Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Grissin Bon Reggio Emilia

Olimpia EA7 Armani Milano -Grissin Bon Reggio Emilia
Olimpia EA7 Armani Milano -Grissin Bon Reggio Emilia

Altre facce ed altra Olimpia al Forum. Milano sin dalle prime battute mette in campo un’energia doppia rispetto alle sciagurate trasferte emiliane e vola 13 a 3 con Gentile e Sanders super protagonisti. Coach Manetti dopo 3 minutu è già costretto al timeout. All’uscita i suoi ragazzi riescono a fare anche peggio delle prime battute. Milano attacca il ferro con continuità senza incontrare resistenza da parte della Grissin Bon che è visibilmente tramortita e totalmente fuori dal match.

Al banchetto si iscrive perfino Batista, oggetto misterioso di tutti i Play Off, e il gap sale a 18 lunghezze con la tripla di Simon del 26 a 8. C’è spazio anche per l’apoteosi di Cerella che dalla lunetta firma un eloquente 29 a 8 al primo intervallo tra il tripudio del Forum.

Reggio abbozza una reazione in avvio di secondo quarto affidandosi al talento di Aradori e Lavrinovic che riportano gli ospiti sul meno 15. Milano abbassa i ritmi e sposta il baricentro del suo gioco più sul perimetro. La scelta sembra buona ma in un amen precipita dal nuovo +20 a un pericoloso +13.

Torna in campo Sanders e Milano ricomincia a correre. L’ex Sassari con tutta la sua esplosività va in doppia cifra e permette all’Emporio di tornare a dominare il match. Kalniietis in contropiede trova altri 4 punti consecutivi per il nuovo +21 all’intervallo lungo con tabelloni che scrivono un solido 52 a 31 EA7.

La tripla di Gentile apre il secondo tempo per il nuovo massimo vantaggio sul +24. Reggio risponde con l’impalpabile, fino a quel momento, Della Valle che trova i suoi primi 2 punti del match.

Sono il preludio dell’ennesimo pericoloso passaggio a vuoto di Milano. Prima Polonara di furbizia riporta Reggio sul meno 14. Poi ancora Della Valle indovina la tripla del 57 a 46 EA7.

Lafayette riallunga dall’arco, ma piovono triple anche sul fronte emiliano. Il ritrovato Della Valle e De Nicolao mettono solo 10 lunghezze di margine tra le 2 squadre.

Eˋdi nuovo Sanders a togliere le castagne dal fuoco per Milano e inventare 4 punti di pregevolissima fattura che ristabiliscono un più tranquillo 68 a 54 interno.

Il match sembra tornare sui binari di Milano ma Della Valle cerca in tutti i modi di farlo deragliare. Altra tripla, la terza della sua frazione da 11 punti, per il +11 EA7.

Anche Simon e Macvan sono caldi e scrivono la doppia cifra personale trovando le retine delle 2 triple che valgono il +17 prima del 74 a 60 dell’ultimo intervallo.

Reggio continua a provarci. De Nicolao dall’arco è subito letale, così come Aradori poco più tardi. La Grissin Bon è di nuovo sotto di sole 10 lunghezze.

Simon risponde presente ma Aradori rosicchia ancora qualcosa per il meno 9. Milano è spaventata e si rifugia in timeout in cerca dell’uomo che decida il match. All’uscita si presenta uno dei più improbabili, Lafayette che indovina le 2 triple consecutive dell’86 a 71 EA7 con poco più di 5 minuti residui. Manca ancora qualcosa ai titoli di coda, ma ci pensa Bruno dall’arco a farli partire con +19 EA7.

Una convincente Milano vince 97 a 73, anche se ancora delle perplessità dovute a qualche passaggio a vuoto di troppo ci sono. Per diventare campione d’Italia tra 2 giorni in Emilia serviranno 40 minuti tutti alla stessa, altissima, intensità.

(Stefano Daprile)

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Enel Brindisi

Assago (Milano), 5 gennaio 2015 di Stefano Daprile. Ragland, Moss, Gentile, Melli e Samuels sono lo starting five scelto da Banchi alla ricerca di una prova convincente che dimostri che la debacle europea appena trascorsa non abbia lasciato scorie. Risponde il grande ex Piero Bucchi con Pullen, Denmon, Turner, James e Mays.

Nel pianeta campionato la vita di Milano si mostra apparentemente subito più facile, almeno il 6 a 0 iniziale, firmato dal solito Samuels dominante sotto le plance, sembra dare quell’indicazione. L’immediato sorpasso brindisino, tutto dall’arco, riporta le scarpette rosse sulla terra e ribadisce, oggi più che mai, che Milano anche in Italia non può permettersi pericolosi cali di concentrazione.

L’Enel gioca facile e con buona circolazione di palla arriva addirittura a doppiare l’Emporio sull’8 a 16. Il malumore aleggia sugli spalti, e il successivo +11 degli ospiti lo tramuta in piccoli, fastidiosi, fischi.

Ci pensa Brooks a rendere meno amara la situazione trovando di classe le giocate del 17 a 24 alla prima sirena.

Milano serra le maglie in avvio di seconda frazione portandosi a un solo possesso sfruttando il redivivo Melli, molto positivo in fase realizzativa. L’aggancio è nell’aria e lo firma uno dei soliti momenti “on-fire” di Brooks che con 2 triple consecutive scrive il 30 pari sui tabelloni. Sale in cattedra ancora Samuels che prova a dare, con 8 punti consecutivi, le spallate decisive per scrollarsi di dosso i pugliesi. Lo strapotere del centro nel pitturato è evidente ma non sufficiente per fughe significative. L’Enel rimane a contatto e va negli spogliatoi sotto solamente 41 a 39.

Samuels, col tabellino immacolato per tutto il primo tempo, continua la sua prova perfetta anche nella ripresa rivelandosi il grande incubo in mezzo ai sogni pugliesi di vedere corsari pugliesi al Forum.

Il centrone giamaicano, praticamente da solo, tiene a distanza gli ospiti. Quando in attacco si veglia anche Moss, il gap si dilata a 10 lunghezze prima dell’ultimo intervallo giunto sul 59 a 51 EA7.

Pullen dall’arco rimette 2 possessi di distanza del match. E’ partita vera e l’Olimpia, con Samuels a rifiatare in panchina, si affida al talento. Gli uomini di punta arrivano da oltre oceano e sono ovviamente Brooks, che ubriaca la difesa pugliese, e Kleiza, in ombra per tutta la gara, che pesca la tripla del +11 con metà frazione ancora da giocare. Si sblocca anche Meacham, ripagando i tanti minuti concessi da Banchi, riuscendo a coronare una prestazione dove la squadra con la sua regia ha sicuramente giocato meglio che con Ragland.

Milano controlla il finale di gara e porta a casa il match 77 a 68 con il contributo della tripla di Kleiza da distanza siderale sulla sirena. Il titolo di Campione d’Inverno è arrivato, ma la sensazione è che questa squadra debba trovare ancora una sua identità precisa. Avere Hackett a tempo pieno potrebbe essere la chiave della stagione.

Pagelle: Ragland 5 – Brooks 7 – Gentile 6,5 – Gigli n.e. – Cerella n.e. – Melli 6,5 – Meacham 6 – Kleiza 5 – James 4,5 – Hackett Squal. – Samuels 8 – Moss 7

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Upea Capo d’Orlando

Assago (Milano), 26 dicembre 2014 di Stefano Daprile. Nel fitto calendario della palla a spicchi non sono concesse distrazioni, accade così che Milano, in meno di 24 ore dall’abbuffata natalizia, debba ritrovare concentrazione e stimoli giusti per continuare a guardare tutti dall’alto del primo posto in regular season. Succede quindi che oltre 10.000 Milanesi si alzino in anticipo dalle loro tavole imbandite per raggiungere il Forum dove arriva la neo promossa Upea Capo D’Orlando dell’ex Basile.

Alla palla a 2 riescono a saltare Hunt e Samuels. Completano i quintetti Meacham, Brooks, Moss e Melli per Milano, Henry, Freeman, Burgess e Archie per l’Upea.

Fuori c’è una splendida giornata di sole ma dentro il palazzetto, in avvio, piovono triple da tutte le parti. Quattro consecutive per i padroni di casa e 2 degli ospiti scrivono il 12 a 6 in poco più di 2 minuti di gioco. Terminata la gara da 3 punti e iniziata la partita, quella vera, l’Upea riesce a mettere il naso avanti prima di subire un altro parziale di Milano, fatto di buona circolazione di palla e di strapotere sotto le plance che portano le squadre al primo intervallo sul 27 a 21 EA7. Milano mette il turbo in avvio di secondo periodo con un 7 a 0 di parziale fatto di tanto Ragland in attacco e tanto Cerella in difesa. Capo d’Orlando abbozza una reazione ma l’Ex Cantù è imprendibile e, in collaborazione con l’altrettanto positivo Moss, scrive il massimo vantaggio sul 42 a 26 EA7. L’Emporio, anziché rallentare, prema ancora sull’acceleratore trovando ancora punti dalle caldissime mani di Moss e dalle schiacciate di Melli e James che schiacciano l’UPEA anche nel punteggio, che all’intervallo lungo dice +20 per il 51 a 31 EA7.

Milano inizia il secondo tempo inevitabilmente più rilassata, ciò nonostante le triple di Brooks, la seconda corretta dal tap-In di Melli, riescono perfino a dilatare il gap fino al +23. Il divario in campo è a tratti imbarazzante in tutte le chiavi del match. Samuels domina il pitturato, Brooks, riesce a mascherare una prova opaca trovando il canestro con continuità e il 71 a 44 dell’ultimo intervallo non può altro che inaugurare il garbage time, ammesso non sia già partito da tempo.

L’ultimo quarto serve infatti solo per far fare tanti minuti a Gigli, per ammirare una splendida Ola natalizia sugli spalti, e per vedere una tripla del giovane Francesco Villa. Milano vince 98 a 69 e dimostra di avere ancora molta fame. Visti i tempi è una gran notizia.

Pagelle: Ragland 7 – Brooks 5,5 – Gentile inf. – Gigli 6 – Cerella 6 – Melli 6,5 – Meacham 6 – Kleiza 5 – James 6,5 – Hackett Squal. – Samuels 6,5 – Moss 7

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Montepaschi Siena

Assago (Milano), 23 giugno 2014 di Stefano Daprile. La partita: Haynes, Janning, Carter, Ress e Hunter formano lo starting five scelto da Coach Crespi, mentre Coach Banchi si affida ad Hackett, Langford, Gentile, Melli e Samuels.

Parte forte la Mens Sana. Haynes e compagni costruiscono con tanta difesa un preoccupante 3 a 12 iniziale, sfruttando gli ormai soliti fantasmi che attanagliano Hackett e compagni nei momenti decisivi. Il timeout è l’unica soluzione di Milano per arginare la situazione, e alla ripresa il gap è ridotto a 4 lunghezze in virtù delle (troppe) forzature di Langford e Hackett e dei frequenti viaggi in lunetta di Gentile. L’Emporio prova a muovere meglio il pallone cercando di spostare il baricentro del gioco sotto le plance, ma i campioni d’Italia tirano meglio e chiudono la prima frazione sopra 15 a 20.

Ci vorrebbe un Cerella e risponde Bruno con il Jumper del meno 3. Sembra il segnale della riscossa visto che Langford con un gioco da 3 punti impatta il Match a quota 20. Crespi fiuta il pericolo e interrompe il momento Ok EA7 con un timoeut. Alla ripresa Hunter rimette gli ospiti sopra di 5 lunghezze e fa capire a Milano che Cerella è un ottimo combustibile per gli spalti, ma per il parquet ci vuole molta più legna. L’Olimpia si rimbocca le maniche e con un gioco lento e raffazzonato, neanche lontano parente di quello spumeggiante delle notti d’Eurolega, arriva all’intervallo lungo col contropiede di Jerrells che limita i danni sul 33 a 34.

Tanto nulla nella ripresa fino ai liberi di Haynes del nuovo +3 Mens Sana. Samuels rimane il più affidabile in attacco per l’Emporio, mentre il meno efficace, Hackett firma il primo vantaggio Olimpia sul 37 a 36. La partita sale notevolmente di intensità. I protagonisti di Gara 4 per gli ospiti, Janning e Viaggiano, trovano le loro prime retine che rimettono i toscani davanti. Langford, in collaborazione con tanto Cerella, firma il controsorpasso fino al 47 a 43, prontamente ricucito da Hunter e Green. Siena allunga ancora a +3 con la tripla di Viggiano a cui risponde Langford capitalizzando un ottimo rimbalzo offensivo. C’è spazio ancora per l’ennesima giocata del MVP del match, Hunter, che completa l’Alley Oop che fissa il punteggio all’ultimo intervallo sul 49 a 52.

L’attacco senese si muove bene permettendo ad Hunter e Haynes di aprire con uno 0 a 5 il quarto periodo facendo malissimo alle scarpette rosse.

Milano è in tilt e il segnale più brutto lo da Coach Banchi in ginocchio a bordo campo. Ancora Hunter svetta per il primo vantaggio in doppia cifra degli ospiti sul 49 a 59. Le risposte di Milano sono una tripla di Jerrells che non prende neanche il ferro e un’incredibile palla persa di Gentile. Ci vogliono oltre 4 minuti all’Olimpia per capire che il match gli sta sfuggendo di mano e per muovere nuovamente il punteggio. Gentile capitalizza un ottimo gioco da 3 punti e in collaborazione con Lawal trova un insperato quanto vitale meno 5. Il solito Hunter è pero inarrestabile e trova 2 schiacciate che schiacciano anche le ultime urla del Forum.

Banchi si inventa un improbabile quintetto di soli piccoli. Milano può solo sparacchiare dall’arco, ma Jerrells e Langford sono ovviamente più controllati di un bambino dai genitori al parco, e trovano più ferri che in una bottega di un fabbro.

La Montepaschi espugna il forum 68 a 72 e tra 48 ore avrà il Match Point al Pala Estra. Comunque vada Siena sparirà, mentre Milano invece, in caso di sconfitta, si dovrà nascondere dalla vergogna.

Pagelle: Gentile 5 – Cerella 6,5. – Melli 4 – Hackett 5 – Kangur N.E. – Langford 5 – Samuels 5 – Wallace 5 – Lawal 5 – Moss 4,5 – Jerrells 5.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Montepaschi Siena

Assago (Milano) 17 giugno 2014 di Stefano Daprile. La partita: Jerrells, Langford, Gentile, Melli e Samuels sono i 5 scelti da Coach Banchi per continuare la corsa alla conquista del tricolore. Crespi si affida invece allo stesso quintetto di 2 giorni fa al forum formato da Haynes, Green, Carter, Ress e Hunter. C’è un’altra Siena rispetto a gara 1. Ress con 2 triple migliora, dopo appena una manciata di minuti, l’intero bottino toscano di Gara 1 permettendo ai suoi di iscriversi al match con il 2 a 8 di partenza. A Milano bastano comunque una manciata di minuti per effettuare il sorpasso affidandosi alla maggior fisicità di Samuels sotto le plance. I ragazzi di Crespi rimangono concentrati e rimangono a contatto fino alla tripla di Kangur allo scadere che manda in archivio la prima frazione sul 19 a 16.

L’Olimpia diventa più aggressiva in attacco e comincia il secondo periodo attaccando il ferro con maggiore convinzione. Hackett, Samuels e Jerrells vanno a segno, ma la dinamicità di Janning e le lunghe leve di Hunter tengono la Montepaschi ben ancorata al match. Lawal è la solita croce e delizia, prima calamitando e capitalizzando i palloni del nuovo +6, ma poi sprecando tutto con i banali errori che rimettono gli ospiti a un solo possesso sul 29 a 27. Milano è sotto ogni aspetto meno brillante di 2 giorni fa e riesce a trascinare il punteggio solo coi liberi di Hackett, decisamente troppo poco per scrollarsi di dosso i campioni d’Italia. L’antisportivo fischiato a Samuels grida vendetta ma surriscalda l’ambiente. C’è bisogno di un innesco, Gentile e Moss dall’arco appiccano almeno le scintille del +8 EA7, premessa del 42 a 35 che accompagna le squadre negli spogliatoi.

Nella ripresa Samuels rimane il punto di riferimento dell’attacco, a tratti troppo statico, di Milano. Il centrone giamaicano inventa il +8 che ha il grande merito di suonare la carica. Melli completamente solo dall’arco scrive il +9, il capitano firma la prima doppia cifra per il 52 a 41. Il gap si dilata a 13 lunghezze ma la voglia di vendetta di Haynes tiene in vita la Mens Sana fino a quando Langford, notizia più unica che rara, trova la prima retina dal campo dopo quasi 30 minuti, e complici i tanti viaggi in lunetta, manda l’Emporio all’ultimo intervallo sopra 63 a 50.

Tutti sbagliano tutto nella quarta frazione. Dopo quasi 3 minuti sono i liberi di Haynes a muovere il punteggio. La successiva tripla di Carter dice 63 a 55 provoca qualche brivido fuori stagione in pianura padana. Gli ospiti sembrano crederci, ma l’illusione dura una manciata di secondi. Spencer vola in contropiede ma anziché trovare il fondo della retina incorre nella stoppata di un monumentale Moss. E’ il gesto che svuota le energie e le speranze senesi. Langford e Gentile inventano un uno-due che vale il 68 a 55. Milano trascinata dal suo fantastico pubblico si concede anche di giocare sul velluto e decollare fino +18, prima del 79 a 65 finale. 2 a 0 e serie che si sposta in terra toscana con la consapevolezza che si può tornare a Milano già Campioni d’Italia.

Pagelle: Gentile 7 – Cerella s.v. – Melli 6,5 – Hackett 6 – Kangur 6 – Langford 6,5 – Samuels 8 – Wallace n.e. – Lawal 6 – Moss 7 – Jerrells 6.