“Wanderlust!”, il nuovo singolo di Alfa

Alfa_foto di Gabriele Di Martino
Alfa_foto di Gabriele Di Martino

Dopo il successo del singolo “CIN CIN”, certificato platino con un video che ha totalizzato oltre 8 milioni di visualizzazioni, il giovanissimo cantante genovese ALFA torna con “WANDERLUST!” (Wanderlust Society / Artist First), il nuovo singolo in uscita venerdì 11 ottobre in radio, digital download e streaming! Il brano è disponibile in pre-save e pre-order al seguente link: alfa.lnk.to/WL_Pre.

«La scorsa estate ho conosciuto una signora anziana che mi ha chiesto di farle una promessa: “I soldi che guadagnerai dovrai donarli” – racconta Alfa – Ho deciso di non deluderla. La mia parte dei proventi di Spotify di “Wanderlust!” sarà donata a “L’Albero della Vita Onlus”, una bellissima realtà che salvaguarda i diritti dei bambini. Ho avuto la fortuna di andare a conoscere i bambini di una loro comunità. Hanno ascoltato la nuova canzone, ho chiesto loro di disegnare tutto ciò che gli veniva in mente e così ho scoperto la vera “Wanderlust”. Dai loro disegni io e il videomaker Nicholas Baldini proveremo a far diventare “Wanderlust!” realtà in un videoclip. È stata una delle esperienze più forti ed emozionanti che io abbia mai vissuto».

La sindrome di Wanderlust è una malattia che colpisce il 20% della popolazione, è la cosiddetta “malattia del viaggiatore”, che causa irrequietezza e paura della routine negli individui che ne sono affetti. I wanderluster sentono il bisogno di viaggiare sempre, fare nuove esperienze, conoscere nuove persone, in sostanza, fuggire dalla noia. Per

Alfa fuggire dalla noia significa rinchiudersi nel mondo della musica, mettersi le cuffiette ed evadere dalla realtà. Wanderlust è l’isola che non c’è, il paese delle meraviglie, il mondo dei sognatori. Purtroppo, quando si cresce, molto spesso si abbandona questo mondo e ce ne si dimentica.

Fondazione Coppola – mostra: “La Torre”

foto FCastagna
foto FCastagna

La Fondazione Coppola è lieta di annunciare l’apertura della propria sede espositiva presso il Torrione di Vicenza, con la mostra La Torre, curata da Davide Ferri: la prima personale in Italia degli artisti Neo Rauch (Lipsia, 1960) e Rosa Loy (Zwickau, 1958).

Il progetto nasce per volontà del mecenate e imprenditore Antonio Coppola, che ha acquistato e donato il Torrione medievale al Comune di Vicenza in cambio di un usufrutto di trent’anni, l’ha sottoposto a un meticoloso lavoro di restauro a cura dello studio UP3 Architetti Associati, sotto l’attenta supervisione della Soprintendenza, restituendo alla città un bene pubblico diventato oggi un polo per l’arte contemporanea.

La prima mostra, che presenterà una serie di opere inedite, tra dipinti e disegni, di Neo Rauch e Rosa Loy, appositamente pensate per gli spazi del Torrione, rappresenta la possibilità di avvicinarsi al lavoro di due figure chiave della scena della pittura internazionale degli ultimi decenni.

La loro esperienza è fortemente legata alla città di Lipsia, dove, dall’inizio del Novecento fino agli anni Duemila, è andato formulandosi un linguaggio figurativo che ha formato un’importante scuola di pittura (la scuola di Lipsia, appunto) che ha coinvolto diverse generazioni di artisti tedeschi.

La mostra – il cui titolo, La Torre, è naturalmente un richiamo all’edificio e alla sua potenza simbolica – si articola lungo i sei piani del complesso medievale come proposta di dialogo tra le opere dei due artisti, fino a un confronto ravvicinato tra le due poetiche, e percorso di progressione (dello spettatore) verso l’alto, verso l’ultimo piano da cui la vista sulla città, a trecentosessanta gradi, si può afferrare in stretta relazione con le opere esposte.

La figura della torre come elemento evocativo e rimando al racconto, ad una possibile narrazione,
inoltre, appare in molti dipinti di Neo Rauch, magari in secondo piano, e funge da richiamo a quell’immaginario popolare e fiabesco che da sempre alimenta le visioni dell’artista.

La mostra è patrocinata dal Comune di Vicenza e dal Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania e si potrà visitare dal 5 maggio al 31 agosto, da mercoledì a domenica, con orario continuato dalle 11.00 alle 18.00.
È consigliabile prenotare in anticipo la visita in quanto la particolare conformazione architettonica del Torrione pone limiti di accesso.

Riapre il Museo della Carta

Museo della Carta
Museo della Carta

Con una mostra e un libro dedicato al Garda riapre il  MUSEO DELLA CARTA
di Toscolano Maderno

Inaugurazione sabato 24 marzo dalle 16.00
Museo della carta – Valle delle cartiere
Toscolano Maderno

Con la presentazione della raccolta di favole illustrate “Fantastico Garda” di Simona Cremonini, riapre al pubblico uno dei gioielli museali del territorio bresciano

L’antica cartiera di Maina a Toscolano Maderno, dopo un importante recupero architettonico, è ormai dal 2007 un centro culturale dinamico che offre le sue innumerevoli iniziative culturali ad un pubblico sempre più eterogeneo.
Nei suoi spazi, è possibile ripercorrere la storia della carta, dal Medioevo fino al 1962, anno di chiusura dell’ultima fabbrica nella valle. Un museo che racconta sia il processo produttivo, attraverso manufatti e macchinari ancora funzionanti, sia rare curiosità legate alla stampa con una esposizione a di libri stampati dall’illustre tipografo Alessandro Paganini a Toscolano nella prima metà del Cinquecento.

Il museo, sotto la guida del direttore Lisa Cervigni, negli ultimi anni ha preso un nuovo slancio vitale. Negli antichi spazi della cartiera, accanto all’esposizione permanente, si allestiranno fino a ottobre eventi temporanei, che offriranno uno sguardo sull’arte visiva di giovani talenti ma anche mostre che svelano aspetti inediti del passato, attraverso documenti provenienti dagli archivi storici che raccontano particolari inediti della Valle delle Cartiere e della sua storia plurisecolare.

Ad accompagnare l’apertura al pubblico sarà la mostra delle tavole illustrate del libro Fantastico Garda di Simona Cremonini. Ventisei e oltre sono le creature fantastiche che compongono il saggio-bestiario illustrato del lago di Garda. il libro, un vero e proprio percorso magico attorno al Benaco, tra testi e disegni, ricostruisce il mondo sovrannaturale e meraviglioso del Piccolo Popolo, delle creature, degli animali fantastici e dei personaggi straordinari che fanno parte delle tradizioni locali e che sono collegati ai vari luoghi del lago.

Fra le coste del Garda, i suoi antri, le colline, i numerosi immissari e l’emissario Mincio, i paesini e le città del lago, “Fantastico Garda” si muove tra figure che ammantano l’immaginario collettivo italiano ed europeo, come nani ed elfi, giganti e draghi, mostri e unicorni, creature al femminile come ninfe e sirene oppure anguane e matronae, nonché fra quelle figure tipiche ed esclusive del lago di Garda, come il bresciano Tomfador, le trentine Les Eguales e il veronese Grisot.

La mostra sarà visibile fino al 10 giugno e intende avvicinare anche il pubblico più giovane alla scoperta del museo. Infatti la proposta museale si arricchirà per tutta l’estate di laboratori destinati ai più piccoli in cui sarà Gatto, la nuova mascotte del museo, ad accompagnare i bambini e le loro famiglie in queste esperienze creative e piacevoli.

FANTASTICO GARDA
di Simona Cremonini
presentazione libro e inaugurazione: sabato 24 marzo, dalle ore 16.00

Sede:
Museo della carta
Via Valle delle Cartiere
25088 Toscolano Maderno (BS)
Tel. 0365 641050 – 0365 546023
info@valledellecartiere.it
www.valledellecartiere.it
facebook: museo della carta di Toscolano Maderno

Orari:
dal 24 marzo al 30 giugno e dal 1 settembre al 7 ottobre tutti i giorni dalle 10,00 alle 18,00
Dal 1 luglio al 31 agosto tutti i giorni dalle 10,00 alle 19,00
Dal 13 ottobre al 28 ottobre solo sabato e domenica, dalle 10,00 alle 18,00

Biglietto
intero: € 7,00 ridotto: € 5,00 (gruppi composti da minimo 20 persone, 6-18 anni, over 65)
Residenti nel Comune di Toscolano Maderno: € 3,00
Gratuità: disabili e loro accompagnatori, bambini di età inferiore ai 6 anni

Al Mudec: ”Frida Kahlo. Oltre il mito”

mostra_interna_frida
mostra_interna_frida

Promossa dal Comune di Milano e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, “Frida Kahlo. Oltre il mito” porta in Italia più di cento opere tra dipinti (una cinquantina), disegni e fotografie.

Frutto di sei anni di studi e ricerche, ha l’obiettivo di delineare una nuova chiave di lettura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche semplificatrici.

La mostra riunisce in un’unica sede espositiva, per la prima volta in Italia e dopo quindici anni dall’ultima volta, tutte le opere provenienti dal Museo “Dolores Olmedo” di Città del Messico e dalla “Jacques and Natasha Gelman Collection”, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, insieme a prestiti di diversi musei internazionali che permetteranno di ammirare alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese (tra questi il Phoenix Art Museum, il Madison Museum of Contemporary Art e la Buffalo Albright-Knox Art Gallery).

“Frida Kahlo. Oltre il mito” intende superare la visione semplicistica del lavoro dell’artista messicana, derivata dall’intreccio inestricabile tra la sua vita e la sua opera, dimostrando che per un’analisi seria e approfondita della sua poetica è necessario spingersi al di là dei limiti della sua biografia superando il mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni.

Afferma Diego Sileo, curatore della mostra, conservatore del PAC e storico dell’arte specializzato in arte contemporanea latinoamericana: “Per quanto possa sembrare paradossale, è proprio il gran numero di eventi espositivi dedicati a Frida Kahlo che ha portato ad ideare questo nuovo progetto perché – contrariamente a quanto appare – la leggenda che si è creata attorno alla vita dell’artista è spesso servita solo ad offuscare l’effettiva conoscenza della sua poetica. Fino ad oggi la maggior parte delle mostre su Frida Kahlo si sono infatti limitate ad analizzare, con una certa morbosità, i suoi oscuri traumi familiari, la sua tormentata relazione con Diego Rivera, il suo desiderio frustrato di essere madre, e la sua tragica lotta contro la malattia. Nel migliore dei casi la sua pittura è stata interpretata come un semplice riflesso delle sue vicissitudini personali o, nell’ambito di una sorta di psicoanalisi amatoriale, come un sintomo dei suoi conflitti e disequilibri interni. L’opera si è vista quindi radicalmente rimpiazzata dalla vita e l’artista irrimediabilmente ingoiata dal mito”.

Il percorso espositivo rivela come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e propone – attraverso fonti e documenti inediti ritrovati nel 2007 nell’archivio di Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico) e da altri importanti archivi, qui presenti per la prima volta, con materiali sorprendenti e rivoluzionari (archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias) – nuove chiavi di lettura della sua produzione.

I temi portanti della sua ispirazione artistica – come la ricerca costante della propria identità di donna e di artista, l’affermazione della “messicanità”, la sofferenza fisica, la sua leggendaria forma di resilienza – si riflettono nel progetto d’allestimento della mostra, che si sviluppa attraverso quattro sezioni: Donna, Terra, Politica e Dolore.

Nelle due lunghe vetrine curve che si affacciano sulla nuvola centrale del MUDEC, in perfetto dialogo con la mostra “Frida Kahlo. Oltre il mito”, si snoda il percorso dedicato a “Il sogno degli antenati. L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo”, visitabile gratuitamente.

Carolina Orsini, conservatore delle Raccolte Extraeuropee del Museo, e Davide Domenici, antropologo specialista di archeologia e storia dell’America indigena, hanno allestito una mostra-approfondimento che esplora appunto l’archeologia messicana attraverso un racconto fatto di oggetti archeologici ed etnografici di area mesoamericana provenienti dalla collezione permanente del MUDEC, in grado di dimostrare come il mondo indigeno e il passato precolombiano abbiano costituito elementi fondamentali della pratica artistica dell’artista messicana.

Sculture azteche, figurine fittili teotihuacane e ceramiche del Messico occidentale costituirono infatti per Frida Kahlo un lessico al tempo stesso identitario ed estetico, un patrimonio di forme e significati che permise all’artista di esprimere quella “messicanità” che – come si nota nella parallela mostra “Oltre il mito” – costituì uno dei temi portanti della sua opera e di quella vera e propria performance artistica che fu la sua vita.
La mostra si articola in una serie di sezioni dedicate al ruolo che il mondo indigeno e la riscoperta archeologica del suo passato precolombiano ebbero nella costruzione della nazione post-rivoluzionaria; al collezionismo di oggetti archeologici da parte di Frida Kahlo e Diego Rivera e alla loro riscoperta dell’estetica precolombiana; e alla “costruzione” dell’immagine di Frida Kahlo mediante il frequente uso, documentato da foto storiche, di abiti etnici e di antichi gioielli di giada.

INFO
SEDE ESPOSITIVA: MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)
DATE: Dal 1° febbraio al 3 giugno 2018
ORARI
Lun: 14.30_19.30 (Lunedì mattina aperto dalle 10.00 alle 14.30 SOLO per gruppi e scuole su prenotazione con ingresso ogni 15 minuti)
Mar, Mer, Ven, Dom: 9.30_19.30
Gio, Sab: 9.30_22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
BIGLIETTI Intero € 13 | Ridotto € 11
La mostra “Il sogno degli antenati. L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo” è visitabile gratuitamente.

Mostra personale “L’immagine in movimento” di Gianluigi Toccafondo

Gianluigi Toccafondo La Biennale di Venezia
Gianluigi Toccafondo La Biennale di Venezia

Dall’8 aprile al 20 agosto la Palazzina dei Giardini della Galleria Civica di Modena ospita la mostra personale L’immagine in movimento di Gianluigi Toccafondo. Nelle cinque sale dell’antica serra ducale saranno allestite oltre 1000 opere che ripercorrono in particolare l’attività artistica legata alla produzione di animazioni dell’artista, dal 1989 al 2017.

In mostra, diverse serie di disegni, la maggior parte dei quali utilizzati per la realizzazione delle sequenze animate, ma anche cortometraggi (tra cui il celebre Pinocchio del 1999), sigle (concepite per i programmi televisivi della Rai e per importanti manifestazioni quali la Mostra d’arte cinematografica della Biennale di Venezia), pubblicità (tra cui quelle ideate per Levi’s Jeans e Sambuca Molinari) e video-clip.

Sarà infine presentata inoltre una nuova opera, la sequenza di disegni realizzati per illustrare il racconto inedito di Ugo Cornia dal titolo Favola del gattino che voleva diventare il gatto con gli stivali, che sarà oggetto di un libro d’artista pubblicato in occasione della mostra.