia di qualità, cura dei prodotti e, molte volte, in virtù di un rapporto di fiducia con il produttore
stesso.
Lo evidenzia l’Osservatorio Reale Mutua1 dedicato all’agricoltura e alle nuove abitudini di acquisto
degli italiani. Un dato molto significativo, soprattutto perché l’affezione al Made in Italy è una
certezza cui può guardare l’intero mondo dell’agroalimentare del Paese, che, dopo le difficoltà degli
ultimi mesi, si trova ora di fronte alla fase della ripartenza.
Non si tratta più, solo, di una spesa “alla vecchia maniera”: addirittura due italiani su tre (63%) si
dicono propensi a utilizzare in misura crescente app e siti per l’acquisto online e la consegna a
domicilio di questi prodotti. Un trend che probabilmente la pandemia ha contribuito ad accelerare
e che potrà facilitare ancor di più l’accesso alle eccellenze del territorio.
Dal campo alla tavola, Made in Italy e produzione locale vanno di pari passo con l’attenzione alla
sostenibilità. Una parola che per un connazionale su tre (31%) evoca una filiera agricola a basso
impatto ambientale, anche grazie all’uso della tecnologia, mentre uno su cinque (22%) la associa al
concetto di agricoltura a chilometro zero. Ma sostenibilità vuole anche dire stagionalità (18%),
etichettatura biologica (12%) e per un ulteriore 11% il termine abbraccia valori sociali e indica una
filiera equosolidale.
Non è un caso allora che gli italiani preferiscano i prodotti stagionali, perché più salutari (36%) e
capaci di sostenere l’economia agricola dei territori (30%), con un minore impatto sull’ambiente
(11%). E c’è anche chi li sceglie perché più buoni, dice, di quelli fuori periodo (12%).
Semaforo verde infine, tra le abitudini d’acquisto, anche per i prodotti dell’agricoltura biologica,
altra area importante del Made in Italy, che vengono apprezzati soprattutto perché rispettano criteri
di sostenibilità (44%) e fanno bene alla salute (22%).
“La nostra ricerca evidenzia come il Made in Italy e le produzioni agroalimentari del territorio siano
sempre più apprezzati nei comportamenti di acquisto e divengano spesso oggetto di una specifica
ricerca,” commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo. “Noi siamo da
sempre vicini al mondo dell’agricoltura e, oltre alle evidenze del nostro Osservatorio, da poco
abbiamo lanciato un’iniziativa specifica, AGRIcoltura100, insieme al nostro partner storico
Confagricoltura. Il progetto vuole promuovere il ruolo dell’agricoltura nella crescita sostenibile e nel
percorso di rilancio del Paese, premiando le imprese che hanno adottato soluzioni o promosso
iniziative per migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica loro e della comunità in
cui operano. Questo ci permetterà di analizzare in modo ancora più approfondito le dinamiche del
rischio agricolo e quindi di sviluppare soluzioni sempre più innovative con cui affiancare le aziende
del settore. Auspichiamo davvero la ripresa di un comparto così importante per il Paese.”
1
Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area
geografica.
Fondata a Torino nel 1828, la Società Reale Mutua di Assicurazioni è la più importante Compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. È
capofila di Reale Group, un Gruppo internazionale nel quale operano oltre 3.700 dipendenti per tutelare circa 5 milioni di Clienti. Reale Mutua offre
una gamma molto ampia di prodotti, sia nei rami Danni sia nei rami Vita. I suoi Soci/Assicurati sono più di 1,4 milioni, facenti capo a
354 agenzie presenti su tutto il territorio italiano. La Società evidenzia un’elevata solidità, testimoniata da un Indice di Solvibilità (Solvency II),
calcolato con il Modello interno Parziale, che si attesta al 363% (Year End 2019).

Moda: White Milano si rinnova

White Milano
White Milano

Moda. White Milano si rinnova puntando su ricerca internazionale, valorizzazione del made in Italy e cultura della sostenibilità

WHITE Milano inizia un importante percorso di rinnovamento che parte dall’edizione di febbraio per lanciare un primo segnale di cambiamento. Pilastri di questa nuova strategia sono lo scouting internazionale sempre più vicino alle culture dei diversi territori italiani e stranieri, la valorizzazione del Made in Italy e la sostenibilità come leva per innescare un cambiamento reale che parta dalla filiera tessile per arrivare al consumatore finale.

Grazie a questa articolata progettualità, dal 20 al 23 febbraio, WHITE si conferma l’appuntamento di riferimento durante la fashion week milanese per addetti ai lavori sempre più attenti alle novità e al valore del prodotto con un brand mix mirato, capace di rinnovare l’offerta dei negozi e parlare alle nuove generazioni di consumatori. Il salone, supportato da MISE, MAECI e ICE si avvale della partnership con Confartigianato Imprese e del patrocinio del Comune di Milano, rappresenta il vero motore del Tortona Fashion & Design District, occupando le quattro location di Tortona 27 |SuperstudioPiù, Tortona 31 | Opificio, Tortona 35 | Hotel Nhow e Tortona 54 | Ex Ansaldo BASE arrivando a circa 500 brand.

Proprio nel segno dell’inclusione e del cambiamento, WHITE ha scelto come Special Guest Artsi Ifrach con il brand Maison ARTC – fashion house di origini marocchine –, che presenta la propria collezione di pezzi unici tramite un’installazione all’interno di Superstudio Tortona 27 e una mostra ospitata da 10 Corso Como Tazzoli: una doppia esposizione per raccontare l’incredibile immaginario e la cultura di un territorio crocevia di tradizioni. Un messaggio di grande forza all’insegna di un’artigianalità contemporanea e un recupero che guarda alla sostenibilità e al multiculturalismo. Nato a Gerusalemme, Artsi Ifrach – dopo esperienze internazionali tra Tel Aviv, Parigi e Amsterdam, si stabilisce a Marrakech per fondare il brand indipendente Maison ARTC che realizza solo pezzi unici tramite la ricerca e assemblage di tessuti vintage e fatti a mano. Il nome stesso Artsi significa “My Country” in ebraico e arabo, espressione di un concetto di multiculturalismo in cui differenti culture convivono, per l’appunto, senza perdere la propria identità. Un elemento che si ritrova nelle collezioni (uomo e donna) di Maison ARTC costruite su colori, stampe e lavorazioni speciali realizzate da artigiani, grazie al cui lavoro ogni materiale trova una nuova vita.

A ribadire quanto la cultura e il rapporto con Milano siano importanti, alla MY OWN GALLERY verrà allestita la mostra fotografica “Il Giorno e la Notte”, che celebra Milano e un capo in particolare (il cappotto) raccontati attraverso le opere originali e inedite dei fotografi Mattia Zoppellaro e Sha Ribeiro. La mostra e il libro sono prodotti da Paltò e curati da Perimetro, realtà tra le più dinamiche della città con cui inizia un rapporto di collaborazione per le prossime edizioni.

WHITE ha deciso di sostenere i 17 ‘goal’ di sviluppo sostenibile dell’ONU. Da questo assunto è stata fatta una valutazione per capire tra i brand espositori quali hanno concretizzato progetti certificati per ridurre il proprio impatto ambientale e /o massimizzare un impatto sociale attraverso il design delle proprie collezioni. Il risultato del censimento conta già 32 aziende presenti al salone con eccellenze che spaziano da Blue of a Kind, Boyish Jeans, Closed, Insane in the Rain, fino a Ibrigu, LaMilanesa Made in Milan, WRÅD, Made for a Woman e Regenesi, che presenta diversa novità tra cui l’iniziativa “ Rigenera i tuoi jeans” dedicata al retailer e Re-Flag, collezione di borse create con un tessuto ottenuto al 100% dal riciclo di bottiglie in plastica.

Tutte le informazioni su espositori e appuntamenti sono disponibili su www.whiteshow.it

Moda e giovani, premiazioni di ‘Fashion graduate Italia’

Premiazioni di 'Fashion graduate Italia'
Premiazioni di ‘Fashion graduate Italia’

“I giovani rappresentano il nostro futuro: Regione Lombardia crede fermamente nella loro creativita’ e voglia di emergere in settori cosi’ competitivi come la moda e il design. Grazie a ‘Fashion Graduate Italia 2019′ esaltiamo il ‘Genio’ dei nostri talenti, valorizzando un’eccellenza del Made in Italy che tutto il mondo ci invidia”.

L’evento – E’ questo il messaggio che Lara Magoni, assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, ha lanciato alla cerimonia di premiazione del contest di ‘Fashion Graduate Italia 2019′. L’evento, organizzato dalle scuole della Piattaforma Sistema Formativo Moda, si e’ svolto a Milano dal 27 al 30 ottobre ed e’ stato contrassegnato da un ricco cartellone di sfilate, talk, esposizioni, workshop, incontri tra studenti e imprese per favorire l’incontro tra domanda ed offerta.

Generazione creativa – “I riconoscimenti a questi ragazzi – ha sottolineato Lara Magoni – testimoniano per l’ennesima volta che la moda in Lombardia puo’ contare su una generazione di creativi di alto livello. Da sempre Regione Lombardia sostiene concretamente l’aspetto formativo e l’impegno di tanti giovani che hanno voglia di mettersi in gioco e confrontarsi con un mondo selettivo e fortemente concorrenziale. In tal senso, eventi come ‘Fashion Graduate’ rispondono appieno alla ‘mission’ che mi sono data come assessore: permettere ai designer lombardi di entrare in contatto diretto con le imprese e le istituzioni, creando un canale privilegiato per dimostrare tutte le loro capacita'”.

La ricerca – Secondo una ricerca di Altagamma, fondazione che dal 1992 riunisce le migliori imprese dell’Alta Industria Culturale e Creativa, entro il 2023 l’Italia avra’ bisogno di 236.000 nuovi professionisti per il settore del lusso (sulla base delle Rapporti di Unioncamere relativi al 2018 e allo scenario previsionale 2019-2023). Nel settore del fashion, che raggruppa abbigliamento, tessile, pelli, la richiesta su base quinquennale sara’ di 46.400 unita’ (compreso l’ambito della gioielleria): i piu’ ricercati saranno i tecnici specializzati di calzature, pelletteria, sartoria e maglieria, i tecnici del tessuto e i prototipisti. Tuttavia, solo il 30% degli studenti italiani sceglie una scuola tecnica e il 15% una scuola professionale.

Parola chiave: formazione – “Ecco perche’ diventa fondamentale puntare sempre di piu’ sulla formazione: in tal senso, come Regione Lombardia daremo il via ad una serie di iniziative per sensibilizzare i giovani a scegliere il settore del fashion per puntare ad un avvenire di prestigio e con notevoli opportunita’ occupazionali”, ha aggiunto l’assessore Magoni.

In particolare, l’assessore Magoni ha premiato gli studenti degli ultimi due anni dei licei e degli Istituti tecnici professionali, una vetrina per i giovanissimi che hanno presentato progetti, disegni, abiti ed accessori da loro realizzati. Un contest che ha visto la partecipazione di decine di scuole da tutta Italia, con oltre 70 progetti presentati per un evento, Fashion Graduate Italia, che ha fatto registrare oltre 5 mila visitatori, con numerose sfilate da parte dei maggiori istituti italiani nell’ambito del fashion (Accademia Costume & Moda, Accademia della Moda, Accademia di Brera, Accademia Euromediterranea, Accademia Galli, Accademia Euromediterranea, Accademia Koefia, AFOL Moda Milano, Arsutoria School, Cercal, Domus Academy, Ferrari Fashion School, IED Moda, Istituto Marangoni, Istituto di Moda Burgo, Istituto Modartech, Istituto Secoli, ITS Machina Lonati, LABA Libera Accademia di Belle Arti, NABA Nuova Accademia Belle Arti, Next Fashion School, Politecnico Calzaturiero).

Le imprese Lombarde – A dimostrazione dell’importanza nevralgica del settore della moda anche per Regione Lombardia, vi sono i numeri: come emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese, Aida – Bureau van Dijk e Istat 2018 e 2017, le imprese attive nel settore della moda in Lombardia sono quasi 34.000, di cui oltre 13 mila nella produzione moda, 16 mila nel commercio e 4.500 nel design. Occupano 209 mila addetti per un business di 36 miliardi di euro all’anno. Dopo Milano, che e’ prima con oltre 13 mila imprese, vengono Brescia (3.824), Bergamo (3.318) e Varese (3.258). Circa 2.500 le imprese, invece, a Como e Monza Brianza.

Per addetti, dopo Milano, vengono Bergamo con 20 mila, Brescia, Como e Varese con circa 16 mila e Monza Brianza con quasi 10 mila. Numeri importanti anche per l’export, con la performance della Lombardia addirittura migliore rispetto alla media nazionale: la nostra regione esporta infatti prodotti per un totale di 13.7 miliardi di euro annui, +5.5% rispetto al totale nazionale.

Grande successo al cinema per “Made in Italy

MANIFESTO-MADE IN ITALY
MANIFESTO-MADE IN ITALY

Grande successo al cinema per “MADE IN ITALY”, uscito nelle sale il 25 gennaio. Il film, che ha segnato il ritorno alla regia di LUCIANO LIGABUE, ha conquistato pubblico e critica!

Terzo film di LUCIANO LIGABUE dopo “Radiofreccia” e “Da zero a dieci”, “MADE IN ITALY”, prodotto come gli altri da Domenico Procacci, ha visto il ritorno di Stefano Accorsi nei panni del protagonista, dopo la sua magistrale interpretazione nel film “Radiofreccia”, questa volta in compagnia di Kasia Smutniak e altri attori come Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini, Alessia Giuliani, Gianluca Gobbi e Tobia De Angelis.

“MADE IN ITALY” è una tormentata dichiarazione di amore verso il nostro Paese, raccontata con le parole e la musica di Luciano Ligabue, attraverso lo sguardo di Riko, un uomo onesto alle prese con una vita in cui tutto sembra essere diventato improvvisamente precario: il lavoro, il futuro, i sentimenti. Ma se a volte rialzarsi non è facile, Riko ha scelto di non darla vinta al tempo che corre: c’è un matrimonio da difendere e riconquistare, ci sono amici su cui contare e una casa da non vendere. Riko decide di mettersi in gioco e prendere finalmente in mano il suo destino.

Le riprese del film si sono svolte tra Correggio, Reggio Emilia, Novellara, grazie al sostegno della Regione Emilia – Romagna, Roma, grazie al sostegno della Regione Lazio – Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo, e Francoforte. “MADE IN ITALY” è una produzione FANDANGO, ZOO APERTO, RISERVAROSSA, EVENTIDIGITALI FILMS in collaborazione con MEDUSA FILM ed è distribuito da Medusa Film.