LidOdissea è una drammaturgia originale, che prosegue e approfondisce la riflessione sulla società contemporanea
dalla società della performance nella quale tutti siamo immersi.
Quattro personaggi alle prese con tutta la loro inadeguatezza nei confronti del mondo contemporaneo. Quattro personaggi in viaggio, che riflettono sul concetto di identità, sul modo di stare al mondo, sull’evoluzigià attuata in opere precedenti, come Amleto take away, I figli della frettolosa e In fondo agli occhi (con la regia di César Brie).
Il lavoro risponde al desiderio di indagare il senso di inquietudine che, come uno spettro, aleggia sull’uomo contemporaneo immerso nella società che lo circonda, e sull’inadeguatezza che il confronto con essa produce in lui.

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Oggi viviamo in continuo bilico tra il farcela e il non farcela e anche quei problemi, che un tempo erano considerati appannaggio delle giovani generazioni, si sono estesi a macchia d’olio, coinvolgendo fasce d’età che arrivano fino ai 50/60 anni: una macrogenerazione, accomunata da senso di impotenza, inadeguatezza, impossibilità a superare o a raggiungere gli obiettivi impostione delle relazioni fra esseri umani.
In linea con la ricerca poetica di Berardi Casolari, anche in LidOdissea il tema della cecità è presente, ma non come punto di partenza autobiografico, quanto come metafora di una dimensione sensoriale che attanaglia l’intera società contemporanea: la cecità come limite mentale al quale l’uomo contemporaneo è assuefatto e sul quale i protagonisti tenteranno di riflettere e portare l’attenzione, scardinando attraverso un lungo viaggio tutte le certezze dello spettatore.
Le persone non vedenti possono fruire dell’audiodescrizione dello spettacolo attraverso il proprio smartphone e le proprie cuffie.
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