Un clown vi seppellirà

Autori: Dario Fo, Giuseppina Manin

Editore: Guanda

2 luglio 2013, di Elisa Zini – “Rinnovamento o restaurazione? L’Italia è un Paese di funamboli in bilico tra queste due scelte. Vogliamo novità: ed ecco lo tsunami grillino. Ma vogliamo anche stabilità: voilà il governissimo. Intanto succede di tutto: presidenti uscenti che rientrano, elezioni “non perse” ma neanche vinte, ex premier dati per spacciati che risorgono, candidati che cadono crivellati dai colpi dei franchi tiratori. Scene dal declino di un impero? O fotogrammi di un nuovo Sessantotto?”

Inizia così il nuovo libro di Dario Fo scritto in collaborazione con Giuseppina Manin, giornalista del Corriere della Sera. Un clown vi seppellirà è un saggio di piacevole lettura nel quale i due autori analizzano, attraverso un dialogo, la situazione della politica italiana e non solo. Attraverso uno scambio di opinioni, con lucidità e limpidezza, vengono analizzate la nostra classe dirigente, l’incredulità del popolo italiano e la politica degli ultimi anni. Emerge una scenografia degna delle più alte rappresentazioni teatrali, a volte drammatica e a tratti comica, dove i protagonisti e gli spettatori sembrano non trovare una via d’uscita.

Uno sguardo nel passato per comprendere meglio il futuro: con gusto e ironia Dario Fo accompagna il lettore in una riflessione senza ipocrisie, che scuoterà le coscienze.

Grillo è come uno dei personaggi delle mie commedie. Esce da quella scuola dei Misteri Medievali che gioca con il paradosso e l’assurdo. Un visionario surrealista la cui fantasia e le cui battute hanno avuto il merito di svegliare il Paese dormiente”.

 

Il Mistero Buffo di Dario Fo secondo Paolo Rossi

Paolo Rossi torna al Piccolo con  il suo Mistero Buffo nella versione pop 2.0. Lo spettacolo, in scena al Teatro Strehler dal 5 al 17 giugno 2012, è un omaggio a Dario Fo, ed è anche un’avventura, che si allontana il più possibile dalla versione originale diventando un contenitore unico, dove i misteri originali e quelli nuovi si uniscono e si miscelano, come accade nel teatro popolare. 

Ogni sera diverso, recitato con il pubblico e non per il pubblico, è uno spettacolo ricco di cambi di registro, un’allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. Un viaggio corale in cui la musica di Emanuele Dell’Aquila si fa personaggio e drammaturgia, in continua interazione con l’azione scenica. 

I misteri non finiscono mai: il maestro Dario Fo non ha finito di raccoglierli e in ogni angolo della strada troviamo nuove storie che diventano parte del nostro mistero e si integrano con l’originale, lo arricchiscono, lo trasformano. Come è successo nel 1969, anche il nostro Mistero Buffo è un’operazione politica: come 40 anni fa, la nostra è ancora un’epoca in cui difendere dei valori significa difendere la sopravvivenza. Ma è anche un’operazione culturale perché vuole recuperare insieme al pubblico le radici profonde del teatro popolare. Abbiamo capito che il teatro, unico animale vivo, non cambierà il mondo ma può cambiare noi e aiutarci a resistere.

Aspettando al semaforo

 

Aspettando al semaforo

 Autore: Paolo Jannacci

Edizione: Mondadori

14 marzo 2012, di Elisa Zini“Aspettando al semaforo” L’unica biografia di Enzo Jannacci che racconti qualcosa di vero. Titolo e una breve precisazione per entrare nel mondo ineguagliabile, divertente, poetico, pieno d’amore e di rispetto di Enzo Jannacci. Uomo, maestro di vita e di musica, pianista, cardiochirurgo, jazzista, compositore, attore, teatrante, amico e “fratello” di Dario Fo. Un uomo che caratterizza e onora la storia della musica italiana; un uomo che ha voluto bene a quelle persone che spesso vengono dimenticate, emarginate, lasciate sole e che entrano con eleganza e poesia, da sempre, nelle sue canzoni.

Paolo Jannacci, controllato a vista dal padre Enzo, descrive con maestria “un uomo dalla semplicità disarmante ma con un’intelligenza complicata”. La vita di Enzo in tutti i suoi aspetti: uomo, padre, marito, dottore, cantautore, musicista, teatrante. L’incontro con l’amico Dario Fo, il Derby, la guerra, il Santa Tecla, Beppe Viola, Giorgio Gaber, Paolo Conte, Mina, Tenco e Celentano e la sua onestà intellettuale che lo rendono unico, inimitabile, ineguagliabile.

Un libro per tutti quelli che amano Enzo, che gli hanno voluto bene attraverso le sue canzoni, le sue azioni, le sue cure. Una splendida lettura anche per chi non lo conosce affatto e vuole avvicinarsi ad un uomo che sa ascoltare le persone e sa comprenderne l’animo più profondo. “Una vita. Vera. Tra padre e figlio”.

Mistero Buffo con Franca Rame e Dario Fo

Franca Rame e Dario Fo

Esattamente 42 anni fa andavamo in scena a Milano con Mistero Buffo. Era il 1969. Recitavamo in un capannone di una piccola fabbrica dismessa dalle parti di Porta Romana che noi avevamo trasformato in una sala di teatro con il nostro gruppo. In quell’occasione Franca ed io ci alternavamo sul palcoscenico eseguendo monologhi di tradizione popolare, tratti da giullarate e fabliaux del medioevo, non solo italiane, ma provenienti da tutta Europa.

Lo spettacolo ottenne grande successo e venne replicato centinaia di volte nel nostro teatro di via Colletta, in palazzetti dello sport, chiese sconsacrate, locali cinematografici, in balere e perfino in teatri normali. Mistero Buffo cercava di dimostrare che esiste un teatro popolare di grande valore, nient’affatto succube o derivato da testi della tradizione erudita, espressione della cultura dominante.

In quell’occasione ci si sentiva ripetere a tormentone: «Non esiste una forma espressiva popolare autonoma perché l’unica cultura autentica e di pregio è quella espressa dal potere dominante. L’altra, quella cosiddetta popolare, in verità è solo risultato di scopiazzature.» Insomma: gli unici poeti validi sono quelli dalle corti dei principi e dell’alta borghesia.

Fu proprio in quel tempo che scoprimmo dei ricercatori di grande valore che ci davano ragione, a cominciare da Pitrè, Toschi e De Bartholomeis, Tullio de Mauro e Gianfranco Folena, il quale nel suo saggio Il Linguaggio del caosci dedicava uno straordinario capitolo (“Le lingue della commedia e la commedia delle lingue”) nel quale, fra l’altro, diceva: «l’interlingua teatrale di Fo non richiede dal pubblico per essere intesa specifiche competenze dialettali perché la mimica, il lazzo, l’onomatopea compensano l’apparente arbitrarietà linguistica e la carenza semantica e perché Fo, grandissimo mimo, padroneggia da maestro le tecniche del discorso e della narrativa popolare. […] Se volete godervi per esteso il significato di giullare, se pur tradotto nel nostro tempo, andate ad assistere a qualche brano di Mistero Buffo messo in scena da Franca Rame e Dario Fo. Lì potrete ottenere un’idea del tutto credibile di cosa fosse il teatro satirico dei giullari medioevali.»

Debuttando anche fuori dall’Italia dall’Inghilterra alla Spagna, per poi arrivare in Grecia e in Russia, rintracciavamo brani del tutto sconosciuti raccolti da ricercatori di Paesi e culture diverse. Noi li si metteva in scena quasi a soggetto. Il testo definitivo lo si stendeva solo dopo averlo recitato per mesi interi. Ritrovammo canovacci rappresentati secoli fa dai comici dell’arte, soprattutto in Francia, brani recitati da Arlecchino e da altre maschere, e in seguito a un nostro viaggio in Cina riuscimmo ad arricchire il nostro repertorio anche della “Storia della tigre”. Così, ad un certo punto, ci accorgemmo recitando a Roma nello chapiteau di un circo viaggiante che raccoglieva più di 2000 persone che la mole del testo di Mistero Buffo si era ormai decuplicata.

Per riuscire a misurarne la dimensione decidemmo di recitare ogni sera uno spettacolo con testi completamente differenti. Così si giunse a mettere in scena la bellezza di sei “Misteri Buffi”. Ma se dovessimo oggi ripetere lo stesso esperimento, siamo certi che la sequenza delle nostre esibizioni raggiungerebbe il numero di dieci e più testi autonomi.

Oggi, dopo quasi mezzo secolo, torniamo in scena con una selezione di questo nostro spettacolo “dei primordi”. Non ci è stato facile decidere quali testi privilegiare. Siamo sicuri che durante questi prossimi mesi, nelle varie serate, inseriremo qua e là altri testi e soprattutto andremo recitando all’improvviso in modo a dir poco esagerato. Ma dovete capire: per noi recitare non è solo un mestiere, ma è anche e soprattutto un divertimento. Che raggiunge il massimo del piacere quando riusciamo a inventarci nuove situazioni e buttare all’aria convenzioni e regole. Speriamo di comunicarvi questo nostro spasso e di riuscire a sorprendervi, farvi ridere e magari pensare.

 

Dario Fo e Franca Rame

 

Biglietti

POLTRONISSIMA                                            € 30,00 + 3,00 prevendita

POLTRONA PLATEA                                       € 25,00 + 2,50 prevendita

POLTRONA BALCONATA                             € 25,00 + 2,50 prevendita

TUTTO IL RESTO TEATRO                             € 20,00 + 2,00 prevendita

 

 

Teatro Smeraldo

P.zza XXV Aprile – 20121  Milano – Tel. 02.29.00.67.67 – Fax 02.29.01.72.70
www.teatrosmeraldo.it

Casse/biglietterie teatri:

Teatro Smeraldo

Piazza XXV Aprile 10 – Milano – Tel. 02.29.00.67.67

Orario: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.15. Domenica dalle 10.00 alle 16.30

 

Per info, Prenotazione e Vendita:

  • 700 punti vendita TicketOne in tutta Italia (per conoscere il più vicino puoi chiamare il numero 892.101 o consultare il sito www.ticketone.it nell’area punti vendita)

 

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  • Call Center TicketOne 892.101 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 20.00 e il sabato dalle 9.00 alle 17.30)
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Teatro Smeraldo – Bastioni di Porta Nuova 12, Milano

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