di Stefany Sanzone – Da domani 26 luglio l’Area C, la zona del centro di Milano con ingresso a pagamento, sarà sospesa.
La notizia è stata comunicata oggi dal Comune di Milano dopo l’ordinanza pronunciata dal Consiglio di Stato che ha accolto l’appello di un’autorimessa con sede in centro, Mediolanum Parking, gravemente danneggiata dalla «congestion charge» voluta dalla giunta Pisapia.
«Il Consiglio di Stato, ravvisando un pericolo per l’interesse economico di Mediolanum Parking, ha sospeso cautelativamente il provvedimento», si legge nella nota del Comune. «Per effetto di questa decisione il Comune informa che a partire da domani il provvedimento Area C è sospeso».
Il ticke era entrato in vigore il 16 gennaio scorso e resterà sospeso almeno fino alla metà di settembre.
«Rispettiamo l’ordinanza del Consiglio di Stato, che comunque contraddice numerose decisioni del Tar Lombardia che si era espresso in modo inequivocabile respingendo tutte le richieste di sospensiva presentate. Siamo certi che Area C – afferma l’Assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran – sarà confermata dall’udienza di merito che auspichiamo possa essere fissata nel più breve tempo possibile. Area C in sei mesi ha ridotto il traffico del 34% nel centro città, il numero degli incidenti e ha consentito ai milanesi di respirare meno sostanze velenose. Ha quindi avuto un innegabile impatto positivo per la qualità della vita di tutti. Oggi registriamo con rispetto ma anche preoccupazione che in un’aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subito da un parcheggio privato e questo blocca un provvedimento utile a tutti i milanesi».
Piuttosto dura la reazione di Legambiente che dichiara di essere «sconcertata dalla decisione del Consiglio di Stato, che affossa tutti i precedenti pronunciamenti del Tar Lombardia».
«Ci pare paradossale e inaudito – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – che con una sentenza venga fatto prevalere l’interesse di un singolo operatore su quello di una intera città: ora ci auguriamo che vengano trovate soluzioni per impedire che la sentenza cancelli i risultati della congestion charge, perché ciò determinerebbe un gravissimo arretramento sul fronte del governo della mobilità urbana. Di una cosa siamo certi: non vogliamo tornare ad essere ostaggi di traffico e smog».




