In scena a Milano i versi di Cesare Pavese e melodie di Astor Piazzolla,

Da sx Piercarlo Sacco, Federica Fracassi e Andrea Dieci
Da sx Piercarlo Sacco, Federica Fracassi e Andrea Dieci

Venerdì 17 novembre alle ore 20.00 si accenderanno le luci del proscenio di Après-coup con Federica Fracassi, gioiello prezioso del teatro contemporaneo, accompagnata da un duo di musicisti di fama internazionale: Piercarlo Sacco (violino) e Andrea Dieci(chitarra classica).

In scena a Milano i potenti versi di Cesare Pavese abbracceranno le melodie raffinate di Astor Piazzolla, per creare un ponte immaginario fra le Langhe, la terra-madre mitizzata dal poeta, e quell’Argentina magnetica, dove il tango passionale e aggressivo è elemento immutabile di un popolo.

La voce intensa di Federica Fracassi e le note di Piercarlo Sacco e Andrea Dieci intrecceranno l’arte di due monumenti della cultura contemporanea, entrambi arditi e vitali, eppure al contempo malinconici e passionali, in una scelta artistica che amplificherà la forza delle dodici poesie di Pavese, così come l’intensità degli undici brani di Piazzolla scelti fra le pagine meno note della sua produzione e riarrangiati magistralmente da Sacco e Dieci.

Durante la serata gli ospiti di Après-coup potranno nutrire spirito e corpo, e godersi il piacere di stare insieme seduti a un tavolo art déco, degustando vini tipici piemontesi e assaggi di cibi della terra tanto cara a Pavese.
Al termine del melologo, sarà possibile condividere con gli artisti sensazioni, emozioni e impressioni, magari sorseggiando un bicchiere di vermouth.

Le poesie di Cesare Pavese in ordine di recitazione:
Senza titolo (luglio 1928); La puttana contadina (da Lavorare stanca, novembre 1937); Passerò per Piazza di Spagna (da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, marzo 1950); Tre poesie senza titolo (da La terra e la morte, novembre/dicembre 1945); Profumi (agosto 1927); Senza titolo (settembre 1927); Le maestrine (ottobre 1931); Il Blues dei blues (novembre 1931); Senza titolo (gennaio 1928); I pensieri di Dina (poesia censurata, in origine nella raccolta Lavorare stanca); Poggio Reale (da Lavorare stanca, settembre 1935);
La casa (agosto/settembre 1940).

I brani di Astor Piazzolla per violino e chitarra classica in ordine di esecuzione:
La Calle 92; Psicosis; Calambre; Milonga en Re; Suavidad; Jeanne y Paul;
Fièvre (Fiebre de tango); Made in USA; Fracanapa; Dernier Lamento; Detresse.

“Se Solo Fossimo Altrove” – primo libro di poesie di Romina Carrisi

Romina-Carrisi-copertina
Romina-Carrisi-copertina

Romina Carrisi incontra i lettori e firmerà le copie del suo primo libro di poesie “Se Solo Fossimo Altrove”, il giorno 23 Giugno 2016  alle ore 17:00 presso la Feltrinelli di Bari in Via Melo, n°119.

Il libro edito da Miraggi Edizioni, segna l’esordio poetico e letterario di Romina Carrisi, la raccolta è inoltre, impreziosita da un’intervista a Romina Carrisi dello scrittore, giornalista e sceneggiatore Enrico Remmert.

Per avere l’ autografo acquista il libro alla Feltrinelli libri e musica e ritira il pass che da accesso prioritario al Firma Copie.

Cardellini della pioggia


Cardellini della pioggia
Autrice: Carmen Yáñez
Guanda Editore
113 pag. 13,00 euro

16 aprile 2015, di Elisa Zini – Carmen Yáñez, scrittrice cilena, con il peso della storia sulle spalle, dopo l’incontro con la polizia politica di Pinochet e l’esperienza della clandestinità, sotto la protezione dell’ONU si rifugia in Svezia. Nella nuova terra inizia a pubblicare le sue poesie. Dopo essersi trasferita in Spagna nelle Austrie con nuova serenità si dedica alla scrittura.
“Cardellini della pioggia” è una raccolta di poesie dal sapore dolce e delicato. Racconti che rispettano la vita e onorano la natura senza perdere il ricordo amaro delle esperienze passate.
Orme nella sabbia che il mare non cancella. Impronte che riaffiorano ad ogni alito di vento capaci però di dare il giusto valore alle emozioni, ai ricordi, ai sapori.
Un dolce regalo all’animo umano.

Poesie

“Poesie”
Autore: Dylan Thomas
Pag. 186, 13.00 €
Guanda Editore

29 gennaio 2015, di Elisa Zini – “Poesie” di Dylan Thomas non è una semplice raccolta di poesie. Le pagine, testi originali a fronte, trasudano di vita, quella stessa vita che Dylan Thomas ha perso a soli 39 anni, stroncato dall’alcool. Nato nel 1914 a Swansea, in Galles, morì a New York nel 1953.

Soggiornò a Londra per lavoro collaborando come giornalista con la BBC per qualche tempo ma la maggior parte della sua breve esistenza la passò in Galles.
A viaggiare ci ha pensato la sua mente. E il suo cuore. Le poesie di Dylan Thomas non amano etichettature, classificazioni: amano la libertà. Inseguono una profonda rigenerazione spirituale a partire dall’individuo. Poco si adattano al clima realistico e sociale che in quegli anni influenza non poco la poesia contemporanea inglese.
Poesie brevi, che affondano coltelli nella carne e poesie che raccontano storie come nei romanzi. Storie importanti, da decifrare, che non si dimenticano.
La nascita, la morte, l’amore, la vita, la guerra, il potere sono temi che gridano, gemono, sussultano, escono con forza dalle pagine del libro, graffiando.

Dylan Thomas scriveva: “Ho letto da qualche parte di un pastore che, quando gli chiesero perché rivolgesse, dal centro di cerchi magici, ossequi rituali alla luna per proteggere il suo gregge, rispose: “ Sarei un pazzo dannato se non lo facessi! Queste poesie, con tutte le loro crudezze, dubbi e confusioni, sono scritte per amore dell’Uomo e in lode di Dio, e sarei un pazzo dannato se non lo fossero”.

Singolare in forma di plurale

“Singolare in forma di plurale”
autore: Adonis
170 pag. 18,00 euro
Guanda Editore

23 gennaio 2015, di Elisa Zini – Ali Ahmad Esber , in arte Adonis, tra i più importanti poeti e intellettuali provenienti dal mondo arabo, ha raccolto bellissime poesie in un volume dal titolo curioso: “Singolare in forma di plurale”.

Nato in un villaggio siriano agli inizi del Novecento, origini contadine, si laurea a Damasco in filosofia. Lavora a Beirut come insegnante e giornalista e ora vive a Parigi. Intellettuale, geniale, sensibile, rompe gli schemi classici e la metrica tradizionale della lingua araba per abbracciare la prosa e il verso libero.

Con la poesia nel sangue da giovane, agli inizi degli anni Sessanta, fonda una rivista, Shi’r (Poesia), insieme ad un gruppo di giovani amici. “Singolare in forma di plurale” è un’opera di ampio respiro che viaggia attraverso il tempo e lo spazio e raccoglie in capitoli le forme d’amore che l’autore ci vuole donare: corpo, incantesimi, sogni, virgole, digressioni, alchimia, profili.

Da leggere tra un sospiro e l’altro.