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lunedì, Aprile 20, 2026

«Cocaine Bear», dal 20 aprile nelle sale, una commedia horror geniale

«Cocainorso», in inglese “Cocaine bear“, è nelle sale del THE SPACE ODEON dal 20 aprile.

A noi è piaciuto, sapevamo di guardare un commedia horror, forse un pò splatter, considerando la visione del trailer, a tratti un pò banale, ma che alla fine, si è dimostrato piuttosto geniale.

Riconducibile all’horror, per i rovesciamenti di intestini, alcuni pezzi di corpo che saltano in aria, e un paio di teste morse e strappate dalla furia di un orso strafatto di cocaina.

La causa dell’orso indiavolato, è aver trovato e ingerito un borsone pieno di cocaina. Un ex agente della polizia, divenuto narcotrafficante, ha perso la cocaina durante un volo in paracadute andato male, nella foresta del Kentucky, nota per essere parco nazionale ricco di flora ma anche di fauna selvatica.

La storia è vera a metà, ma d’altronde, per rendere un horror a commedia horror, occorreva giocare su battute e anche mostrare l’animale, per quanto assassino, vittima del consumismo tossico degli umani e di tutta la filiera negativa che ne trascina: poliziotti corrotti, bizzarri spacciatori che pur di trovare il borsone con i 15 milioni di dollari persi in un bosco, si ritrovano a dover combattere con un animale “strafatto” e quindi pericoloso. Nella storia ci sono anche due giovani adolescenti che marinano la scuola per immergersi nella natura e dipingere delle cascate.

Le stesse cascate che troveranno tutti i principali protagonisti riuniti, compresa la madre infermiera di uno dei giovani ragazzini, che li salverà, e dove si deciderà la sorte sia degli umani, che dell’orso/madre che li, in quelle gole nascoste, protegge i suoi cuccioli, “fatti” anche loro di cocaina perché la mamma ha nascosto lì i primi pacchi dello stupefacente trovato nel bosco.

Abbiamo trovato i dialoghi moderati e divertenti, i sottotitoli in italiano hanno coinciso piuttosto bene con le battute americane. Speriamo in un valido doppiaggio.

Una spruzzata di successi degli anni ’80 tiene il tutto in equilibrio, dai Jefferson Starship al momento culminante dell’attacco di un’ambulanza sulle note di Just Can’t Get Enough dei Depeche Mode, dove, per quanto finisco male tutti e tre gli umani coinvolti, fa davvero molto molto ridere.

Le inquadrature ricordano very cult movie. Tutto dura 95 minuti circa e questo aumenta il fascino del film.

L’empatia con l’animale, dell’abile regista Elizabeth Banks, al suo terzo movie, è tangibile. Perché la crea anche sugli spettatori. L’orso, nel 1985, venne si trovato “strafatto”, ma morto in un dirupo, a causa della quantità di cocaina ingerita.

In questo film, vediamo sullo schermo per l’ultima volta, Ray Liotta, a cui il film è stato dedicato; deceduto nel sonno lo scorso maggio in Repubblica Dominicana, durante le riprese di Dangerous Water, Liotta ricopre il ruolo di nonno simpaticamente scocciato di esserlo, padre anaffettivo, e grande dealer della droga del Tennessee: in CocainOrso, è buffo ma ugualmente spietato, per noi, rimarrà sempre uno di  «quei bravi ragazzi»

Lo consigliamo!

https://www.thespacecinema.it/

Leggi altre recensioni di cinema e teatro su Dietro la Notizia.

 

Viviana Vitariello

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