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giovedì, Luglio 30, 2026

Rodin e la danza. Al Mudec di Milano fino al 10 marzo 2024

La sperimentazione plastica di Rodin ispirata ai movimenti della danza, è il fulcro di questa mostra che ci svela un aspetto poco conosciuto ma affascinante dell’opera dell’artista francese, noto per aver rivoluzionato l’arte scultorea tra fine ottocento e primi novecento attraverso la sua ricerca sul corpo come espressione del sentire umano.

Direttamente da Parigi e per la prima volta in Italia, le piccole statue di danzatrici dai corpi nudi, all’apparenza disarticolati ma al contempo armoniosi, affiancate da disegni e fotografie, ci trasportano nella vivace atmosfera artistica e culturale della Parigi della Belle Époque.

Queste esplorazioni estreme delle potenzialità del corpo umano in movimento sono infatti nate dall’incontro di Rodin con le culture di ogni parte del mondo, arrivate a Parigi per l’Esposizione Universale del 1900. Da sempre affascinato dalla danza e amico di numerose star dell’epoca come Alda Moreno e Valentine de Saint-Point, la conoscenza e in seguito l’amicizia con le danzatrici americane Loïe Fuller e Isadora Duncan lo portarono ad approfondire il tema del movimento e delle potenzialità espressive del corpo, già da tempo al centro della sua ricerca.

Ulteriori sollecitazioni gli arrivarono dai movimenti particolarmente eleganti delle ballerine cambogiane, giunte all’Esposizione coloniale di Marsiglia del 1906 al seguito del loro re.

Rodin ne rimase talmente affascinato che dedicò loro più di 150 disegni in un’unica settimana, disegni che esaltano il movimento dei panneggi dei loro costumi e la fluidità del loro muoversi.

Lì incontrò anche la giovane artista giapponese Hanako che divenne presto sua musa.

Tutte queste suggestioni lo portarono, tra il 1911 e il 1912, a realizzare un serie di studi “Movimenti di danza” in gesso e terracotta in cui le ballerine saltano e si flettono in una combinazione di forza, grazia ed elasticità.

Questa mostra, assolutamente da vedere, propone un interessante percorso tra storia e contemporaneità, sviluppato in tre sezioni.

Un allestimento multimediale introduce il visitatore alla magica e irresistibile attrazione dell’artista per il movimento della danza occidentale, nata dai sui incontri con i grandi ballerini dell’epoca, attraverso la vita e la produzione teatrale della sua epoca e lo accompagna all’incontro con le opere cuore pulsante dell’esposizione. Si tratta di quindici statuine di danzatrici che Rodin dedicò ai “Movimenti di danza”, messe abilmente a confronto con una selezione di disegni e fotografie.

Si passa poi all’esplorazione delle relazioni tra Rodin e la cultura del sud-est asiatico, in particolare con la danza cambogiana e della contaminazione tra arte occidentale e orientale, grazie a interessanti video uniti a una collezione di oggetti (piccole sculture, stampe, strumenti musicali e marionette) provenienti da varie collezioni museali etnoantropologiche.

Il percorso termina mostrando, attraverso differenti video, l’eredità di Rodin messa oggi in danza da coreografi di fama internazionale (Boris Eifman, Anne Teresa De Keermaeker, Anna Halrin, Roberto Zappalà e Julien Lestel). Danze affascinanti che, traendo ispirazione dalle opere dall’artista Francese, esaltano la sensualità dei movimenti del corpo umano.

Per gli appassionati, segnaliamo che domenica 14 gennaio 2024, al Palais des Festivals di Cannes in Costa Azzurra, andrà in scena il balletto Julien Lestel-Rodin

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Davide_Falco
Davide Falco

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