Fabio Fazio intervista la nuova Presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola a Che tempo che fa
Emergenza climatica
“Il tempo peggiore fa emergere il meglio delle persone. Abbiamo visto i primi soccorritori, giunti a salvare le persone in Emilia Romagna, e i Paesi europei hanno fatto scattare il programma d’aiuto e questo è un segno tangibile di quello che l’Unione Europea può fare. Il Parlamento europeo si attiva sempre quando si verificano questi ‘incidenti climatici’. Dobbiamo affrontare questa crisi climatica non solo attraverso le questioni ambientali ma anche parlando di sicurezza, politica, economia. Con le elezioni tra un anno dobbiamo fare il bilancio.”
Grean Deal
“Noi dobbiamo parlare con i nostri cittadini, con le nostre imprese, con le famiglie, in modo tale da potergli dire che hanno delle ambizioni legislative buone, anche guardando la transizione ambientale e digitale. Io voglio che tutti i centesimi, gli euro, che vengono in Italia o che vanno in altri Paesi, siano investiti nelle economie, nei nostri cittadini. È così che dobbiamo fare il bilancio tra il Green Deal e le nostre ambizioni climatiche, perché noi siamo l’ultima generazione che può fare così.
Ma quando le nostre imprese ci chiedono di attutire dobbiamo vedere anche l’impatto sociale, economico, lo stesso quando gli agricoltori ci chiedono di tirare il freno. L’altra settimana ho detto questo perché in Parlamento abbiamo avuto delle commissioni che hanno detto di no alle proposte legislative e io, quando tra un anno mi troverò di fronte ai cittadini, dovrò spiegare le decisioni che abbiamo preso, perché erano necessarie, ma anche le misure che dobbiamo ancora prendere e in che modo tutto è bilanciato”.
Elezione di Erdogan
“Mi congratulo con il popolo della Turchia. Adesso dobbiamo vedere cosa succederà alla nostra politica, anche di fronte alla guerra che abbiamo nel nostro continente, che tipo di alleato sarà la Turchia come membro della NATO, e cosa facciamo in merito all’entrata nella NATO da parte della Svezia. Questo dipende dalla Turchia e dobbiamo parlarne”.
Stato di salute del Presidente bielorusso Lukashenko
“Lui è un autocrate, un dittatore, e in questa Europa dove avvaloriamo le democrazie in Bielorussia non c’è dopo più di vent’anni. Ci sono più di 1500 prigionieri politici, non è possibile fare l’opposizione, non è possibile fare qualcosa che per noi è normale in una democrazia. Dobbiamo essere attenti, anche sugli attentati e sull’alleanza che loro hanno con Putin, perché Lukashenko è chi ci dà l’informazione su di lui. Siamo molto cauti ma è importante dare tutto il sostegno all’opposizione che è là perché sta lavorando molto. Sono persone coraggiose che ci chiedono di fare qualcosa perché la Bielorussia non può essere lasciata da sola altrimenti finisce nelle mani di Putin”.
Addestramento dei piloti ucraini all’uso degli aerei F-16
“La Russia tutti i giorni mette delle bombe, sta attaccando con massicci bombardamenti, questa è l’escalation, non l’aiuto che noi diamo agli ucraini che stanno lottando per le loro vite, affinché i bambini possano andare a scuola. Più di 16.000 bambini sono stati rapiti e portati in Russia, questo è un crimine e un reato di guerra che è disumano e dobbiamo lottare per la pace con giustizia e avverrà soltanto quando la Russia lascerà i territori ucraini”.
Future relazioni con la Russia
“Finché la Russia non lascerà il territorio ucraino non possiamo immaginare delle relazioni. Questa per la mia generazione è la prima guerra in Europa che seguiamo. Come posso direi ai miei figli che noi non lottiamo per la pace, la libertà, l’uguaglianza, l’integrità del territorio? Se c’è un Paese che è sotto attacco deve essere aiutato. Questo è il motivo per cui sono andata in Moldavia una settimana fa, domenica scorsa, c’erano 80.000 manifestanti che hanno dato un messaggio, ‘La Moldavia non è sola’ e vogliono entrare in Europa.
Questa è una cosa a cui tengo molto, perché ricordo la trasformazione del mio Paese, da candidato a membro dell’Unione Europea. Per generazioni e generazioni di giovani l’Europa è la loro casa, se l’Europa non apre porti, se non discute con loro, se non valorizza l’importanza di non essere solo un blocco economico ma anche politico e di sicurezza dal 24 febbraio dell’anno scorso…? Questi 80.000 volevano dire che loro vogliono avere l’Europa perché l’Europa è anche là”.
Efficacia degli ultimi tentativi diplomatici per la pace
“Se le bombe continuano a tormentare e uccidere gli ucraini allora dico no. Per noi l’obiettivo deve sempre essere la pace. È buono che il Presidente Zelensky abbia parlato col Premier cinese, è buono che noi guardiamo e parliamo, spero con una voce costante e coerente come Europa, anche coi nostri alleati transatlantici e partner. Per me pace senza giustizia non è pace, la pace sente integrità e senza indipendenza non è pace”.

PNRR e situazione italiana
“Il Parlamento europeo ha lottato molto, con maggioranze difficili da ottenere in plenaria, per mettere nella nostra economia dopo il covid la possibilità di controllare dove vanno i fondi e come vengono spesi. Sono fondi che per noi devono andare ad aiutare cittadini. Io non ho tutti i dettagli ma ho visto che ci sono già stati due pagamenti, il terzo lo stanno discutendo. Il Ministro Fitto sta facendo un ottimo lavoro su questo. Questo è importante, quando in quei Paesi, il popolo deve essere aiutato, come in questo Paese, quando parliamo sui fondi, sull’immigrazione, sulle libertà, allora parliamo di cosa fare di questi fondi. Le discussioni continueranno ma il lavoro sta proseguendo e io sono ottimista”.
Immigrazione e sulla possibilità di raggiungere un accordo stabile
“Il sistema non funziona, da molti anni non funziona, ci sono Paesi come il mio che si sentono lasciati soli ma anche Paesi del Nord come Austria e Olanda che ci stanno dicendo che non possono accogliere più persone. In Parlamento abbiamo trovato un difficilissimo accordo, con maggioranze risicate, fra un sistema che protegge, che è fermo su chi non è in regola, dobbiamo lavorare sui rimpatri sicuri ma anche fermi e duri coi trafficanti.
Ma allo stesso momento c’è la gente che annega nei nostri mari. Come politici non dobbiamo mai dimenticare che quando parliamo dei numeri dietro ci sono delle persone. C’è una donna che spera in una vita bella, un uomo che spera di trovare lavoro e un bambino per cui i genitori non hanno scelta che metterlo su una barca così rischiosa. Io voglio che i Paesi membri vengano con noi, perché abbiamo trovato un accordo più equo, che protegge di più anche l’Europa e le sue frontiere esterne ma che non dimentica mai il lato umano delle nostre vite”.
Vicenda di Giulio Regeni
“Ho incontrato la famiglia e ho detto che la (loro) causa per la giustizia è la causa del Parlamento Europeo, per noi è una priorità, quando vediamo che possiamo fare qualcosa, che possiamo parlare, che non ci dimentichiamo. Lo ridirò anche oggi, questo resterà la causa di giustizia del Parlamento Europeo.”
Ricordo di Falcone
“Voglio innanzitutto salutare Maria Falcone e tutti i parlamentari, uniti per affermare che questa lotta è la nostra, per tutti noi. Per me la politica deve essere l’antitesi della mafia. Deve essere così, la lotta non è finita, anche nel mio Paese, dove la giornalista Daphne Caruana Galizia è stata ammazzata. La lotta non è finita ma il messaggio è sempre più chiaro, noi lotteremo fino alla fine per trovare la giustizia e assicurare che nostre società possono contare sui politici e su chi ha responsabilità come me, di lottare perché questo non accada mai più nelle nostre società”.
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