Parte non è il tutto, ma può essere sezione, lato, porzione, ma anche ruolo, carattere, personaggio, parte appunto.
In questo caso “le parti” sono attivate da un dispositivo e da un codice di comportamento che accomuna un gruppo di giovani attori.
Il dispositivo fa riaffiorare parti di un racconto tragico appartenuto a un passato e legato alle vicende di Amleto, principe di Danimarca, in un mondo “fuori asse”.
La memoria della tragedia è volutamente frammentata e viene attivata dalla “pantomima”, che si compone in una serie di gesti rituali, simbolici, che sono azioni, inventate dagli stessi giovani attori.
La pantomima (così come definito dalla Treccani) è “rappresentazione scenica muta, in cui l’azione è affidata unicamente al gesto, all’espressione del volto, ai movimenti del corpo, alla danza, talora anche con accompagnamento musicale”.
Nel caso di questo Amleto / in parts, la successione di gesti vivaci (in alcuni casi concitati), atteggiamenti e danze a carattere farsesco, con una malinconica nostalgia per un’infanzia attorale, è popolata di “spiriti e presenze”, maschere di carta e teschi di plastica.

E in questo modo la pantomima genera gli ambienti emotivi della vicenda conosciuta da sempre: quella di un Principe ingannato nel suo intimo (e nel suo doppio padre-figlio), ma incapace anche di un azione risolutiva.
I giovani attori fin qui condotti hanno frequentato una scuola (quella di Grock) con gli insegnamenti di “maestri” come Claudio Orlandini, ma anche Debora Virello, Pietro De Pascalis e altri, in un percorso verso una scoperta che il teatro è solo uno specchio, che non inganna la vita, ma la riflette.
MTM Teatro Litta – dal 3 all’ 8 ottobre 2023
AMLETO/inparts
libero adattamento daLa Tragica Storia di Amleto Principe di Danimarcadi William Shakespeare
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