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venerdì, Aprile 17, 2026

Giovanni Nuti canta “Mi pulisco il deretano su una guglia gotica”

L’artista che ha musicato Alda Merini, ora è uscito con “Lo Pterodattilo Giovanni” che anticipa l’album di prossima uscita con le poesie di Giorgio Manganelli e alcuni versi inediti di Alda Merini a lui dedicati.

«Giorgio Manganelli è stato molto importante nella vita e nel percorso artistico di Alda Merini: è stato il suo mentore e il suo primo grande amoredichiara Giovanni Nuti – Musicare le poesie di Manganelli è stato come dare seguito a un desiderio di Alda Merini, che mi presentò la figlia di Giorgio, Lietta. È come se volesse con quel gesto stabilire un contatto tra il lascito di Giorgio Manganelli e il suo. Questo progetto nasce con il pieno supporto di Lietta, che mi ha aiutato a selezionare le poesie di suo padre. Ci sono anche alcuni versi inediti che Alda mi dettò dedicati a Manganelli che sono diventati canzoni». L’arrangiamento de “Lo pterodattilo Giovanni” è di Josè Orlando Luciano.

Dialogando con Giovanni Nuti si percepisce la sua voglia , il suo invito a non accettare le imposizioni, l’autoritarismo ma apprezzare anche l’ironia del paradosso. Smascherare l’ipocrisia della nostra società, anche con ironia. Dal pensiero di Nuti si percepisce l’invito a trovare una propria voce e il verso “Mi pulisco il deretano su una guglia gotica”, rappresenta proprio il contrasto tra il sublime, rappresentato dalla guglia e il corporeo, rappresentato dal deretano. Significa accettare il dualismo, non volere separare a tutti i costi il sacro dal profano.  Il messaggio quindi è quello di proseguire verso la propria strada, senza farsi condizionare dalle convenzioni, e questo vale soprattutto per i giovani. E’ quindi fondamentale trovare una propria voce, senza accettare quello che ci viene imposto dalla società. La vita stessa è fatta di contrasti e una delle sue bellezze sono i gesti ordinari, trovare il proprio modo di esprimersi. C’è bisogno di originalità, al contrario di come è diventata la musica, sempre più spesso una canzone identica all’altra, prodotte in serie e in modo da annullare la nostra critica a favore dell’abitudinario e la mancanza di scelta.

Così Nuti arriva  a musicare Giorgio Manganelli, uno degli scrittori e  teorici più coerenti della neoavanguardia.

Inizia a farlo con “Lo Pterodattilo Giovanni”, l’animale definito il re dei cieli per via delle gigantesche ali, una figura arcaica che crea un ponte tra passato e futuro. Non a caso lo pterodattilo volava in alto, lontano da tutto ciò che era basso e nonostante passasse la vita ad oziare, non era un ozio passivo, bensì un modo per apprezzare il tempo. Anche qui si ritorna sul tema di un testo provocatorio e dissacrante. Lo pterodattilo, come recitano i versi della poesia musicata, non sale sul treno degli altri, segue il suo percorso.

«Lascio un messaggio a tutti i giovani, quello prendere la consapevolezza che sono dei singoli capolavori e di non perdersi nelle banali copie uno dell’altro, alla omologazione standard», spiega Nuti.

Infine, prima di concludere l’intervista, mi ricorda che i veri rivoluzionari sono quelli che adottano la gentilezza.

Intervista a cura di Davide Falco 

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Davide Falco

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