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domenica, Maggio 24, 2026

SPI CGIL presenta il rapporto annuale sulla negoziazione sociale

264 documenti firmati in 205 comuni sparsi su tutto il territorio regionale con una particolare attenzione alle politiche sanitarie e sociali. Basti pensare che gli accordi sottoscritti con aziende sanitarie e ambiti territoriali sociali sono 45, 39 in più rispetto all›anno precedente.

DanieleGazzoli
DanieleGazzoli

Sono solo alcuni dei dati emersi dalla presentazione dell’annuale rapporto di contrattazione sociale 2025 dello SPI CGIL Lombardia, presentato questa mattina alla presenza, tra gli altri, di Daniele Gazzoli, Segretario Generale dello SPI CGIL Lombardia, Monica Vangi, segretaria CGIL Lombardia, Carla Mastrantonio, segretaria SPI CGIL nazionale, e Sara Santagostino, presidente del dipartimento welfare e pari opportunità di ANCI Lombardia.

CarlaMastrantonio
Carla Mastrantonio

Negli ultimi anni la negoziazione sociale in Lombardia ha dimostrato una significativa capacità di adattamento e rilancio» ha commentato Federica Trapletti, della segreteria di SPI CGIL Lombardia “tornando a svolgere un ruolo centrale nel dialogo tra sindacato ed enti locali dopo le difficoltà legate alla pandemia.”

Un’attività cardine per l’organizzazione, impossibile da realizzare senza il lavoro, quotidiano e costante, di tutti i territori: tra gli oltre 200 comuni interessati nel 2025, spicca la presenza delle città di Brescia, Cremona, Rho, Mantova, Monza, Pavia, Varese e alcuni municipi di Milano.

FedericaTrapletti
FedericaTrapletti

Un lavoro che interessa mediamente il 27,4% della popolazione lombarda, arrivando a sfiorare il 50% se si considerano ache gli accordi con enti sovracomunali e aziende sanitarie” continua Trapletti “di fatto, la negoziazione sociale incide concretamente sulla vita di milioni di cittadini.”

Gli effetti del confronto tra sindacato ed enti locali si riflettono anche sulle politiche fiscali: nella sintesi redatta dal ricercatore di Across Concept, Francesco Montemurro, emerge come i comuni coinvolti nella negoziazione risultino più orientati verso sistemi di tassazione equi e progressivi. Nel 2024, il 32% dei comuni negoziatori ha adottato addizionali IRPEF articolate su più scaglioni, rispetto al 22,5% della media regionale.

La negoziazione sociale si conferma quindi uno strumento fondamentale per orientare le politiche pubbliche verso i bisogni concreti delle persone, in primo luogo degli anziani” conclude Trapletticontribuento a rafforzare il sostegno alle fasce più fragili, a favorire l’accesso ai servizi, a promuovere politiche abitative più eque o a valorizzare le opportunità connesse all’attuazione del PNRR.

Relatori
Relatori

Dove e su cosa: distribuzione e oggetti della negoziazione sociale

È confermata la forte concentrazione delle prassi di negoziazione nel comprensorio di Brescia, dove nel 2025 sono stati firmati 109 documenti (erano 94 lo scorso anno), pari al 41% del totale (era il 38% lo scorso anno).

Seguono Mantova (32 documenti; 12% del totale), Pavia (18), Lodi (17), Milano (15), Como (14), Monza (13) e Bergamo (12), in ripresa, insieme a Como e Sondrio, nel triennio post pandemico.

Il tasso di copertura, che misura la percentuale di popolazione residente interessata dall’attività di negoziazione, risulta molto elevato a Brescia (poco inferiore all’80%) e si mantiene su livelli interessanti a Mantova (circa i due terzi della popolazione interessata), Lodi (52,2%) e Monza (40,6%).

Nel campo delle politiche per gli anziani, il comprensorio di Brescia si conferma particolarmente attivo: su 88 documenti sottoscritti in Lombardia, 52, pari al 59%, provengono da quest’area.

Lo stesso comprensorio mostra una forte presenza anche in altre materie, come sicurezza (57%), intergenerazionalità (56%) e politiche culturali e di benessere (55%).
Mantova si distingue per l’elevata incidenza, sul totale regionale, dei documenti che affrontano le Politiche di genere (54%), le Politiche ambientali (49%), il PNRR (48%), l’Urbanistica (44%) e il Lavoro (40%).

Nel Lodigiano, invece, si concentra il 30% dei documenti regionali dedicati alle politiche di genere e il 26% di quelli relativi alle politiche energetiche.
I temi del PNRR sono trattati invece con maggiore frequenza a Mantova, Lodi e Pavia, mentre l’Intergenerazionalità è affrontata soprattutto a Milano, Lodi e Brescia, le Politiche abitative a Sondrio, Mantova e Monza, l’Urbanistica a Mantova, Como e Lodi.

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Tiziana_Barbetta
Tiziana Barbetta

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