In occasione dell’8 ottobre, CoorDown lancia una nuova iniziativa e campagna di sensibilizzazione, perché, come racconta il film dall’ironia amara “Ridiculous Excuses”, le scuse più assurde e improbabili, ma tristemente attuali, sono le più utilizzate per negare l’accesso e il legittimo spazio alle persone con disabilità intellettiva.
CoorDown lancia “Scuse ridicole per non essere inclusivi”
Il messaggio della campagna sarà diffuso con l’appuntamento annuale promosso da CoorDown che vedrà nel weekend dell’8 ottobre in oltre 200 piazze d’Italia i volontari delle associazioni aderenti al coordinamento nazionale distribuire il messaggio di cioccolato (realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale) che sostiene progetti volti all’inclusione e alla partecipazione attiva. In quest’occasione, persone con sindrome di Down di ogni età saranno in prima linea negli eventi di piazza per incontrare i sostenitori, dare informazioni, raccontare come verranno utilizzati i fondi raccolti. Trova le piazze della tua città su nostro sito.
Le scuse ridicole dette alle famiglie
“La nostra scuola non credo sia strutturata per poter accogliere allievi con Sindrome di Down. Non abbiamo mai avuto allievi come Sofia e non siamo certi di poter fare un buon lavoro. Oltretutto non credo che i nostri insegnanti (me per primo) abbiano mai lavorato in contesti simili. Mi vedo, pertanto, costretto a declinare, ma solo perché ci manca l’esperienza necessaria per accogliere allievi con disabilità.” da una mail della Segreteria di una scuola di Teatro di Milano alla mamma di Sofia, 20 anni.
“Un’associazione sportiva che – mentre stava spiegando a vari genitori il corso di tennis a cui avrei iscritto anche io mio figlio – si è girata verso di me e sorridendomi mi ha detto: “Abbiamo però anche corsi per disabili…” Mamma dell’associazione A.I.R. Down Moncalieri (TO).
“Il primo centro estivo di Francesco (4 anni appena compiuti), accettò l’iscrizione ma non ritenne necessario un educatore specifico. Dopo il terzo giorno mi chiamarono e dissero che era necessario un educatore specifico perché Francesco “non sta fermo in fila” (esattamente come gli altri bambini di 4 anni) e che non se ne potevano occupare” Mamma dell’associazione A.I.R. Down Moncalieri (TO).
Una scuola di teatro che si raccontava inclusiva mi ha tenuto in ballo almeno un mese dopo il liceo di Silvia, che aveva fatto 5 anni di teatro al Liceo Virgilio di Milano, per dirmi alla fine che: “sa ma gli altri pagano 1200€ di iscrizione…” anche Silvia li avrebbe pagati, ma sottinteso c’era il pensiero “poi non possono trovarsi una compagna con la sindrome di Down!!!” Mamma dell’associazione AGPD Milano.
L’obiettivo e l’evento
La campagna è volta alla sensibilizzazione e all’inclusione, auspicando a una sempre più diffusa tolleranza.

Antonella Falugiani, Presidente di CoorDown spiega: “Il diritto alla piena partecipazione alla vita sociale e il diritto all’inclusione delle persone con disabilità intellettiva sono ancora lontani dall’essere garantiti nel nostro paese. Troppe ipocrisie mascherate da buone intenzioni sono alla base degli ostacoli materiali e delle fatiche emotive che quotidianamente devono affrontare le persone con sindrome di Down e le loro famiglie.”
COORDOWN ODV
Il Coordinamento delle associazioni delle persone con sindrome di Down nasce nel 1987 con lo scopo di promuovere azioni di comunicazione condivise tra le diverse organizzazioni italiane impegnate nella tutela e nella promozione dei diritti delle persone con sindrome di Down ed è oggi l’organismo ufficiale di confronto con tutte le Istituzioni. Ogni seconda domenica di ottobre, CoorDown promuove la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down e, il 21 marzo di ogni anno, il World Down Syndrome Day.
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