Cos’è l’erba senza THC
La Cannabis Legale, detta anche erba senza THC , può avere valori di CBD e di THC di volta in volta diversi. Per restare nelle normative italiane e rimanere nell’ambito della legalità i valori di THC devono rimanere sotto determinate soglie. Nella “marijuana normale” i principali cannabinoidi sono bilanciati con valori che vanno dal 5% al 15% sia di THC che di CBD. Nel caso invece dell’ Erba senza THC in commercio, vengono abbattuti i livelli di THC, ovvero il principale cannabinoide psicoattivo. In questa tipologia di Cannabis il valore del THC si aggira intorno allo 0.5%, senza mai superarlo.
Gli utilizzi della Cannabis al giorno d’oggi
E’ importante comprendere il delicato tema dell’utilizzo della Cannabis, se utilizzata per scopi terapeutici oppure se usata per scopi ludici. Sono tante infatti le voci, le notizie che si sentono in merito, ma non possono essere approssimative, visto l’ importanza del tema.
Cosa significano i termini THC e CBD ?
Il THC, tetraidrocannabinolo è uno dei più grandi e conosciuti principi attivi della cannabis fa parte, probabilmente il più grande, della famiglia dei fitocannabinoidi. Questo principio attivo nasce in natura nella cannabis. Dopo essere entrata nel flusso sanguigno, questa sostanza non produce effetti immediati. La molecola interagisce con specifici recettori, generando la sensazione di sballo.
Il CBD, cannabidiolo, è l’altro ingrediente presente nella cannabis, insieme al tetraidrocannabinolo, THC. E’ una sostanza chimica presente nella pianta della Cannabis sativa. Questa pianta, che contiene oltre 80 sostanze chimiche note come cannabinoidi, è chiamata anche marijuana o canapa.
Come può essere utilizzata la cannabis nella sanità ?
L’ambito di utilizzo è quello del dolore cronico, una vera e propria malattia che si aggiunge alla patologia principale. Colpisce pazienti che sono vittime di malattie fortemente invalidanti come quelle neurovegetative e oncologiche, alle quali si aggiunge una grave sofferenza.
Una delle soluzioni ampiamente riconosciute dalla comunità scientifica proviene dai derivati della cannabis che possono essere somministrati per via orale o inalatoria
Che utilizzo si può avere in Italia ?
Secondo i recenti dati, sono oltre due milioni i pazienti che potrebbero utilizzare la cannabis terapeutica. In Italia è iniziato a metà di maggio, l’utilizzo di preparati a base di estratti vegetali standardizzati a base di cannabis a diverse concentrazioni di THC e CBD (cannabidiolo) e autorizzati dal Ministero della Salute sotto forma di olii.
Questi consentiranno una maggiore diffusione dell’applicazione della terapia del dolore in pazienti oncologici stabilita dalla legge 38 dei diritti del malato.
Gli studi sulla Canapa Sativa
L’Istituto Europeo di Oncologia ha creato un Gruppo Aperto di Studio sulla cannabis ad uso medico, per fare chiarezza sugli effetti clinici, farmacologici, produttivi e normativi dei farmaci a base di cannabis.
Nonostante l’uso a fini terapeutici di questa sostanza sia stato approvato da sei anni, la diffusione delle terapie a base di cannabinoidi è ostacolata da pregiudizi culturali, con un danno per i numerosi pazienti che potrebbero beneficiarne
La dispensazione della cannabis per uso terapeutico è severamente regolamentata dalla legge. Essa, infatti, può essere prescritta dal medico solo ed esclusivamente quando le terapie convenzionali non sono efficaci. Può essere prescritta anche per malattie reumatiche come artriti, osteoartrosi, fibromialgia o neuropatie. Inoltre la cannabis è efficace come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia o in pazienti oncologici. Allo stesso scopo può essere prescritta a pazienti affetti da AIDS.
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