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sabato, Agosto 1, 2026

Bollate, all’Erasmo il progetto “Io lo so che non sono solo”

“Io lo so che non sono solo”. E’ questo il nome del progetto reso possibile grazie ai fondi del Pnnr per il potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione.

Il progetto iniziato a settembre nella scuola Erasmo di Bollate, ha dato modo di partecipare alle attività pomeridiane a diversi docenti di diverse discipline, tra cui  chimica, fisica, matematica, italiano e parallelamente anche un corso L2 pomeridiano in lingua italiana per studenti non madrelingua italiani.  Il progetto proposto ha preso spunto dallo psichiatra Paolo Crepet e in particolare dalla frase pronunciata: “Sì, in generale i ragazzi sono soli, sempre di più. Lo hanno voluto i genitori. Tutto è costruito perché i ragazzi siano isolati: telefonini, visori in 3D, social. Perfino le università, on line. Usano il cellulare anche in discoteca. La solitudine è decuplicata“.

Ogni docente che ha partecipato ha avuto a disposizione venti ore da utilizzare in incontri pomeridiani concordati con gli studenti in rapporto 1:1, ovvero un docente per uno studente. In queste ore si sono potenziate le conoscenze e competenze di ogni singolo ragazzo, anche supportato lo studio pomeridiano e aiutando i ragazzi ad affrontare al meglio le verifiche curriculari. «Tutti gli studenti hanno migliorato le loro prestazioni, le loro competenze e i loro primi voti in pagella.

«Le lezioni insieme ai professori sono state molto utili e mi hanno aiutato a prepararmi per le verifiche molto meglio che se avessi studiato da solo», spiega lo studente David Garzon. «Questi corsi mi hanno aiutato tanto perché mi sono servite per trovare un metodo di studio e a lavorare su me stesso», è il commento dello studente Mattia Cosentino.  «Il mentoring mi ha aiutato tantissimo, l’anno scorso sono stato bocciato e quest’anno ho deciso di  impegnarmi al massimo ed essere promosso», aggiunge l’alunno Lorenzo Gjoka.

 «L’attività di mentoring è stata per me formativa, non solo perché mi ha permesso di sviluppare nuove strategie didattiche per rispondere alle esigenze degli studenti, ma anche perché ha contribuito a consolidare un forte senso di comunità e di collaborazione all’interno della scuola», conclude la docente Magda Sapio.

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Davide Falco

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