“Correre cambia la vita”

Cover_CorsaSe_Barbone_
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Tra i primi venti italiani che hanno completato le sei tappe della World Majors Marathon, c’è un imprenditore, Daniele Barbone, che ha scoperto la corsa a 36 anni, si è allenato duramente per diventare un ultramaratoneta e all’improvviso ha rischiato di dover rinunciare alla sua più grande passione.

Una malattia lo ha infatti costretto, qualche anno fa, a mettere da parte la corsa di Tokyo (una delle tappe del circuito della World Majors Marathon che comprende anche Boston, Londra, Berlino, Chicago e New York) ma solo grazie alla perseveranza e alla determinazione è riuscito a realizzare il suo sogno.

Adesso la sua storia arriva in libreria con “Correre cambia la vita – Giro del mondo in dieci tappe per chi corre e cammina, dal Jesus Trail alla Valle della Morte” (Edizioni Lswr). Tra i massimi esperti italiani di Green Economy, Barbone racconta come abbia saputo coniugare il suo essere imprenditore con la passione per la corsa negli ambienti estremi, riuscendo persino ad attraversare e a vivere appieno sentieri spesso sconosciuti o poco noti.

Le corse nel deserto, i percorsi in solitaria al limite dell’estremo, i cedimenti del corpo, la voglia di rialzarsi per giungere al traguardo, le giornate trascorse nello stesso sentiero percorso duemila anni prima da Gesù.

“Correre cambia la vita” racconta tutto questo portando il lettore da Santiago de Campostela alla Valle della Morte, dalla Route 66 fino a Los Angeles, alle volte correndo e altre camminando. Il lungo percorso è accompagnato dalle confessioni più intime dell’ultramaratoneta che, nella narrazione delle sue gare epiche e dei suoi viaggi più avventurosi, intreccia la sua esperienza con le storie di uomini e donne che hanno corso e camminato con lui.

L’autore riesce anche a far incontrare il racconto delle sue gare e delle sue camminate con il vissuto di alcune donne che, con la corsa, hanno cambiato la storia e contribuito all’emancipazione femminile. Infatti se oggi le donne possono partecipare alle maratone è solamente grazie alla forza di quelle atlete che hanno osato sfidare le regole, facendo crollare numerosi divieti

“Dalla malattia ho imparato che l’uomo può rinascere molte volte nel corso della sua esistenza – scrive Barbone – e che la vittoria non sta tanto nel risultato quanto nella tenacia che mettiamo nel perseguirlo”.