L’opera entra nelle collezioni del Museo Nazionale di Ravenna e fino al 31 dicembre 2021 sarà possibile visitare la mostra che presenta il display di immagini fotografiche scelto dall’artista
Il progetto Mare Magnum Nostrum è giunto alla sua fase finale: l’installazione ambientale sarà presentata giovedì 23 settembre alle ore 18.00
L’opera Mare Magnum Nostrum, realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, grazie all’apporto delle studentesse Manuela Flamigni, Rebecca Fusconi, Lois Galera e Yuyu Zaho, autrici del wall drawing che rappresenta il Mediterraneo, presenterà una selezione di fotografie, tra le molte pervenute mediante il sito www.maremagnumnostrum.art, scelte dall’artista e allestite in un display che si potrà vedere al Museo fino al 31 dicembre 2021.
Mare Magnum Nostrum: dove arriva l’opera
L’opera compone un mosaico di storie e di punti di vista collettivi differenti per leggere la storia del Mediterraneo dal Novecento fino ad oggi. Il lavoro è nato per stimolare la riflessione su alcune questioni centrali del nostro tempo, come l’ecologia, il tema dell’immigrazione e dell’incontro tra i popoli, ma anche, in maniera più lieve e ludica, per indagare, in senso quasi antropologico, cosa significa la parola “Mediterraneo” nel nostro immaginario.
Mare Magnum Nostrum: la connesione con la città di Ravenna
Importante, in questo progetto, è la connessione con il luogo, Ravenna. Città da sempre simbolo dell’incontro tra genti e culture, tra Oriente e Occidente: una scelta che, in tal senso, giustifica ancor più la presenza dell’opera nel Museo Nazionale della città. Il Mare Mediterraneo è infatti un elemento costante, fondamentale della storia di Ravenna. La città bizantina convive da sempre con l’acqua, e tutta la sua storia, dall’antichità fino ad oggi, è intensamente permeata del rapporto con questo elemento. Per questa città, l’acqua ha da sempre rivestito un particolare ruolo: ha voluto dire la vita, ma anche la morte; ha significato industrializzazione e violenza sul paesaggio, ma anche la grande fatica di domare una natura infelice. E quindi trarre da questo atto nuove e ulteriori possibilità di vita.
Mare Magnum Nostrum: le premesse di Gea Casolaro
Il Mare Mediterraneo è oggi più che mai simbolo di contatto e di prossimità fra le culture. Da qui nasce l’opportunità di ripensare al concetto di identità, e da qui si può partire per immaginare un futuro diverso e migliore, anche e soprattutto per il nostro Paese.
Il mio progetto, con l’idea dell’archivio collettivo, vuole parlare di quanto siamo parte di un grande mare magnum esistenziale, la cui varietà ci arricchisce e ci plasma – afferma l’artista. Il mare è l’elemento di fluidità per eccellenza, da cui tutte le specie sono nate, e il suo costante andirivieni di onde rende vive le acque, evitando che diventino stagnanti. Ecco, secondo me i flussi delle persone che si spostano sono come le onde che impediscono all’acqua, ovvero alle società, di ristagnare.
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