Il Volo: 10 anni di successi nel mondo

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Dieci anni di carriera, in ascesa costante davanti a platee internazionali, un tour che da maggio 2019 ha entusiasmato tre continenti con i concerti in Giappone sold out, i live nelle più prestigiose location italiane, 30 mila spettatori nei concerti nell’Europa dell’Est e 70 mila spettatori in America Latina, l’uscita del best of “10 Years” a livello mondiale: IL VOLO è acclamato da dieci anni in tutto il mondo e anche questo 2019 è ancora ricco di appuntamenti.

È cominciato il gran tour promozionale de Il Volo all’estero, partendo dal Messico!
Dopo il sold out ad ottobre all’Auditorio Pabellon di Monterrey, sono tornati in Messico per presentare il nuovo best of “10 Years”. In 5 giorni i tre ragazzi, che portano il bel canto italiano in tutto il mondo vendendo milioni di dischi, sono stati ospiti di varie trasmissioni radiofoniche e televisive, tra cui il famoso programma messicano La Academia, reality show dedicato alla musica in prima serata. A Città del Messico Il Volo è stato accolto da migliaia di fan al firmacopie tenutosi al Reforma 222.

In questi giorni Piero, Gianluca e Ignazio proseguono il percorso per abbracciare i loro fan in Nord America. Il Volo è atteso e acclamato in tutte le principali città: New York, Miami, dove sono stati ospiti del celebre programma televisivo ¡Despierta América!, e poi Chicago, Los Angeles, Atlanta. Nel Nord America torneranno anche a febbraio 2020 per un tour che li vedrà esibirsi anche al Radio City Music Hall di New York (6 febbraio).

“La promessa dell’alba” nuova data di uscita al cinema

locandina
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L’adattamento cinematografico dell’opera di Romain Gary, LA PROMESSA DEL’ALBA, arriverà nelle sale italiane a partire dal 14 marzo e ci porta in un viaggio che attraversa la Storia. Dalla Polonia degli anni ’20, al Messico degli anni ’50, passando per il deserto africano, da Nizza a Parigi, e nella Londra dei bombardamenti, raccontando un’epopea spettacolare e intima che vede protagonisti inseparabili la volitiva e pasionaria Nina (Charlotte Gainsbourg) e l’adorato figlio Romain (Pierre Niney).
Insieme, madre e figlio, affronteranno mille peripezie per compiere il destino di Romain e garantirgli un ruolo di rilievo nella società francese.

LA PROMESSA DELL’ALBA di Eric Barbier e con protagonisti Charlotte Gainsbourg e Pierre Niney arriverà nelle sale italiane con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection a partire dal 14 marzo.

Al Mudec: ”Frida Kahlo. Oltre il mito”

mostra_interna_frida
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Promossa dal Comune di Milano e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, “Frida Kahlo. Oltre il mito” porta in Italia più di cento opere tra dipinti (una cinquantina), disegni e fotografie.

Frutto di sei anni di studi e ricerche, ha l’obiettivo di delineare una nuova chiave di lettura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche semplificatrici.

La mostra riunisce in un’unica sede espositiva, per la prima volta in Italia e dopo quindici anni dall’ultima volta, tutte le opere provenienti dal Museo “Dolores Olmedo” di Città del Messico e dalla “Jacques and Natasha Gelman Collection”, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, insieme a prestiti di diversi musei internazionali che permetteranno di ammirare alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese (tra questi il Phoenix Art Museum, il Madison Museum of Contemporary Art e la Buffalo Albright-Knox Art Gallery).

“Frida Kahlo. Oltre il mito” intende superare la visione semplicistica del lavoro dell’artista messicana, derivata dall’intreccio inestricabile tra la sua vita e la sua opera, dimostrando che per un’analisi seria e approfondita della sua poetica è necessario spingersi al di là dei limiti della sua biografia superando il mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni.

Afferma Diego Sileo, curatore della mostra, conservatore del PAC e storico dell’arte specializzato in arte contemporanea latinoamericana: “Per quanto possa sembrare paradossale, è proprio il gran numero di eventi espositivi dedicati a Frida Kahlo che ha portato ad ideare questo nuovo progetto perché – contrariamente a quanto appare – la leggenda che si è creata attorno alla vita dell’artista è spesso servita solo ad offuscare l’effettiva conoscenza della sua poetica. Fino ad oggi la maggior parte delle mostre su Frida Kahlo si sono infatti limitate ad analizzare, con una certa morbosità, i suoi oscuri traumi familiari, la sua tormentata relazione con Diego Rivera, il suo desiderio frustrato di essere madre, e la sua tragica lotta contro la malattia. Nel migliore dei casi la sua pittura è stata interpretata come un semplice riflesso delle sue vicissitudini personali o, nell’ambito di una sorta di psicoanalisi amatoriale, come un sintomo dei suoi conflitti e disequilibri interni. L’opera si è vista quindi radicalmente rimpiazzata dalla vita e l’artista irrimediabilmente ingoiata dal mito”.

Il percorso espositivo rivela come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e propone – attraverso fonti e documenti inediti ritrovati nel 2007 nell’archivio di Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico) e da altri importanti archivi, qui presenti per la prima volta, con materiali sorprendenti e rivoluzionari (archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias) – nuove chiavi di lettura della sua produzione.

I temi portanti della sua ispirazione artistica – come la ricerca costante della propria identità di donna e di artista, l’affermazione della “messicanità”, la sofferenza fisica, la sua leggendaria forma di resilienza – si riflettono nel progetto d’allestimento della mostra, che si sviluppa attraverso quattro sezioni: Donna, Terra, Politica e Dolore.

Nelle due lunghe vetrine curve che si affacciano sulla nuvola centrale del MUDEC, in perfetto dialogo con la mostra “Frida Kahlo. Oltre il mito”, si snoda il percorso dedicato a “Il sogno degli antenati. L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo”, visitabile gratuitamente.

Carolina Orsini, conservatore delle Raccolte Extraeuropee del Museo, e Davide Domenici, antropologo specialista di archeologia e storia dell’America indigena, hanno allestito una mostra-approfondimento che esplora appunto l’archeologia messicana attraverso un racconto fatto di oggetti archeologici ed etnografici di area mesoamericana provenienti dalla collezione permanente del MUDEC, in grado di dimostrare come il mondo indigeno e il passato precolombiano abbiano costituito elementi fondamentali della pratica artistica dell’artista messicana.

Sculture azteche, figurine fittili teotihuacane e ceramiche del Messico occidentale costituirono infatti per Frida Kahlo un lessico al tempo stesso identitario ed estetico, un patrimonio di forme e significati che permise all’artista di esprimere quella “messicanità” che – come si nota nella parallela mostra “Oltre il mito” – costituì uno dei temi portanti della sua opera e di quella vera e propria performance artistica che fu la sua vita.
La mostra si articola in una serie di sezioni dedicate al ruolo che il mondo indigeno e la riscoperta archeologica del suo passato precolombiano ebbero nella costruzione della nazione post-rivoluzionaria; al collezionismo di oggetti archeologici da parte di Frida Kahlo e Diego Rivera e alla loro riscoperta dell’estetica precolombiana; e alla “costruzione” dell’immagine di Frida Kahlo mediante il frequente uso, documentato da foto storiche, di abiti etnici e di antichi gioielli di giada.

INFO
SEDE ESPOSITIVA: MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)
DATE: Dal 1° febbraio al 3 giugno 2018
ORARI
Lun: 14.30_19.30 (Lunedì mattina aperto dalle 10.00 alle 14.30 SOLO per gruppi e scuole su prenotazione con ingresso ogni 15 minuti)
Mar, Mer, Ven, Dom: 9.30_19.30
Gio, Sab: 9.30_22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
BIGLIETTI Intero € 13 | Ridotto € 11
La mostra “Il sogno degli antenati. L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo” è visitabile gratuitamente.

Siddharta the Musical a Milano al LinearCiak

Siddartha el Musical
Siddartha el Musical

Dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuto nel tour italiano del 2013 e le date internazionali ad Edimburgo e Parigi, l’opera pop “Siddhartha The Musical” riprende il suo tour mondiale e dal 4 al 13 novembre arriva in Messico, a Guadalajara (TEATRO MONCAYO – PALCCO).

Lo spettacolo, completamente in lingua spagnola, vede ancora come protagonista Giorgio Adamo, nel ruolo del Principe Siddhartha.

Accanto a lui, un cast di attori e ballerini messicani e due ballerini italiani.

Lo spettacolo tornerà finalmente in Italia, a Milano, dal 2 febbraio 2017, al LinearCiak nella nuova versione Internazionale, con nuove scenografie, nuovi costumi e nuove coreografie.

Prodotto da “LILITH Sa”, è stato il primo musical interamente italiano distribuito da Broadway International Company, LLC.

Tale contratto di distribuzione internazionale ha portato SIDDHARTHA THE MUSICAL in tournée nei più importanti paesi asiatici: India, Cina, Giappone, Corea, Brunei e molti altri, tradotto in Inglese e in Lingua locale.

Tratto dall’omonimo libro di Herman Hesse, il musical Siddhartha, scritto da Isabeau, Fabio Codega e Fabrizio Carbon, racconta la continua ricerca verso l’illuminazione da parte di un principe destinato al lusso e alla sola bellezza che, spogliandosi delle sue vesti, lascia il suo castello dorato per scoprire la vera essenza della vita e le ragioni della sofferenza.

Un susseguirsi di quadri ed emozioni che coinvolgono il pubblico, lo emozionano, lo stupiscono fornendo spunti di riflessione: in un’epoca di crisi e di grandi trasformazioni socio economiche e valoriali la storia di Siddhartha rivela il senso profondo del vivere e spinge ad occuparsi gli uni degli altri.

Lo spettacolo è stato concepito con un susseguirsi di quadri, che rappresentano le grandi emozioni dell’esistere: la gioia della nascita, il fulgore della gloria, il dramma della morte, la strenua lotta della autentica ricerca interiore e la completa felicità nella ritrovata illuminazione. Messo in scena da un grande cast di cantanti e ballerini.

Le musiche coniugano echi della antica cultura indiana fino alle più contemporanee sonorità e, insieme alle scenografie e alle maxi proiezioni, avvolgono gli spettatori in un’esperienza multisensoriale molto coinvolgente.

Importante il contributo musicale di Beppe Carletti dei Nomadi che firma un finale emozionante e coinvolgente e di Osvaldo Pizzoli che al Flauto ha “colorato” le aree del Musical.

RODRIGO Y GABRIELA & C.U.B.A.

 

Festival Villa Arconati

26 giugno – 24 luglio 2012

18 luglio 2012, di Elisa ZiniRodrigo y Gabriela e la Cuban Orchestra C.U.B.A. approdano per la prima volta al Festival di Villa Arconati e regalano una serata indimenticabile.

Due ore di virtuosismi magici ieri sera al Festival in un concerto solo strumentale. Se nell’ Italia del secolo scorso, quando l’unico divertimento era il ballo, si danzava spesso al suono dell’orchestra composta unicamente dalla fisarmonica in Messico si potrebbe dire che la chitarra rappresenta lo strumento nazionale d’elezione. Rodrigo y Gabriela, marito e moglie, incantano il pubblico con il loro talento riportando la musica alla sua forma d’arte per eccellenza. Le note di Rodrigo y Gabriela donano un passe-partout con il quale si vive un sogno, si ascolta una storia, si respira cultura. Come una barca a vela con il vento tra i capelli la musica messicana espatria e si contamina di suoni, sapori, tradizioni e raggiunge tutti con la sua antica forma d’arte. La Cuban Orchestra ieri sera ha portato sul palco cinque elementi: tastiera, batteria, basso, sax e tromba accompagnati dalle impareggiabili chitarre dei coniugi messicani.

Rodrigo y Gabriela escono alla ribalta nel 2007 con il loro album d’esordio omonimo. In soli dodici mesi due album strumentali diventati best seller, due colonne sonore, “Il Gatto con gli stivali” e “Pirati dei Caraibi” e grande attenzione da parte del mercato discografico.

Le radici rock presenti nell’anima dei due talentuosi musicisti messicani attingono linfa e nutrimento e in una seducente alchimia miscelano i ritmi gitani messicani con i sapori cubani, con la polvere delle strade di periferia, in un’espressione musicale vigorosa.

Tutti in piedi ieri a Villa Arconati a ballare, tenere il tempo, fluttuare. Giovani e meno giovani, adulti e bambini tutti insieme oltrepassando i confini dello spazio e del tempo.