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mercoledì, Aprile 22, 2026

Prefazione al concetto del peccato

teologia
PREFAZIONE dei Proff. Clayton N. JEFFORD (curatore) e  László PERENDY al libro di Cinzia RANDAZZO, Il concetto del peccato alle origini del cristianesimo, Youcanprint, Tricase (Le) 2015.

Innanzitutto grazie per l’opportunità di aver letto questo saggio.  Questo saggio offre una buona rappresentazione delle descrizioni dei concetti del peccato che si trovano negli autori cristiani, denominati Padri apostolici.
Molti, infatti e importanti, sono i passaggi che ogni autore riferisce alla sua singola visione sul peccato; passaggi che sono ben documentati in quanto citati fedelmente dall’autrice, rimanendo il più possibile attinente al testo originale.

Devo dire che con la lettura del presente saggio ho avuto modo di arricchire la mia conoscenza sulla tematica del peccato,   avendo preso consapevolezza delle opinioni di ciascun autore su tale concetto.
Le stesse divisioni in senso oggettivo e soggettivo, che si riscontrano all’interno del saggio, rendono il lavoro ben articolato, dando un quadro chiaro della tematica.

Le descrizioni presenti in questo saggio sono accurate e di teologica portata, perché adeguatamente analizzate da tale punto di vista.
Concludendo, il saggio sembra abbastanza solido per me e sono grato di averlo letto con la grande abbondanza di materiali, ivi contenuti

Clayton N. JEFFORD
Prof. di Sacra Scrittura nel
Seminario di saint Meinrad
e nella Scuola di Teologia

Con l’avvento del secondo secolo il Cristianesimo subì una crisi seria. Le persecuzioni stavano minacciando; i sistemi dualistici misero in pericolo la fede della chiesa in Dio Creatore del mondo materiale; i culti estatici misero in dubbio la possibilità di comunicazione assennata col mondo trascendente.
Come attestato da Erma di Roma, un grande numero di cristiani fu scoraggiato nel mondo pieno di incertezze.
Le chiese locali avrebbero avuto bisogno, specialmente a questo punto di crisi, dell’autorità degli apostoli. Durante queste decadi, cruciale è stato il futuro della Chiesa.
I vescovi, come successori degli apostoli, crebbero al loro compito sia nella teoria che nella pratica. La vita e l’insegnamento di Clemente di Roma, di Ignazio di Antiochia e di Policarpo di Smirne dimostrano come loro riuscirono a salvare le chiese locali dal caos imminente.
Ma questa epoca produsse almeno una persona laica, Erma che si sentì responsabile per la condotta morale di tutti i suoi amici cristiani.
Questi uomini furono di conseguenza testimoni di Cristo, seguendolo anche sulla strada del Calvario.
In contrasto alla posizione morale ed alta dei loro leaders, i cristiani di ogni giorno spesso sperimentarono anche la presenza della debolezza umana e la forza del peccato nelle loro comunità.
I demoni di dissenso, di invidia e di codardia, la mancanza della carità ed il cattivo uso dei veri valori crearono problemi nel mondo umano, tanto che irruppe la chiesa nell’arca nuova di Noè.
L’attacco di forze minacciose era inevitabile?
Sono le conseguenze della nostra vita e delle città in un mondo fatto di elementi di materiale disordinato?
Siamo responsabili in tutto per i nostri atti, o il nostro destino è deciso da forze inscrutabili nelle sfere divine, che sono oltre la nostra portata?
I pagani ed il fatalismo gnostico misero su una soluzione conveniente: quella di evitare il contatto col mondo materiale, in modo che le persone non si contaminassero da ciò che era sporco.
Comunque, i Padri apostolici mostrarono un’uscita sicura da questo labirinto di dilemmi morali.
Seguendo i passi di Cristo, loro aderirono all’insegnamento del loro padrone, che distinse sempre chiaramente tra i peccati ed i peccaminosi.
Loro enfatizzarono che tutti i cristiani fossero capaci di prendere decisioni corrette, essendo personalmente responsabili dei loro atti. Loro reiterarono che la chiesa avesse il potere di assolvere anche i peccati più orrendi.
Lo studio completo del secondo secolo è stato trascurato spesso nella ricerca patristica. Alcuni studiosi hanno scoperto questa epoca cruciale, perché annoia per il suo “sermoneggiando” sulle domande morali.
Quando si indaga, noi siamo portati a confrontarci con aperture sorprendenti in letteratura. Alcune aree di queste, spesso tempestose e grigie, non sono state osservate adeguatamente.
Io penso che col suo prezioso contributo, Il  concetto del peccato alle origini del cristianesimo: motivi e rimedi, la Dott. Cinzia RANDAZZO abbia portato avanti un passo decisivo nella direzione corretta.
La sua analisi meticolosa ed imparziale dei lavori dei Padri apostolici ha chiarito notevolmente l’oscurità della nostra ignoranza, che ancora copre i dilemmi morali principali di questo secolo; dilemmi che torreggiano tuttora sulla Chiesa.
Noi dovremmo essere grati per i suoi sforzi ed augurarLe ogni bene per essersi resa conto dei suoi nuovi obiettivi, che ha portato avanti nella sua dotta ricerca attraverso il suo coraggio spirituale.

Prof. László PERENDY
Reparto dell’antichità
cristiana Pázmány Péter
Università Cattolica
Ungheria

 

Tiziana_Barbetta
Tiziana Barbetta

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