Quartieri: via alle riqualifiche

Patto per riqualificare la via Gigante
Patto per riqualificare la via Gigante

Lipparini: “Un progetto che interessa una parte della città particolarmente fragile per migliorare la qualità dell’abitare”.
Dopo via Abbiati, è la volta di via Gigante: tornano nel quartiere di case popolari San Siro gli interventi di urbanismo tattico volti a rendere più belle e più vivibili soprattutto le zone meno centrali di Milano. Con l’intervento di centinaia di cittadini, attivi già dalla prima mattina, oggi il marciapiede di via Gigante prospiciente lo spazio Off Campus, gestito dal Politecnico di Milano, ha cambiato volto, colorandosi di giallo, rosso e bianco, e il verde ha iniziato a rivivere, in attesa dell’arrivo, tra qualche giorno, di una panchina e di alcune rastrelliere.
Un intervento che prosegue quello analogo, concluso nella primavera scorsa nell’adiacente via Abbiati, progettato per disegnare un percorso riqualificato che accompagni idealmente i cittadini dall’ingresso del comprensorio di case Aler fino alla sede del Laboratorio di quartiere in piazza Selinunte, passando appunto davanti a Off Campus, lo spazio gestito dal Politecnico in via Gigante. I soggetti istituzionali presenti nel quartiere, Comune, Aler e Politecnico, attraverso un’interazione dinamica, lo presidiano da tempo, con l’attivazione di una serie di interventi volti alla sua rivitalizzazione e prestando attenzione agli abitanti e ai loro bisogni.
Cornice dell’operazione è il Patto di collaborazione firmato pubblicamente oggi tra il Comune, il DAStU (Dipartimento di architettura e studi urbani) del Politecnico di Milano e un nutrito gruppo di associazioni, quali Mapping San Siro, Laboratorio di quartiere San Siro, Alfabeti onlus, Tuttinsieme Cooperativa sociale, Comunità Progetto Cooperativa sociale, Genera onlus, Fare Assieme, Il Telaio delle Arti, Legambici, Legambiente per la ciclabilità, Mamme a Scuola, Sheb Sheb, Zuccheribelli onlus e la commissione Intercultura Istituto Cadorna.
“I Patti di collaborazione, resi possibili dall’approvazione del Regolamento dei Beni comuni, che consentono ai cittadini e all’Amministrazione di unire le forze per la riqualificazione di spazi pubblici, immobili o aree verdi e la realizzazione di attività che migliorino la qualità della vita nei quartieri, si stanno moltiplicando – dichiara l’assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data Lorenzo Lipparini -. Si tratta di una forma di volontariato avanzato per la cura dei beni comuni, che ci consente di amministrare in modo aperto e partecipativo e attivare energie civiche grazie a procedure informali e semplificate. In questo caso, siamo particolarmente soddisfatti per un progetto che coinvolge un quartiere particolarmente fragile e che ha, tra gli altri, anche l’obiettivo di promuovere la cura dello spazio pubblico e domestico volto al miglioramento della qualità dell’abitare e delle relazioni tra gli abitanti”.
“Questa operazione – spiega Andrea Di Franco, professore del Politecnico e responsabile del progetto – dev’essere un punto di partenza, il motore di una riqualificazione del quartiere che veda i suoi abitanti protagonisti. Il nostro obiettivo è avviare un intervento di cura del territorio di cui poi si facciano carico direttamente coloro che lo vivono. Essenziale, anche, che non si tratti di un episodio isolato, ma faccia parte di una progettazione più ampia, capace di individuare una rete di spazi coordinata e omogenea: per questo abbiamo elaborato il West road project (Wrp), il Progetto della Strada dell’ovest finanziato da Polisocial Award 2017, che riguarda appunto la zona ovest della città, quella centrata sull’asse di via Novara che intercetta molti quartieri fragili e grandi spazi pubblici, i parchi di Trenno e delle Cave, oltre al Bosco in città”.
L’intervento, come precisato nel documento del Patto di collaborazione, prevede il collocamento di alcuni dissuasori della sosta all’incrocio tra via Abbiati e via Gigante per scoraggiare la sosta abusiva in sede pedonale; la sistemazione del verde del parterre sotto gli alberi oggi usato impropriamente come parcheggio; la realizzazione di una pedana in legno di fronte alla nuova sede Off Campus per supportare attività nello spazio pubblico; la posizione di due rastrelliere per biciclette (su strada occupando un posto auto o integrate con la pedana); la colorazione del marciapiede in continuità con via Abbiati sino allo spazio antistante il Laboratorio di quartiere; la posizione di una rastrelliera e una panchina su marciapiede all’altezza del Laboratorio di quartiere. Gli arredi sotto gli alberi, dove ci si potrà sedere, sono donati dal gruppo Vestre. A completamento del progetto di riqualificazione del contesto, è previsto un accordo con Aler per un intervento di street art sulla facciata.