Mariella Nava è a teatro con lo spettacolo “Figlio non sei più Giglio”, con Daniela Poggi, sul tema del femminicidio
Lo spettacolo è in scena per il terzo anno. Cosa é cambiato per te in questi tre anni sul tema dei femminicidi?
«La mia percezione é che ognuno sia dentro ad una violenza. C’è bisogno di sradicare una cultura pericolosa, che fraintende l’idea di amore e di relazione. Nel mio ruolo sul palco posso vedere Daniela, sul palco come Maria e la platea: ogni suo passo produce una reazione. Le persone oggi sono più partecipi, attenti. Ognuno é attore e protagonista a distanza. Sono temi importanti che devono essere affrontati sin da piccoli e informare i ragazzi desiderosi di approcciarsi all’amore»
Cosa emerge dallo spettacolo ?
«Sicuramente che é difficile e complicato entrare nei pensieri degli altri. Lei dice a me (Daniela in scena come Maria) e ad un’altra donna di guardare il proprio figlio negli occhi, osservare i suoi occhi. una pratica che andrebbe osservata sempre. Ma la vita di oggi é diversa. Veloce, troppo. Siamo sempre più di corsa e l’idea di stare attenti agli altri é quasi impossibile. Non riusciamo ad entrare negli altri e se qualcuno lo fa, sembra fuori dalla vita. “Sbrigati, che fai?!?”. Capisco che questo stride dalla realtà…però ci sfuggono molte cose le perdiamo tutte… Anche la musica ora deve essere sottofondo mentre facciamo altro. La musica con la M maiuscola vive male, non c’è più.. Prima ci si prendeva il tempo per ascoltare la musica»
Perché vedere lo spettacolo ?
«Perché significa vedere un teatro vero, le persone entrano nella realtà. E’ un modo per connettersi con la nostra vita reale. Non è possibile che succedano ancora così tanti casi di femminicidi e di violenze. C’è necessità di entrare nella vita per la vita».
Intervista a cura di Davide Falco
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