NASCE “CARREN PRODUCTION”

renato caruso by Matteo Benatti
renato caruso by Matteo Benatti

Da un’idea del chitarrista e compositore Renato Caruso prende forma, alla luce di una nuova estate, la casa di produzione musicale CARREN PRODUCTION (www.carren.it) che si occupa di:
• Produzione artistica
• Colonne sonore
• Musiche per autori
• Produzione video

«Il logo rappresenta un tempio greco, le cui colonne portanti – dichiara Renato Caruso – rappresentano la cultura, la filosofia, la scienza e la bellezza artistica. Siamo in pura Magna Grecia, patria della filosofia. Nel logo troviamo anche il PI GRECO, simbolo per eccellenza del numero e della matematica. Pitagora, Shannon, Turing, Olivetti, Jobs e tanti altri ci hanno mostrato la strada… senza mai perdere uno sguardo sulla materia filosofica, perché loro erano prima di tutto grandi filosofi e poi matematici! Le note in mezzo al logo rappresentano invece il tempio della musica».

L’obiettivo della CARREN PRODUCTION è dare l’esatta forma alle idee ed ogni singola produzione porterà in grembo cultura, creatività e passione.

“Il tatto tra cultura e contingenza”

Giancarlo Galeazzi
Giancarlo Galeazzi

La contingenza sanitaria rilancia o frena la cultura della Tattilità? Online il nuovo numero della Rivista del Museo Omero
Il numero di giugno della Rivista vocale e online del Museo Tattile Statale Omero, (n.12/2020), Aisthesis, Toccare l’Arte con tutti i sensi, affronta il tema dell’attuale contingenza dal punto di vista culturale e filosofico.

L’intervento, titolato “Il tatto tra cultura e contingenza”, assai articolato ed esaustivo, è di Giancarlo Galezzi, docente emerito di Filosofia all’Istituto teologico marchigiano della Pontificia Università Lateranense, assai noto anche per le sue numerose pubblicazioni e per il Festival “Le parole della filosofia”, che richiama da circa 20 anni ad Ancona un vasto e fidelizzato pubblico.
Dal momento che il tatto, a differenza degli altri organi di senso, coinvolge l’unità della persona in tutte le sue dimensioni (intellettuale, emozionale, affettiva e spirituale), viene messo in discussione dall’attuale emergenza sanitaria (“coronavirus”) e – prima ancora e in altro modo – dalle crescenti innovazioni tecnologiche (i “social”). La cosiddetta facoltà della tattilità ricade su diversi ambiti: da quello interpersonale a quello estetico, da quello sociale a quello religioso. E Galeazzi li affronta senza ombre e in profondità, rapportandoli all’arte, alla scuola, alle relazioni, alla differenza tra contatto, contaminazione e contagio.
In particolare evidenza rischi e possibili conseguenze dovute alla larga messa in discussione della cultura del contatto. La pandemia: quella da “covid 19” ha obbligato a adottare misure sanitarie per contenere e debellare il virus, e con esse misure sociali (politiche ed economiche) fatte valere con provvedimenti legislativi di urgenza che possono arrivare ad alterare il quadro democratico non tanto a livello formale, quanto a livello di mentalità. Lo hanno avvertito, filosofi ed intellettuali: un dibattito tuttora aperto al quale è bene partecipare.
In particolare, facendo il punto sulla scuola, si intende denunciare l’inadeguatezza dell’insegnamento a distanza, e la irrinunciabilità dell’insegnamento tradizionale, caratterizzato da rapporti diretti tra alunni e tra insegnanti e alunni.
La Rivista, con la voce di Luca Violini, si può leggere o ascoltare al sito http://www.museoomero.it/main?pp=rivista_aisthesis.

Pensare l’infosfera

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La filosofia pone domande, ma porre domande non è la cosa più importante, bisogna porre quelle giuste al momento giusto per avere risposte significative e corrette.
La filosofia è necessaria per ripensare ciò che si può definire progetto umano. E la filosofia evolve come evolve l’umanità.
Oggi l’indagine filosofica non può prescindere dalle tecnologie digitali che influenzano e formattano la nostra comprensione del mondo e la nostra relazione con esso.

Luciano Floridi terrà le tre lezioni al Teatro Franco Parenti (Sala Grande) di Milano:

#1 La filosofia come design concettuale – lunedì 10 febbraio h 19.00
#2 Il capitale semantico – lunedì 17 febbraio h 19.00
#3 Utopia digitale? Il verde e il blu – lunedì 24 febbraio h 19.00

Michael Nyman al Festival della Bellezza di Verona

Michael Nyman
Michael Nyman

È una delle grandi icone della musica internazionale: Michael Nyman sarà ospite giovedì 30 maggio 2019 (ore 21.30) alla VI edizione del Festival della Bellezza di Verona, la manifestazione ispirata a Dante, Mozart e Shakespeare che si conferma tra le più prestigiose del panorama nazionale, quest’anno dedicata al tema “L’Anima e le Forme”.

Compositore tra i più brillanti, prestigiosi e influenti della scena internazionale, autore di molti bestseller (oltre 3 milioni di copie vendute della colonna sonora di “Lezioni di piano”), Nyman propone al Teatro Romano un concerto speciale al pianoforte accompagnato dalla sua orchestra – la Michael Nyman Band – e dalla celebre contralto Hilary Summers.

Programma:
Memorial dal film di Greenaway Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante
Come unto these yellow sands dal film di Greenaway L’ultima tempesta
Prospero’s Magic dal film L’ultima tempesta
War Work: 8 Songs with Film ultimo suo capolavoro, film documentario in cui le proiezioni si fondono con i suoni

La variazione è il tema. Visionarie composizioni sonore, ariose e struggenti. Melodie ipnotiche, vibranti progressioni e appassionati ritorni. Sonorità sperimentali dai rimandi antichi. Cadenze shakespeariane. “L’isola è piena di questi sussurri, dolci suoni, rumori, armonie”.

Michael Nyman è uno dei protagonisti della rappresentazione artistica dell’“Anima e le Forme”, tema di questa edizione del Festival, che indaga l’espressione artistica dello spirito nelle sue varie espressioni, la musica, la letteratura, la filosofia, la pittura, il teatro, il cinema. Il titolo fa riferimento all’omonimo testo di György Luckas sulle forme del rapporto tra uomo e assoluto.

Informazioni biglietti:
Vendita sui circuiti Ticketone e Geticket

Il sogno di Spinoza

 

“Il sogno di Spinoza”

Goce Smilevski

Guanda Editore

29 maggio 2014, di Elisa Zini “Il sogno di Spinoza” è un romanzo eclettico, originale, capace di intrecciare la passione per la letteratura con il mistero e l’arte della filosofia, veleggiando attraverso la storia.

Un incontro in un negozio di spezie, nel centro di Amsterdam, tra il giovane Baruch Spinoza e un medico amante dei libri, Frans van den Enden diventa il perno di questo racconto che ripercorre l’intera vita di Spinoza. Le difficoltà economiche, la povertà della famiglia, costringono Spinoza ad abbandonare gi studi filosofici. La casa di Frans van den Enden diventa il luogo dove Spinoza ritrova la sua passione e la coltiva con rinnovato ardore. Clara Maria, una suonatrice di clavicembalo che frequenta la casa, assiste alle discussioni e si fa breccia nel cuore del giovane Spinoza dibattuto tra mente e corpo, tra la natura immutabile dell’essere e le passioni del corpo e dei sensi.

Un giovane Spinoza che si racconta, ripercorrendo la sua vita, fino alla sua prematura morte. Un romanzo coinvolgente, da leggere avidamente.