Cannella: “Di Cuore” – nuovo singolo

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Esce oggi, venerdì 1 Marzo, in radio e negli store digitali “ Di Cuore ”, il nuovo singolo di Cannella per Honiro Rookies.
“Di cuore” – racconta Cannella – é un brano dal sound leggero e dal contenuto amaro. Non é il solito brano triste che affronta il tema della rottura con nostalgia, al contrario ci sono dei momenti di ironia molto sottile, anche nei confronti di me stesso, ed altri di cinismo. In parte é un augurio sincero, in parte un augurio di quelli che si fanno per sfottere, in entrambi i casi rimane comunque un augurio fatto di cuore ahah. Nel brano racconto una situazione di povertà nella quale ogni ragazzo di vent’anni si può rispecchiare, i sacrifici che si fanno per amore, anche a livello economico, i sogni e le speranze che ci portano a fare promesse stupide che il più delle volte non si realizzano mai. Questa volta viene nominato anche un “lui”, perché in una storia che prende una brutta piega c’é quasi sempre un “lui”, che ovviamente é molto più ricco, calmo e serio di te, ci puoi giurare ahah. Inoltre mi sembrava doveroso parlare della mia tendenza a soffocare i brutti momenti con qualche bicchiere di troppo, e della fortuna di avere al mio fianco Marco, che in un modo o nell’altro mi fa arrivare a casa sano e salvo, anche nelle notti peggiori. Marco esiste davvero ed é un po’ il mio Grillo Parlante. Il brano é stato scritto da me e successivamente arrangiato assieme a Matteo Costanzo, ha una struttura musicale molto minimale, é stata una scelta voluta al fine di renderlo molto più colloquiale e diretto. Come tipologia di lavoro discosta molto dalle pubblicazioni precedenti, la scrittura lo riconduce al mio immaginario ma a livello di sound é una cosa nuova per i miei ascoltatori.

Kobaan: “Notti e temporali”

Kobaan - cover Notti e Temporali
Kobaan – cover Notti e Temporali

Oggi esce su YouTube il videoclip di “Notti e temporali” (Babrù Music Srl) dei Kobaan, trio elettro-pop composto da Loïc Babbini (batteria e percussioni), Daniel Cantos (tastiere e produzione) e Walter Coppola (voce e chitarre). Il brano sarà disponibile in digital download a partire dal 16 marzo.

Il videoclip di “Notti e temporali” sarà una “Xibalba Session”, una forma per far conoscere i loro brani inediti che i Kobaan spiegano così: “Xibalba è il famoso regno dell’aldilà cui si accede attraverso la grotta che si trova a Cobán.

In questo modo vogliamo dare modo alle persone di addentrarsi nel nostro mondo, conoscerci ancora più a fondo e mostrare loro il nostro lato più malinconico.

La canzone parla della nostalgia dell’infanzia che accomuna molte persone, il desiderio di tornare bambini e di tornare ad avere paura del buio, delle notti e dei temporali. Il video è molto semplice per dare risalto alle parole della canzone ed è idealmente ambientato nella grotta di Cobán”.

Flamenco Tablao in teatro

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Teatro Giuditta Pasta (Saronno – VA)
Venerdì 9 febbraio 2018 | ore 21.00
Flamenco Tablao in teatro

La storia del Flamenco è molte cose, ma è soprattutto arte: è arte del mondo. Non il primo, ma certamente uno dei fenomeni artistici ‘migranti’ per eccellenza, che nel corso di pochi secoli ha visto fondersi culture diverse e molto lontane tra loro, a partire da quella indiana per poi attraversare quella araba, quella ebrea, quella africana e quella spagnola.

Quando parliamo di flamenco parliamo di musica, di ritmo, di canto, di danza e anche di poesia: un viaggio tra sentimenti emozioni, un perdersi tra tristezza e allegria, nostalgia e amore.

Il flamenco è una cultura che si è tramandata nella tradizione orale, che non ha lasciato scritti: è passata attraverso le parole, le “letras” dei canti e poco più. Ma questo è parte della sua magia.

Una serata speciale, nel cuore dell’Andalusia con cantanti, ballerine, musici, tanto folklore, divertimento e affascinanti coreografie.

“Ma dove sei” singolo d’esordio di Davide Amati, cantautore romano

Davide Amati
Davide Amati

Un pop chiaroscurato che veste di abiti sonori scanzonati un animo dalle venature più malinconiche, accompagna il racconto autobiografico della vita del musicista.

“Ma Dove Sei” è una canzone che parla del quotidiano di Davide, scritta durante una mattina senza scuola, in cui prevaleva la stanchezza per la solita routine e la poca forza nell’affrontare le difficoltà della giornata.

«C’è la nostalgia di una storia che ho vissuto insieme a una ragazza e che ho fatto fatica a smaltire e la consapevolezza di essermi distaccato troppo da me stesso». Davide Amati

Pacifico mercoledì 24 febbraio a Milano con “Le Mosche”. Ospite speciale Neri Marcorè

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Le prevendite per lo spettacolo, prodotto da Santeria Social Club in collaborazione con Gibilterra Management, Parole & Dintorni e Ponderosa Music & Art, sono disponibili al link www.mailticket.it e nella sezione shop del Santeria Social Club (http://www.santeriasocial.club/).

 “Le Mosche” nasce dalle pagine dell’omonimo libro del cantautore pubblicato lo scorso ottobre da Baldini & Castoldi e disponibile in edizione speciale e in tiratura limitata al sito http://goo.gl/U3QWlE.  «LE MOSCHE è un taccuino, che non aveva, finora, la presunzione di farsi libro.

Era un quaderno tutto rattoppato, pieno di segnacci e cancellature. Ore queste mosche sono appiccicate alla carta moschicida di un libretto vero, con copertina e rilegatura, un nugolo di mosche su carta che mi porterò dietro per una serie di concerti e presentazioni».

Durante lo spettacolo, la scenografia proietterà Pacifico in una dimensione sospesa tra la narrazione e il suono delle chitarre, regalando al pubblico sorrisi e riflessioni anche grazie al susseguirsi di fotogrammi immaginari.

Gli oggetti scenici sono a cura dell’artista Sergio Brumana, mentre i suoni e la programmazione sono affidati a Max Faggioni.

 «Ci sono nato a Milano. Sono cresciuto nella sua periferia – racconta Pacifico in merito allo spettacolo del 24 febbraio a Milano e al suo rapporto speciale con la sua città – Con gli amici si diceva “domenica si va a Milano”, la città era solo a 800 metri dai nostri palazzoni ma era comunque un altro posto. Anche perché con Milano si intendeva il centro.

Ogni giorno costruisci la tua nostalgia, in qualunque posto passi la costruisci. Milano poi, ha la nebbia, un effetto scenico, annerisce e ingrigisce, rende tutto impreciso e fumoso, accaduto e sognato. Io, senza saperlo, la mia nostalgia la costruivo fuori, al cinema d’essai in via Lanzone, nell’estate di musica all’arco della pace, intorno a certi calcetti col recupero fulmineo della pallina nella buca, nei locali dove si ascoltava jazz, con pochi soldi in tasca, noi freaks specialisti del far durare la birra tutta la serata.

Altri la stanno costruendo ora sotto il bosco verticale, o porteranno a mente una nottata interminabile e calda cominciata in un ristorante vietnamita all’Expo. Eppure, oggi non mi sembrano appropriati questi sentimenti di perdita se penso a Milano. Mi sembra lei scrolli le spalle, annoiata. È mezza nuova, e non riesco a pensare che prima fosse meglio. Sembra all’inizio di qualcosa. Mi sembra offra molti posti in cui passare, in cui sedersi, in cui trascorrere ore di cui poi ci si ricorderà. Forse parlo così perché vivo lontano.

Ma a me Milano oggi sembra un posto di cui altri, e molti, avranno nostalgia Da qui la fortuna di tornarci a suonare. Sarà una grande festa, di cui spero, alla fine, avremo tutti un po’ nostalgia»

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