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giovedì, Novembre 5, 2026

Presentato a Villa Burba il nuovo Piano di protezione civile

Sindaco Andrea Orlandi e l’assessore alla Protezione civile Emiliana Brognoli hanno presentato la sera del 19 ottobre 2025 il nuovo Piano di protezione civile approvato di recente all’unanimità dal Consiglio comunale in un evento dal titolo “Prevenire, proteggere, partecipare”.

Accanto a loro le funzionarie regionali di Protezione civile Gaia Limonta e Antonella Cuccurullo e il disaster manager Francesco Maria Ermani, alla guida dei Servizi Professionali Innovativi Srl – TEGIS, che hanno illustrato i dettagli operativi indicati nel documento preparato in collaborazione con la Direzione Generale Sicurezza e Protezione Civile, Struttura Coordinamento del sistema del volontariato di Protezione Civile e Pianificazione Emergenza.

“La protezione civile non è un atto emergenziale, è una cultura, è una comunità che si prepara prima che le emergenze accadano – ha spiegato Emiliana Brognoli – Abbiamo messo in campo uno strumento che permette di prendersi cura delle persone del territorio, delle relazioni e della fragilità. Le cronache sono tempestate di esempi di situazioni critiche, in cui si registrano morti e feriti, come dimostrano i recenti fatti di Cormons, in Friuli Venezia Giulia. Il Piano di protezione civile non aggiorna solo un documento, rappresenta un gesto di responsabilità collettiva. Gli scenari di rischio sono più che raddoppiati rispetto al 2019, anche a causa dei cambiamenti climatici, ma soprattutto perché ci troviamo in un territorio interconnesso e complesso. Serviva un documento che sapesse leggere le trasformazioni, il Piano non è nato in un ufficio ma è frutto della collaborazione tra Regione Lombardia, volontari, tecnici, scuole e associazioni. Nasce come qualcosa di collettivo”.

L’assessore ha evidenziato le caratteristiche di Rho, ricca di corsi acqua e di infrastrutture logistiche e viarie. Una città che ospita eventi fieristici e concerti e vanta una nutrita presenza di scuole, oltre che di una Rsa: “Il Piano non vale solo in emergenza ma è utile per la vita quotidiana: non è un codice, sono le persone che sanno cosa fare, si prendono cura una dell’altra, scelgono di esserci nei momenti facili e in quelli difficili. In primis penso al personale comunale, a COR Protezione civile, Rho Soccorso, il Gruppo Alpini Rho, AgePro e a tutto il sistema di associazioni che rappresenta un patrimonio prezioso, ponte tra norma e azione, tra prevenzione e solidarietà. Il loro patrimonio è la conoscenza del territorio, oltre alla capacità di gestione del rischio. Noi dobbiamo fare in modo che questo patrimonio arrivi al cittadino, perché un cittadino informato è un cittadino più sicuro e l’intera comunità diventa più resiliente. Per informare tutti organizzeremo esercitazioni nelle scuole, simulazioni, percorsi educativi per ragazzi e persone anziane. Le parole chiave sono prevenzione, previsione, coordinamento”.

Gaia Limonta e Antonella Cuccurullo, funzionarie della Pianificazione di Protezione Civile di Regione Lombardia, hanno chiarito che quel che conta “non è la velocità con cui si risponde all’emergenza ma la forza della comunità prima che l’emergenza arrivi”: “Il Piano è lo strumento, le persone sono la vera forza. Si passa da qualcosa di statico alla consapevolezza del rischio, da una logica emergenziale a una logica di prevenzione, è uno strumento da usare in tempo ordinario per porre a fattor comune le risorse umane e strumentali disponibili e costruire professionalità e strategie condivise. Tutti i  cittadini sono i destinatari della pianificazione, non solo le istituzioni. Perché funzionino le misure di  autoprotezione il Piano deve essere comunicato alla popolazione e testato tramite esercitazioni, se occorre si aggiorna, la revisione ha una cadenza massima triennale. Ogni iniziativa come questa o come “Io non rischio” aiuta a far apprendere i comportamenti corretti e a creare un tessuto sociale coeso”.

Le due funzionarie hanno quindi illustrato il funzionamento di IT-Alert, il sistema nazionale di allarme pubblico della Protezione Civile, che invia messaggi ai telefoni cellulari in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso, e del sistema regionale allertaLOM.

Quindi, la parola è passata a Francesco Maria Ermani, CEO & Founder di TEGIS, che ha collaborato con il Comune di Rho per l’analisi di scenari e strutture operative e l’elaborazione del nuovo documento: “Il Piano deve mettere in relazione persone, strutture a rischio, modalità di intervento; in sostanza indica chi fa cosa. E’ nativo digitale, ovvero basato su informazioni aggiornate online e garantisce il raggiungimento dei risultati. Tutte le informazioni sono a disposizione di quanti devono intervenire e il Sindaco, autorità di pubblica sicurezza, prende le sue decisioni in autonomia sapendo su quali risorse possa contare. La normativa prevede le stesse logiche da Aosta a Palermo, chiede uno strumento chiaro e facile da utilizzare. Il Piano indica i punti strategici (ovvero quel che serve a gestire l’emergenza) e quel che è rilevante (ovvero i punti dove si può trovare gente da soccorrere), come le scuole”.

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Davide Falco

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