In nome della madre

  

Erri De Luca, Edizione Feltrinelli

8 febbraio 2012, di Elisa Zini – E’ un libro di rara bellezza il romanzo di Erri De Luca “In nome della madre”. Un dialogo con Miriàm/Maria che poco più che bambina si dona al Signore e ne diventa servitrice.

Un viaggio insieme a colei che fu prescelta con l’annuncio dell’angelo in terra di Galilea. Una storia d’amore. La fede di un uomo, Iosef, che contro tutto e tutti sceglie di stare al fianco della sua promessa sposa, senza rimpianti. Un viaggio e una gravidanza avventurosa. Un censimento in pieno inverno, il parto in una stalla e la nascita di Ieshu, Gesù di Nazaret, il Salvatore. Commuove il racconto di Erri De Luca: una profonda poesia rende indimenticabili i versi narrati. I testi sacri risplendono di una luce nuova.

Erri De Luca ci regala lo spessore umano di una donna che genera grazia e amore in ogni gesto, in ogni respiro, in ogni sguardo. “Miriàm, sai cos’è la grazia?” “Non di preciso” risposi. “Non è un’andatura attraente, non è il portamento elevato di certe nostre donne bene in mostra. E’ la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo, sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi. Non è femminile, è dote di profeti. E’ un dono e tu l’hai avuto. Chi lo possiede è affrancato da ogni timore. L’ho visto su di te la sera dell’incontro e da allora l’hai addosso. Tu sei piena di grazia”.

Un racconto intenso, che lascia il segno.