Inaugurata la 33a edizione di “Scultori a Brufa, la strada del vino e dell’arte”

'Scultori a Brufa, la strada del vino e dell'arte'
‘Scultori a Brufa, la strada del vino e dell’arte’

Nonostante il maltempo che ha fatto cambiare la sede della cerimonia d’inaugurazione dell’edizione 2019 della manifestazione, venerdì 23 agosto scorso, alle ore 18, a Brufa, frazione del Comune di Torgiano (PG), si è inaugurata la 33a edizione di “SCULTORI A BRUFA. LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE”.
L’artista invitato quest’anno dalla Pro Loco dell’antico borgo per l’opera permanente da collocare nel suo territorio è ALEX CORNO che ha proposto una sua scultura del 2003 in ferro intitolata “Contrappunto” (misure: cm.270 x 450 x 150).
Il Circolo Unpli di Brufa è stata la sede della prima parte della cerimonia: lì si sono tenuti gli interventi di rito, alla presenza dell’artista, delle autorità, di personalità del mondo dell’Arte e della comunità di Brufa, orgogliosa del suo patrimonio di sculture.
Sempre a causa del temporale, prima del “taglio del nastro” davanti alla scultura di Alex Corno, situata all’ingresso del paese provenendo da Ponte S. Giovanni è stata inaugurata la mostra personale dell’Artista presso la Sala polivalente “Ex Perla” che si potrà visitare dal 23 agosto al 1° settembre 2019. In occasione dell’evento è stato presentato un catalogo con il testo critico della storica dell’arte Elena Di Raddo, presente all’evento. A proposito della sua presenza a Brufa, Alex Corno dichiara: “Nuova esperienza. Altra esperienza! Cosi Brufa si è palesata ai miei occhi. In una atmosfera di quiete e bellezza, tipica del paesaggio umbro, ma con maggior vigore e potenza, forse anche per l’impegno che mi attendeva. Sin dal primo istante, certo che quell’ambiente avrebbe garantito a “Contrappunto” di trovare sia per la magia del luogo che per l’energia condivisa con le altre sculture “ancorate” al territorio, un’ideale collocazione e la migliore opportunità per esprimere parte della mia trentennale ricerca. Una realtà esemplare dunque. Dove il “fare scultura” si conferma e confronta come priorità culturale e sociale indispensabile non solo per il territorio umbro. Un bisogno condiviso tra Scultura e natura essenziale al nostro vivere”.
Elena Di Raddo scrive in catalogo: “La mostra di Alex Corno a Brufa si compone attorno alla grande scultura Contrappunto (2003), un’opera che segna un passaggio significativo nel suo lavoro e allo stesso tempo racchiude in sé aspetti peculiari della personalità dello scultore, sempre divisa tra la realtà cui appartiene e quella cui anela. In sintesi, tra la cultura apollinea, italiana e mediterranea e quella materiale e concreta d’oltreoceano, tra l’aspirazione all’equilibrio geometrico e la sua negazione attraverso la non geometria. Musicalmente parlando, il contrappunto allude alla sovrapposizione e all’intreccio di melodie tra loro estranee, sia melodicamente, che armonicamente. Esso, quindi, interrompe la logica combinatoria dell’armonia, si contrappone alla polifonia, dando luogo a ritmi apparentemente disomogenei. Il risultato finale della composizione musicale risulta tuttavia perfettamente equilibrato, pur nelle discordanze sonore del contrappunto. Facendo un esempio pittorico, si potrebbe sintetizzare questo concetto con la differenza che si riscontra nell’opera di Kandinskij tra le Composizioni, giocate attorno a un nucleo e a un ritmo di forme colorate circolare, e le Improvvisazioni, quasi graffiate da segni neri che spezzano le macchie di colore. Nella scultura monumentale di Alex Corno, appunto, le forme geometriche regolari del cerchio e del quadrato si ‘complicano’ grazie alla presenza di altri elementi lineari in ferro, posti in posizione instabile, che fanno da “contrappunto”, rompendo l’equilibrio armonico della composizione geometrica. Tali elementi contribuiscono a innescare una sorta di energia della materia, che da inerte si carica di tensioni percettive e di conseguenza emotive. Per spiegare questo effetto emotivo, o forse meglio dire empatico, delle opere di Corno può venirci in aiuto il riferimento alle neuroscienze, che studiano la reazione dei neuroni a specchio nella percezione visiva dell’opera d’arte. Le sculture di Alex Corno sono forme complesse, rigidamente costruite, dove la geometria lascia il posto alla combinazione leggera di elementi apparentemente disordinati. Queste opere giocano sempre sulla sottile linea della percezione, sull’equilibrio instabile, delle forme, tra geometriche e organiche e allo stesso tempo delle superfici, trattate con il colore, o lasciate esibire le caratteristiche intrinseche dei materiali. Le opere mostrano e celano allo stesso tempo il loro peso, le saldature con cui si uniscono i diversi elementi in ferro, acciaio e inox. Talvolta lasciano che si intuisca la provenienza oggettuale di pezzi integrati nell’opera – si veda ad esempio il nucleo centrale di Saturn (2010) o di Desertica (2014) – talvolta la nascondono del tutto nella nuova funzione artistica attraverso il colore o la levigatura. Proprio per questa combinazione dei materiali, egli si inserisce nella linea di ricerca di artisti come Ettore Colla, Franco Garelli, David Smith, Julio Gonzales, Antony Caro. In tutti i lavori infatti i materiali appartengono all’“infinito serbatoio di immagini archeologico-industriali” – secondo una felice definizione dell’artista stesso – da cui trae pezzi scartati dalla produzione. Tali suggestioni sono però rapportate alla contemporaneità e mettono in primo piano il rapporto peculiare con lo spazio, che è sia quello fisico, che circonda e attraversa l’opera, sia quello mentale che la permea. Secondo quanto indicato dai titoli di alcune sue sculture quali Saturn, per restare ad uno dei lavori esposti in mostra, l’interesse per il cosmo coincide con l’attrazione verso quanto è incommensurabile per la razionalità umana, ma allo stesso tempo tangibile, al punto da lasciare la possibilità alle sonde di visitarli. Luogo perciò percorribile che appartiene alla materia di cui è fatto il cosmo, ma anche alla infinitezza dello spazio e dell’immaginazione di chi lo può solo osservare dalla terra. Queste opere non sono riconducibili al senso statico della scultura, ma aspirano a divenire leggere, a tracciare linee in uno spazio, fisico e mentale. Essa nascono da una volontà artistica che è in fondo riconducibile al bisogno di tracciare delle forme o delle rotte nello spazio dell’immaginazione”.
In molti lavori si nota una tensione all’equilibrio, che si risolve non nella terza dimensione, bensì nella tendenza alla frontalità. Tale condizione viene raggiunta attraverso il ricorso a forme circolari e colorate. Scrive a tal proposito Cerritelli: “Se l’uso delle forme circolari è un omaggio all’ordine elementare della geometria, la funzione delle linee rette corrisponde invece ad una volontà d’astrazione non di pura superficie ma di oggetto, con forme spezzate e piani che si contrappongono nell’atto medesimo della loro aggregazione” . La forma semicircolare in Esotica (2004) costituisce un ideale legante tra gli elementi di ferro piatti e sagomati; rappresenta l’elemento fondamentale in Surplus (2004), in cui due semicerchi sovrapposti in modo asimmetrico sembrano cercare, senza possibilità, l’equilibrio dell’unione perfetta.
È stata sottolineata inoltre dalla critica l’allusione nei titoli di alcune sculture a divenire “personaggio”, pur nell’assoluta astrazione delle forme. La Bella eccentrica (2004) è connotata appunto sin dal titolo, ma anche nella forma stessa da una struttura verticale che richiama il corpo umano. Queste “figure” allusive e misteriose si ritrovano anche nelle opere bidimensionali realizzate su tavole di legno. Lavori compiuti nei quali Alex Corno elabora forma libere dalla rigidità e dai problemi statici della scultura. Gli assemblaggi bidimensionali si configurano come quadri materici realizzati con elementi in ferro e pigmento. Lamina Girandola e Fireworks sono state realizzate nel 2019 e presentano sulla superficie segni astratti che alludono però a figure. Siamo difronte in questi casi a un’astrazione alla Mirò: la composizione è aperta e allusiva, mai del tutto conclamata. Del resto sembra essere proprio questa la peculiarità del lavoro di Alex Corno: quella di lasciare che le forme prendano corpo nell’assemblaggio, si nutrano dell’immaginazione dell’artista, ma anche della valenza specifica dei materiali, non trovati, anche se di scarto, ma sempre scelti per il valore semantico di cui è connotata la superficie, colorata, anodizzata o levigata: una materia viva e vivificata dall’intervento creativo dell’artista.

Bio breve dell’artista:
Alex Corno nasce a Monza il 27 agosto 1960. Si diploma al Liceo Artistico Statale di Milano nel 1978 e in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1982. Terminati gli studi, insegna per un decennio alle scuole statali, per poi dedicarsi interamente alla propria ricerca artistica. Esordisce nel 1985 alla Galleria Diagramma di Milano, collaborando successivamente con diverse gallerie, prevalentemente dell’area milanese, tenendo mostre personali e collettive. Contemporaneamente, espone ad importanti manifestazioni in ambito pubblico sia in Italia che all’estero, tra cui la “IX Biennale Internazionale Città di Carrara” nel 1988, la 4 Ed. della “Mostra Internazionale di Scultura della Regione Piemonte” (vincerà il primo premio, realizzando un opera monumentale per la città di Alba nel 2004). Nel 2005 è invitato alla “XIV Quadriennale di Roma”. Partecipa nel 2009 ad “Art on the Streets” a Colorado Springs in Colorado, città alla quale donerà l’opera. Nel 2012 installa e dona un’opera all’Idroscalo di Milano per la “Collezione pubblica della Provincia di Milano”. Espone alla mostra “Cantiere del ‘900″ nel 2014, facendo parte delle Collezioni Intesa Sanpaolo di Milano. Dal 2014 al 2019 espone alla Dallas Art Fair con la Valley House Gallery and Sculpture Garden di Dallas (TX) dove tiene la sua prima personale americana nel 2015.
Nel 2016 espone al Museo della Permanente in occasione della mostra “Generazioni a confronto”. Nel 2018 riconferma la sua collaborazione con la Valley House Gallery di Dallas tenendo la sua seconda personale, anno in cui in Italia ottiene la commissione per la decorazione della Cappella Fumagalli a Sirtori. Nel 2019 viene invitato ad esporre al Jesuit Dallas Museum a Dallas, con la mostra “Always in Texas”.
I suoi lavori sono in collezioni private e pubbliche in Italia, Europa e Stati Uniti. Vive fra Milano e Dallas.

La 33a edizione della manifestazione è promossa ed organizzata dalla Pro Loco di Brufa in collaborazione con il comune di Torgiano e con Patrocinio e il contributo della Regione Umbria e Provincia di Perugia.

“SCULTORI A BRUFA, LA STRADA DEL VINO E DELL’ARTE” fu ideata dalla Pro Loco di Brufa nel 1987: invitando uno scultore all’anno e acquisendo un’opera per ciascun artista, è arrivata alla 33a edizione con risultati entusiasmanti. Oramai, durante tutto l’anno, molti turisti e collezionisti arrivano a Brufa per visitare le sculture all’aperto in permanenza e per il mondo dell’Arte l’iniziativa è un appuntamento consolidato.
Brufa è un piccolo centro del Comune di Torgiano, sulle cui colline sono situati i vigneti della prestigiosa produzione enologica torgianese; domina la piana del Tevere e la pianura di Assisi fino a Foligno. Fa parte della dorsale Torgiano – Brufa – Miralduolo – Torgiano dove si sviluppa “La Strada del Vino e dell’Arte”.
In questo paesaggio sono state inserite le sculture degli artisti: Massimo Pierucci, Marcello Sforna, Mario Pizzoni, Agapito Miniucchi, Giuliano Giuman, Aurelio De Felice, Bruno Liberatore, Nino Caruso, Loreno Sguanci, Umberto Mastroianni, Mirta Carroli, Carlo Lorenzetti, Joaquín Roca-Rey, Nicola Carrino, Giuliano Giuliani, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Mauro Staccioli, Valeriano Trubbiani, Pietro Cascella, Teodosio Magnoni, Federico Brook, Umberto Corsucci, Ettore Consolazione, Beverly Pepper, Federica Marangoni, Marco Mariucci, Tito Amodei, Paolo Pasticci, Hidetoshi Nagasawa, Gianni Pettena.

“SCULTORI A BRUFA” è nell’ambito della 51a edizione di “BRUFA IN FESTA”, che si tiene dal 23 agosto al 1° settembre 2019: stand gastronomici presso la Taverna, Tavernetta al Castello e Giardino del Vino, concerti di musiche varie e tanto altro.

CENNI STORICI:
BRUFA fu abitata dagli Umbri, dagli Etruschi e dai Romani; Castel Grifone era l’antico nome di questo borgo fortificato più volte conteso. A Brufa nel 1367 la città di Perugia fu sconfitta dai soldati del Papa guidati da J.Hawkwood, detto l’Acuto e perse il dominio dell’Umbria (1.500 morti, 2.000 prigionieri).
Nel 1415, prigioniero in una torre del Castello di Brufa, Giovanni da Capestrano ebbe la visione di San Francesco che lo spinse sulla via della santità. La storia del Castello di Brufa si lega nella seconda metà del 1600 a quella di Andrea Angelini Bontempi, musicista, architetto, pittore, letterato, incisore di pietre preziose e fabbricante di orologi , che a Brufa acquistò fabbricati e terreni. Morì nel 1705 e fu sepolto nella Chiesa dei SS.Cosma e Damiano, da lui stesso fatta edificare.
Patrono del paese è S.Ermete, martirizzato con il taglio della testa al tempo dell’Imperatore Adriano, nell’anno 118 d.C.

INFORMAZIONI UTILI
Sede mostra personale di Alex Corno: Sala polivalente comunale a Brufa (Via del Pozzetto, di fronte la sede della Pro Loco).
Durata mostra: dal 23 Agosto al 1° Settembre 2019
Orario: tutti i giorni dalle 17 alle 24
Ingresso: gratuito