Isabella biffi, in arte Isabeau parla del suo libro “Libera dentro”
Seconda parte dell’intervista
Come puoi definire la tua esperienza dentro le carceri ?
«L’esperienza in carcere, durata fino all’arrivo del Covid, è un’esperienza che non avrei mai pensato di vivere… Questi tredici anni di volontariato mi hanno letteralmente cambiato la visione di molti aspetti della mia vita, quelli soprattutto legati al pregiudizio e giudizio.
Ho conosciuto diversi tipi di sofferenza e attraverso la forte sofferenza di altri, in questo caso di tanti detenuti, sogno riuscita quasi inconsapevolmente a superare quelle che erano le mie di sofferenze e di debolezze.
Paradossalmente l’aiuto tra me e i tanti detenuti è stato vicendevole perché mi sono accorta di essere uscita da questa esperienza più forte e determinata di prima e ho dovuto
attraversare la sofferenza insieme a loro per capire cosa vuol dire guarire da una insoddisfazione, da una delusione o semplicemente dalle stesse nostre paure che ci impediscono spesso di avanzare.
Ed è per questo che oggi consiglierei di vivere un’esperienza nel mondo sociale a tutti, soprattutto ai giovani… Non è detto che debba essere per forza il carcere ma c’è tanto bisogno in questo mondo che a volte non ce ne rendiamo neanche più conto…..
Pretendiamo sempre tanto da questo universo ma spesso non siamo in grado di dare nulla o poco, troppo poco……La fortuna invece nasce dal cuore, dal prendersi cura gli uni degli
altri e gratifica, vi posso assicurare che gratifica sempre…Per questo, ringrazio Don Antonio Mazzi con il quale ho intrapreso nel 2005 una campagna di sensibilizzazione nelle scuole e nelle piazze contro ogni tipo di “droga”.
Abbiamo visitato e portato lo stesso progetto anche in diverse carceri fino poi ad approdare a Opera, il carcere definito più complesso, per il numero massiccio di detenuti, credo 1800 ad oggi ed è proprio da questo carcere che ha avuto inizio quella che per me ancora oggi considero la mia “Rivoluzione Umana”. Un’esperienza unica e pazzesca che
avrete modo di approfondire leggendo il libro».
Prima parte dell’intervista su Dietro la Notizia




