22 maggio 1978, entrava in vigore la legge 194 che consente a ogni donna di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza.
Maggio 2023: 45 anni dopo, il sistema di tutela garantito dalla legge 194 va ancora difeso.
“Dopo la caduta del governo Draghi in Italia si è assistito ad una campagna elettorale durante la quale il diritto all’autodeterminazione femminile della donna è stato chiamato in causa più volte, in primo luogo dalle associazioni antiabortiste.
Nei primissimi giorni di attività del nuovo Parlamento – scrive la giornalista del Corriere della Sera Simona De Ciero nel libro “Il diritto di scegliere” – un Senatore presenta un disegno di legge per modificare l’articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica del concepito. Se questa proposta passasse, il feto avrebbe gli stessi diritti giuridici della donna che lo porta in grembo aprendo la strada, di fatto, a una revisione della struttura stessa che norma la legge 194 che disciplina le modalità di accesso all’aborto”.

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