“Razza di zingaro” – ultimo libro di Dario Fo

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Dario Fo commuove e scuote gli animi con il suo nuovo romanzo tratto da una storia vera. Il protagonista è un giovane sinti, Johann Trollmann (1907-1943), campione di pugilato nella Germania nazista. Non saranno i pugni a fermarlo ma l’assurdità e la crudeltà del regime nazista capace di togliere all’uomo una delle cose a lui più intime: la dignità.

Il “pugile danzante” lo chiamavano. Ciuffo moro, pelle ambrata, occhi scuri, troppo scuri per rappresentare la Germania alle Olimpiadi del 1928. Privato ingiustamente del titolo di campione tedesco dei medio massimi dovrà combattere “come un ariano” fermo in mezzo al ring con il corpo cosparso di borotalco e i capelli dorati.

Costretto al divorzio per salvare la moglie e la figlia, sterilizzato, mandato al fronte come soldato e infine deportato fu ucciso nel campo di concentramento di Neuengamme, nel Nord della Germania.

Dopo un’attenta e meticolosa ricerca storica Dario Fo ci regala un’altra commovente storia. Con eleganza e maestria dalle pagine del libro trasudano origini, tradizioni e riti di un’intera popolazione. Un racconto storico, vero, prezioso.

(Elisa Zini)

Titolo: “Razza di zingaro”
Autore: Dario Fo
Editore: Chiarelettere

dell’ultimo libro di Dario Fo edito da Chiarelettere “Razza di zingaro”.

 

 

 

Arriva in Italia “Franca” lo spettacolo su Franca Rame

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Arriva in Italia “Franca” lo spettacolo su Franca Rame di e con Roberta Laguardia, attrice e creativa lucana; una tappa importante inserita in un tour di 6 date tra Inghilterra e Italia nei mesi di febbraio e marzo.

“Franca” parte da un lavoro di studio e ricerca di Roberta Laguardia,  su una delle figure più importanti, carismatiche e rivoluzionarie di tutto il panorama teatrale del 900 e diventa uno spettacolo teatrale.

Nasce circa due anni fa, grazie alla collaborazione con Margaret Connel e Siobhan Noble, rispettivamente direttore artistico e manager del Lantern theatre di Liverpool.

Ufficialmente approvato dalla famiglia Fo, supportato dall’Università di Chester, dal Coffi Italian Film Festival di Berlino e da Jonica Tv, ha riscontrato un buon successo nelle prime rappresentazione a Berlino, Liverpool e in Italia all’Università Pegaso di Trani, all’interno della rassegna “Donne d’autore”

“Franca” andrà in scena in Basilicata, a Matera il 13 marzo nel Centro di Arti Integrate “Iac” e in Emilia Romagna, a Modena il 25 e il 26 marzo, presso il “Cajka” Teatro d’Avanguardia Popolare.

Roberta Laguardia ha lavorato e collabora tutt’ora al progetto con una serie di professionisti, studiosi e creativi italiani ed europei.

Attualmente coinvolti nel progetto sono gli artisti lucani: Tony Miolla, musiche originali, Maria Giulia Fuina, costumi, Paride Rinaldi, grafica e supervisione tecnica, Domenico Corrado, assistente tecnico insieme al palermitano Claudio Alibrandi ma anche l’artista e performer Nilde Mastrosimone, la Manager dell’Arte Anna Elena Viggiano e Artan Abedini, direttore della scuola di danza “Siris Accademy”.  Margaret Connel, Siobhan Noble e Marie-Janet Calzone curano marketing e comunicazione  in Inghilterra e Germania.

Jonica.Tv seguirà Roberta Laguardia durante il suo tour con una serie di dirette dai teatri che ospitano lo spettacolo.

Info su http://jonica.tv.

Alessandra Faiella al Teatro ARCA di Milano

_faiella_bongiorno (ph Marina Alessi)

Prosegue anche in questa stagione la collaborazione con il TEATRO ARCA di Corso XXII marzo, un teatro in centro a Milano, per avvicinare nuovo pubblico alle produzioni del Teatro della Cooperativa. Per una settimana, dal 18 al 24 gennaio, sarà in programmazione lo spettacolo COPPIA APERTA, QUASI SPALANCATA, scritto da Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Alessandra Faiella con Valerio Bongiorno e la regia di Renato Sarti.

Alessandra Faiella riesce confrontarsi con successo con uno dei personaggi più rappresentativi di Franca Rame in uno spettacolo di grande forza comunicativa e attualità che, in un susseguirsi di dialoghi serrati e colpi di scena, parla delle dinamiche sentimentali che legano una coppia, oggi come ieri.

Alle sfumature variegate dell’animo femminile, espresse con toni esilaranti su un sottofondo drammatico da Antonia, eroina di tutte le mogli tradite e trascurate, fanno da contrappunto i contorni meschini e infantili del marito fedifrago, fautore della coppia aperta solo quando è aperta per lui, perché se la coppia è aperta da tutte e due le parti “ci sono le correnti d’aria e gli viene il raffreddore”.

Teatro ARCA – corso XXII marzo 23 – Milano (18/24 gennaio 2016)

SPETTACOLI:  feriali ore 21.00 – domenica ore 18.30
PREZZI:    intero 15 euro – ridotti under 25 10 euro

www.teatrodellacooperativa.it  – Via Hermada 8, Milano – tel. 02.6420761

 

“Storia proibita dell’America” – libro di Dario Fo

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Dario Fo, nei panni di scrittore, ci regala un libro appassionato, coinvolgente e commovente sulla storia proibita dell’America. Un libro che ripercorre la storia delle comunità Indiane in America dai primi insediamenti in Florida passando attraverso gli sbarchi dei conquistadores spagnoli e le battaglie contro le truppe inglesi prima e statunitensi poi.
Uno splendido documento che per la sua stesura ha richiesto anni di ricerche e un viaggio in Florida. Molti i collaboratori che hanno aiutato Dario nella realizzazione di questo progetto tra i quali il figlio Jacopo Fo e la Libera Università di Alcatraz.
Un manoscritto impreziosito dalla presenza di 33 disegni dell’autore che riportano in vita, con una moltitudine di colori, lo spirito, gli odori e la magia di un popolo che non si è mai arreso.

“Il bianco che viene qui cresce pallido e malato; perché non possiamo vivere in pace? Io sono il nemico dell’uomo bianco. Potevo vivere in pace con lui, ma lui per primo ha rubato cavalli e bestiame, ci ha ingannati e ha preso le nostre terre. Gli uomini bianchi sono magri come le foglie delle paludi e dimagriscono ogni anno. Ci possono sparare, rapire mogli e figli, possono incatenarci braccia e gambe, ma il cuore del pellerossa sarà sempre libero”.

Dario Fo
Storia proibita dell’America
Con la collaborazione di Jacopo Fo, Doris Corsini, Daniela Baldacchino, Dora Grittani Battaglino, Massimo Capotorto, Vania di Febo, Davide Staunovo Polacco, Claudia Rordorf, Daniela Trenti
Guanda Editore

 

Ciulla, il grande malfattore


Ciulla, il grande malfattore
Dario Fo e Piero Sciotto
164 pag. 14€
Guanda Editore

6 dicembre 2014, di Elisa Zini – Dario Fo e il suo storico collaboratore Piero Sciotto affascinati dalla straordinaria vita di Paolo Ciulla, pittore anarchico siciliano, malfattore e falsario di banconote da 500 lire, decidono di raccontare, a due teste, la sua storia.

“Ci siamo naturalmente trovati a scriverlo semplicemente a due teste…Le nostre teste, i nostri cuori, le nostre pance (per restare nella contemporaneità) ci hanno portato a reagire in modo diverso alle sollecitazioni offerte dalla vicenda di Ciulla: uno è rimasto affascinato soprattutto dalla sua carica umana di benefattore, l’altro, dal contesto in cui la sua vicenda ebbe a svolgersi. Entrambi, dal genio, dalla sapienza tecnica e dal carattere ribelle, irriverente, spiazzante di questo malfattore”.

Dario Fo e Piero Sciotto si sono impossessati degli atti del processo, depositati al tribunale di Catania, a cui Ciulla venne sottoposto dopo il suo arresto, nel 1921, nel quale gli fu inflitta una condanna a cinque anni. Dagli atti del processo emerge un personaggio indomito, ribelle, combattente come all’interna di un arena, pronto a difendersi accusando i suoi complici che lo avevano tradito. Le aule del tribunale si riempivano di gente per non perdersi lo spettacolo, in uno dei primi processi mediatici del nostro Paese.
Ciulla nacque a Caltagirone nel 1867 con una grande passione per il disegno che ben presto divenne virtù. Dopo aver studiato alle accademie di Roma, Napoli, Parigi divenne un importante pittore e illustratore di libri. A Buenos Aires impara l’arte della falsificazione e la migliora con una geniale tecnica di sua invenzione. Tornato in Italia sarà ricordato per la produzione di banconote false da 500 lire mettendo in circolazione un ammontare di 12 milioni di lire.

Come fu scoperto? Il vecchio anarchico spediva alle famiglie povere di Catania buste anonime con le famose banconote dal fondo viola pallido, cornice azzurra e stemma sabaudo. Fu scoperto dalle guardie regie nella sua casupola insieme ai suoi macchinari ormai mezzo cieco probabilmente a causa degli acidi usati nell’arco della sua vita.