Terza edizione milanese del Salon du Chocolat

Logo Salon du Chocolat Milano
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Tutto il meglio del cioccolato si dà appuntamento al Salon du Chocolat da giovedì 15 a domenica 18 febbraio al Padiglione MiCoLAB – Milano. I grandi chef, pastry chef e i migliori produttori artigianali sono riuniti durante il Carnevale Ambrosiano per incontrare il grande pubblico e dare vita a un evento unico, magico e golosissimo.

A Salon du Chocolat Milano si riuniscono la grande tradizione del cioccolato internazionale e le eccellenze artigiane italiane per fare scoprire, assaggiare e degustare il cioccolato gourmand, in tutte le sue forme e variazioni. Anche per questa edizione la presentatrice ufficiale di Salon du Chocolat sarà la conduttrice Irene Colombo insieme allo Chef Marco Cive.

Dalla fava alla pralina, passando per il pasticcino, le torte e i fondenti, i dolci lievitati e glassati, fino ai cocktail e vermouth: la terza edizione milanese del Salon du Chocolat è un sogno ad occhi aperti.

Il Salon du Chocolat nasce 23 anni fa a Parigi e rappresenta la più grande manifestazione dedicata al cioccolato di eccellenza con repliche anche a Londra, Beirut, Mosca, Tokyo e Seul. Questa edizione nel cuore di Milano si posiziona come uno dei più importanti eventi gastronomici italiani.

“Crime passionnel” – Opera musicale

Crime Passionnel_Mario Cei
Crime Passionnel_Mario Cei

Mercoledì 7 e Giovedì 8 Febbraio (ore 21) lo Spazio Teatro No’hma per la rassegna Armonie e Suoni presenta “Crime passionnel”- Opera musicale per un uomo solo. Composta nel 1981 dal paroliere francese Pierre Philippe sulle musiche di Astor Piazzolla, è frutto della passione per la canzone d’autore francese dell’attore e cantante Mario Cei.

Opera poco nota anche tra gli specialisti, Crime passionnel rivela lo straordinario talento del padre del tango argentino moderno anche come autore teatrale. Dalla sua collaborazione con Pierre Philippe è infatti scaturita una splendida opera da camera con una struttura compiuta, in cui i testi sono perfettamente “rivestiti” e sostenuti dalla “musica di velluto viola” del compositore argentino, come la definì l’autore stesso.

Solo in una stanza un uomo racconta di una passione travolgente che lo porta ad uccidere l’oggetto del suo amore. Cosa è accaduto tra queste pareti? Un delitto passionale o soltanto un delirio della mente?

Crime passionnel è un canto di solitudine e un lamento d’amore. Un amore reale, macchiato, distrutto dagli assalti del quotidiano ma forse anche un amore sognato, idealizzato, costruito come la sceneggiatura di uno di quei film romanzeschi che non possono finire se non con un gesto cruento.

Più di trent’anni dopo le prime messe in scena negli anni Ottanta a Parigi con Jean Guidoni come interprete e un raro adattamento in inglese presentato da Jérôme Pradon al Festival di Edimburgo nel 2001, Mario Cei ha deciso di proporre per la prima volta in Italia Crime passionnel, con la collaborazione del Lugo Opera Festival, l’accompagnamento musicale di Alessandro Sironi e la regia di Roberto Recchia.

SPAZIO TEATRO NO’HMA TERESA POMODORO
via Andrea Orcagna 2 – 20131 Milano (MM2 linea verde – fermata Piola)

Ingresso libero e gratuito con prenotazione obbligatoria
Infoline e prenotazioni: 02.45485085 / 02.26688369
È possibile prenotare anche collegandosi al sito www.nohma.org

“Le nostre donne” al Teatro Delfino – Milano

LE NOSTRE DONNE 4_Siravo_email
LE NOSTRE DONNE E. Siravo 

Arriva per la prima volta a Milano “Le nostre donne”, testo del franco tunisino Eric Assous che ha riscosso grande successo a Parigi negli anni 2013/2015 – anche grazie all’interpretazione di grandi attori fra cui Jean Reno – prodotto per l’Italia dalla Compagnia Teatrozeta.

La commedia è in scena dall’8 all’11 febbraio al Teatro Delfino e vede sul palco Edoardo Siravo, Manuele Morgese e Martino D’Amico, diretti da Livio Galassi.

Il testo, in esclusiva in Italia grazie al Teatrozeta, è una commedia brillante ai limiti della farsa, che racconta il rapporto complicato fra uomo e donna, una difficoltà ancestrale che dovrebbe essere risolta dall’amore, ma non sempre il sentimento riesce a colmare le distanze.

Le donne non sono in scena, ma nello stesso tempo la invadono, attraverso i discorsi dei protagonisti maschili. Uomini in crisi, infelici che trascinano le loro incomprensioni e cercano di risolverle.
Luci, scenografia, costumi, arredi, oggetti, tutto ciò che appare o entra in scena è funzionale alla chiarezza drammaturgica e psicologica di questa vicenda.

Lo spettacolo racconta di due amici che aspettano un terzo per una partita a carte. (il medico Paul, il radiologo Max e Simon, il proprietario di alcuni saloni di parrucchiere, con le rispettive mogli e famiglie sullo sfondo).

Il ritardatario arriva sconvolto confessando che in un impeto d’ira ha strangolato la moglie (così crede) e chiede aiuto e protezione: la testimonianza di un alibi falso.
Sgomento, perplessità, indecisioni, paure ed egoismi. Tutto viene sviscerato del loro ambiguo legame: sarcasmo, disistima, ingratitudine, rivalità taciute e rinfacciate con furioso disprezzo. La partita a carte non si giocherà, ma saranno messe in gioco le carte della vita e del sentimento dell’amicizia.

Lo spettacolo si articola con un intreccio di scene fra il comico e drammatico e con dialoghi ironici di botta e risposta dei tre personaggi.

“Le nostre donne”
di ERIC ASSOUS
Regia di LIVIO GALASSI
Scene e costumi Lorenzo Cutuli
Produzione: Compagnia Teatrozeta

Biglietti
Intero: 15,00€ | Ridotto: 10,00€ | Prevendita Online: maggiorazione 10%
Ridotti: over 60/under 25/studenti con badge/cittadini quartiere/promo newsletter

Orari: da giovedì 8 a sabato 10 febbraio: ore 21.00 – domenica 11 febbraio: ore 16.00

Alla scoperta di Parigi lungo la linea 14

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L’Ultra Violet 18-3838, ma a Parigi potrebbe chiamarsi Violet 14: la stessa sfumatura è infatti quella che caratterizza la linea metropolitana numero quattordici della Ville Lumière… e allora cogliamo l’occasione per andare alla scoperta della città lungo le sue fermate “in viola”.

La linea 14 nel 2018 compie vent’anni: è stata infatti aperta al pubblico nel 1998 e si sviluppa lungo nove fermate che vanno da Gare Saint-Lazare a Olympiades, attraverso il centro di Parigi. Partendo da Nord, ovvero dal capolinea di Saint-Lazare, l’occasione è subito ghiotta per fare un giro nei dintorni e cimentarsi in una seduta di shopping nei mitici Magasin Printemps Paris Haussmann che si trovano ad appena trecento metri, su Boulevard Haussman.

La seconda fermata, quella di Madeleine, permette di immergersi nuovamente in un mondo di lusso e raffinatezza: a pochi passi si trova infatti il Musée du Parfum Fragonard. Il museo svela ai visitatori tutti i segreti della produzione di profumi della famosa Maison Fragonard, dalla materia prima alla profumeria, in un vero e proprio viaggio olfattivo che stupirà adulti e bambini. Si rimane incantati davanti a una così preziosa collezione di boccette di profumo risalenti all’antichità fino ai giorni nostri e si viene completamente immersi nell’atmosfera di una fabbrica di profumi che iniziò la sua produzione alla fine del XIX secolo.

Scendendo a Pyramide, invece, è possibile ammirare l’insieme monumentale del Palais-Royal con il suo palazzo e i suoi incantevoli giardini. Creato dal cardinale Richelieu nel 1633, il Palais Royal accolse le famiglie reali fino alla costruzione di Versailles: oggi i tranquilli giardini sono racchiusi in uno splendido complesso architettonico che guarda al futuro con le sculture contemporanee di Buren e Bury. Impossibile non citare il Louvre, altra importante attrazione che si trova a pochi passi da qui: il Museo più famoso di Francia non ha bisogno di presentazioni, è la mecca di tutti gli appassionati d’arte e non solo, il tempio dell’arte occidentale dal Medioevo al 1848, lo scrigno dove scoprire opere risalenti alle antiche civiltà orientali, egiziane, greche, etrusche, romane, oltre alle arti grafiche e alle arti islamiche per un totale di circa trentacinquemila opere. Inoltre, la fermata Pyramide è un invito a scoprire anche il Musée des arts décoratifs: situato in un’ala del Louvre, questo museo, spesso sede di imperdibili mostre temporanee, offre ai visitatori un tuffo nell’art de vivre, dal Medioevo ai tempi contemporanei, attraverso un percorso lungo il mondo delle arti decorative, del design, della moda e del tessile, della pubblicità e del design grafico.

Riprendendo il viaggio lungo la linea 14 “Ultra Violet” si giunge alla fermata Châtelet: ottimo pretesto per una bella passeggiata lungo rue de Rivoli – la larga strada voluta da Napoleone Bonaparte che con i sue tre chilometri va dagli Champs Elysées fino alle Tuileries e al Louvre passando per il Marais – alla scoperta dei suoi negozi, un vero e proprio susseguirsi di piacevoli tentazioni per gli amanti dello shopping. Per un po’ di arte dopo tanti acquisti, l’indirizzo da segnare è invece 59 Rue de Rivoli, sede dell’eccentrico aftersquat, un collettivo di artisti autogestito e aperto al pubblico gratuitamente, considerato il quartier generale dell’arte alternativa di Parigi.
A due passi da lì è da vedere anche Tour Saint-Jacques, una torre in stile gotico fiammeggiante alta circa cinquantadue metri, che svetta da sola nel mezzo del piccolo giardino che porta il suo nome. Costruita tra il 1509 e il 1523, la Tour Saint-Jacques è l’unica traccia rimasta dell’Eglise Saint-Jacques-de-la-Boucherie, che venne distrutta nel 1797. Questo santuario era il punto d’incontro della Via Toronensis nel pellegrinaggio verso Santiago de Compostela.

Prochain arrêt: Gare de Lyon. Questa fermata vale essa stessa una visita, trattandosi di una delle più belle stazioni parigine. Costruita nel 1855, andò quasi completamente distrutta a causa di un incendio durante la Comune di Parigi nel 1871. In occasione dell’Esposizione Universale del 1900, la stazione fu completamente ricostruita su un progetto dell’architetto Marius Toudoire. Il nuovo edificio, con la sua meravigliosa facciata su Place Diderot (oggi Place Louis-Armand) e una torre dell’orologio di 67 metri, fu inaugurato il 6 aprile 1901. La Gare de Lyon è inoltre famosa per il suo ristorante Le Train Bleu, uno dei ristoranti più iconici della capitale.

Per una pausa nel verde è perfetta la fermata di Bercy: il Parco da cui prende il nome, Parc de Bercy, è situato in una zona precedentemente occupata da magazzini di vino e conserva ancora una eco del suo passato, grazie alla presenza di un vigneto e di una vecchia linea ferroviaria. Amato dai parigini che qui vengono a passeggiare o a fare sport, è il luogo ideale per rilassarsi lontano dalla frenesia della città. Il parco è composta da tre giardini: il “Jardin romantique”, con un piccolo laghetto popolato da anatre e gigli, “Les Parterres”, dedicato alle attività botaniche e “Les Prairies” con i suoi ampi prati ombreggiati.

Cour Saint-Émilion è la fermata ideale per raggiungere Les Pavillons de Bercy, che comprende Le Musée des Arts Forains, Le Théâtre du Merveilleux, Les Salons Vénitiens e Le Théâtre de Verdure, luoghi ricchi di storie da raccontare che accolgono oltre duecentomila visitatori ogni anno. Il museo delle arti fieristiche ospita la ricostruzione di un antico parco giochi con giostre e attrazioni, catapultando il visitatore direttamente nel 1900, quella che fu l’età d’oro dei luna park. Nel teatro delle meraviglie, invece, il reale e il virtuale si incontrano regalando un’esperienza indimenticabile tra illusioni e sorprese, grazie a uno scenario che rende omaggio alla forma di intrattenimento popolare nel XIX secolo, ovvero il teatro “delle meraviglie e le sue fantasmagorie”. Les Salons Vénitiens è invece ispirato allo stile dei palazzi veneziani del XVIII secolo ed è ricostituito e allestito per un perfetto ricevimento di carnevale. A tutta questa meraviglia si aggiungono i suggestivi giardini de Le Théâtre de Verdure.

La fermata Bibliothèque François Mitterrand parla chiaro: l’attrazione maggiore da queste parti è proprio la Biblioteca Nazionale di Francia dedicata all’ex Presidente Mitterand, progettata dall’architetto Dominique Perrault con legno, vetro e acciaio e inaugurata nel 1996. Su ciascuno dei quattro angoli di questa enorme piazza si erge una torre a forma di libro aperto: l’insieme architettonico risulta arioso e armonico, nonostante la natura monumentale della costruzione. Le sale di lettura si affacciano sulla piattaforma centrale, con un giardino interno che richiama lo stile di una foresta urbana. All’interno, i visitatori possono ammirare due enormi e spettacolari mappamondi di Luigi XIV e prendere parte a un nutrito programma di grandi mostre temporanee. All’esterno, un cinema, un food truck e numerosi ristoranti forniscono all’area un’atmosfera vivace.

Eccoci giunti al capolinea, Olympiades: il tour lungo la metro viola di Parigi termina con un po’ di relax nel Parc de Choisy, un parco di ispirazione classica, di forma rettangolare, con una grande piscina ornamentale aree giochi e angoli tranquilli per rilassarsi nel verde o ammirare la grande varietà di alberi presenti, tra cui cenere, tiglio e ginkgo biloba.

Théâtre des Champs-Elysées: Noseda dirige Macbeth di Verdi

 

Gianandrea Noseda©Ramella&Giannese_
Gianandrea Noseda©Ramella&Giannese_

Per il Teatro Regio che continua a ricevere molti inviti all’estero, è ora la volta di Parigi:  al Théâtre des Champs-Elysées, con il Macbeth di Verdi, martedì 24 ottobre 2017, ore 19.30

Nel celebre teatro parigino abbiamo già eseguito I Vespri siciliani (2011), Tosca (2012), Don Carlo (2013), un concerto rossiniano (2014) e Lucia di Lammermoor (2016); proponiamo quest’anno il Macbeth di Giuseppe Verdi in versione da concerto. Questo appuntamento si avvale della collaborazione di SNCF, i TGV per la Francia.

Gianandrea Noseda, che con questo titolo prosegue il suo percorso di approfondimento del repertorio verdiano, afferma: «Macbeth è un’opera visionaria, un noir ante litteram. Dal punto di vista drammaturgico rappresenta un notevole progresso rispetto a quanto scritto da Verdi fino ad allora. Una digressione geniale che gioca d’anticipo sui gusti dell’epoca. Macbeth sembra quasi un laboratorio nel quale Verdi sperimenta un modo innovativo di intendere il teatro. La scrittura vocale è in funzione delle parole, i cantabili sono quasi incidentali e inseriti in un contesto innovativo. Ciò che più impressiona in questo titolo è proprio la tinta scura, inquietante, che avvolge la vicenda e lo spettatore, dall’inizio alla fine. Solo il Wozzeck di Berg, probabilmente, riesce a raggiungere tali livelli. La novità della scrittura, l’imprevedibilità dell’impianto narrativo, la scelta dei colori orchestrali creati da Verdi lascia sbalorditi ancora oggi».

Il concerto verrà registrato da Radio France e trasmesso in differita. La registrazione sarà inoltre disponibile in streaming sul sito della Radio per ulteriori 30 giorni dalla messa in onda.