“Vita, Amore, Crescita” è un racconto sincero di cinquant’anni di vita attraversata dalla disabilità, dalla ricerca spirituale, dal lavoro con gli animali, dall’amore, dalla sofferenza e da continui cambi di prospettiva.
Parliamo del novatese Moreno Sartori. Una complicazione avvenuta durante la nascita ha provocato una lesione cerebrale che lo accompagna da tutta la vita. Per molti medici non avrebbe mai dovuto camminare.
Dopo anni di fisioterapia, ippoterapia, allenamenti e una determinazione straordinaria, Moreno ha costruito una vita piena: è marito, padre, ha lavorato per quasi trent’anni nel campo del comportamento del cane e oggi accompagna le persone in percorsi di evoluzione personale e spirituale come coach e guida.
Da dove nasce la voglia di scrivere?
«L’idea è partita perché stavo attraversando un periodo veramente difficile della mia vita, ad un certo punto mi sono accorto che il mio lavoro precipitava nel vuoto. Mi sono formato con Aldo La Spina, il primo cinogogo d’Italia, il pedagogista del cane. Poi purtroppo sempre più persone si sono improvvisate educatori cinofili, vendendosi a prezzi assurdi che hanno rovinato il mercato e la professionalità».
Poi ?
«E’ capitato che terminato il lavoro con alcuni cani e famiglie, le persone mi chiedessero di continuare a vederci una volta alla settimana, perché dialogando si sentivano meglio».
Cosa ti ha insegnato la tua disabilità?
«Continuare a dover trovare soluzioni per le cose di tutti i giorni ha in realtà creato in me la ricetta continua di soluzioni, sono diventato un esperto di problem solving e questo mi ha portato anche al lavoro che sto facendo adesso con persone: vedere i problemi, le difficoltà e capire in che modo affrontarle e gestirle. Credo che se non avessi avuto da convivere con una disabilità non avrei dovuto trovare soluzioni, avrei fatto una vita più o meno di tutti, mi sarebbe mancata quella parte di sensibilità che oggi mi aiuta sia quando lavoro con i cani o con le persone».
La disabilità è un limite o semplicemente ogni persona è un mondo diverso?
«Ci sono delle cose che magari mi sarebbe più piaciuto fare nella mia vita ma non tutti possiamo fare i maratoneti, non tutti possiamo fare qualunque cosa. Non sono una persona da compatire e neanche un supereroe. Sono contento di essere riuscito a guardarmi dentro, avere la forza di affrontare le mie criticità, punti di forza ed averne preso coscienza. Prima ero tra l’altro davvero abbastanza superficiale, molto interessato alle cose materiali a cui mi potevo avere e invece c’è stato l’episodio in cui ho accompagnato mio padre negli ultimi sei mesi di vita e sono cambiato un po’. E’ arrivato un approccio un po’ più spirituale alla vita».
Spiritualità o religione?
La religione per me è stata la porta da passare per arrivare alla spiritualità».
Per conoscere meglio Moreno e avere informazioni sul suo libro: morenosartori.it



