EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – CSKA Mosca

Assago (Milano), 9 aprile 2015 di Stefano Daprile. Milano si congeda dal palcoscenico europeo concedendo la vittoria, e un comodo allenamento, al Cska che agguanta contemporaneamente il primo posto di un girone colmo di rimpianti per le Scarpette Rosse.

L’amarezza di Gentile e compagni non deriva tanto dalla netta ripassata impartita dalla corazzata russa, che domina tutto il match prima di chiudere, mollando con largo anticipo, con un comodo e bugiardo 79 a 88, quanto per i troppi punti persi per strada con squadre assai più terrene rispetto agli extra terrestri atterrati questa sera al Forum.

Ora testa ed energie saranno dedicate interamente al campionato, dove Milano ha l’ultima pericolosa uscita di emergenza per evitare che la parola fallimento sia accostata a questa stagione.

Pagelle: Ragland 5,5 – Brooks 6 – Gentile 6 – Gigli s.v. – Cerella s.v. – Melli 5,5 – Kleiza 5 – Elegar 5,5 – James n.e. – Hackett 5 – Samuels 6 – Moss 5.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Enel Brindisi

Assago (Milano), 5 gennaio 2015 di Stefano Daprile. Ragland, Moss, Gentile, Melli e Samuels sono lo starting five scelto da Banchi alla ricerca di una prova convincente che dimostri che la debacle europea appena trascorsa non abbia lasciato scorie. Risponde il grande ex Piero Bucchi con Pullen, Denmon, Turner, James e Mays.

Nel pianeta campionato la vita di Milano si mostra apparentemente subito più facile, almeno il 6 a 0 iniziale, firmato dal solito Samuels dominante sotto le plance, sembra dare quell’indicazione. L’immediato sorpasso brindisino, tutto dall’arco, riporta le scarpette rosse sulla terra e ribadisce, oggi più che mai, che Milano anche in Italia non può permettersi pericolosi cali di concentrazione.

L’Enel gioca facile e con buona circolazione di palla arriva addirittura a doppiare l’Emporio sull’8 a 16. Il malumore aleggia sugli spalti, e il successivo +11 degli ospiti lo tramuta in piccoli, fastidiosi, fischi.

Ci pensa Brooks a rendere meno amara la situazione trovando di classe le giocate del 17 a 24 alla prima sirena.

Milano serra le maglie in avvio di seconda frazione portandosi a un solo possesso sfruttando il redivivo Melli, molto positivo in fase realizzativa. L’aggancio è nell’aria e lo firma uno dei soliti momenti “on-fire” di Brooks che con 2 triple consecutive scrive il 30 pari sui tabelloni. Sale in cattedra ancora Samuels che prova a dare, con 8 punti consecutivi, le spallate decisive per scrollarsi di dosso i pugliesi. Lo strapotere del centro nel pitturato è evidente ma non sufficiente per fughe significative. L’Enel rimane a contatto e va negli spogliatoi sotto solamente 41 a 39.

Samuels, col tabellino immacolato per tutto il primo tempo, continua la sua prova perfetta anche nella ripresa rivelandosi il grande incubo in mezzo ai sogni pugliesi di vedere corsari pugliesi al Forum.

Il centrone giamaicano, praticamente da solo, tiene a distanza gli ospiti. Quando in attacco si veglia anche Moss, il gap si dilata a 10 lunghezze prima dell’ultimo intervallo giunto sul 59 a 51 EA7.

Pullen dall’arco rimette 2 possessi di distanza del match. E’ partita vera e l’Olimpia, con Samuels a rifiatare in panchina, si affida al talento. Gli uomini di punta arrivano da oltre oceano e sono ovviamente Brooks, che ubriaca la difesa pugliese, e Kleiza, in ombra per tutta la gara, che pesca la tripla del +11 con metà frazione ancora da giocare. Si sblocca anche Meacham, ripagando i tanti minuti concessi da Banchi, riuscendo a coronare una prestazione dove la squadra con la sua regia ha sicuramente giocato meglio che con Ragland.

Milano controlla il finale di gara e porta a casa il match 77 a 68 con il contributo della tripla di Kleiza da distanza siderale sulla sirena. Il titolo di Campione d’Inverno è arrivato, ma la sensazione è che questa squadra debba trovare ancora una sua identità precisa. Avere Hackett a tempo pieno potrebbe essere la chiave della stagione.

Pagelle: Ragland 5 – Brooks 7 – Gentile 6,5 – Gigli n.e. – Cerella n.e. – Melli 6,5 – Meacham 6 – Kleiza 5 – James 4,5 – Hackett Squal. – Samuels 8 – Moss 7

OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – PASTA REGGIA CASERTA

EA7 - Caserta

Di Stefano Daprile, Assago (Mi) 14.12.14

Al Forum di Assago arriva la Pasta Reggia Caserta, fanalino di coda in campionato con nessuna vittoria all’attivo, e perfetta vittima sacrificale sul cammino di Milano alla ricerca del primo posto in Regular Season.

Alla palla a 2 saltano Samuels e Michelori, completano i quintetti Ragland, Moss, Gentile e Melli per l’Olimpia, Moore, Young, Vitali, e Antonutti per gli ospiti.

Passata l’invasione di peluche sul parquet in seguito ai primi 2 punti di Young, si ricomincia con una Milano morbida tanto quanto i pupazzi lanciati dagli spalti. A meno di metà frazione Caserta, in maniera perfino semplice,  doppia già l’Emporio 5 a 10. Samuels suona la carica con la schiacciata del meno 1, ma Caserta risponde volando +6 con le giocate di Vitali e Moore.

Coach Banchi sceglie di scuotere i suoi con un time-out e sembra riuscirci quando all’uscita capitan Gentile mette 4 punti consecutivi che sembrano il preludio del sorpasso. Caserta non ci sta e dimostra di non essere venuta semplicemente in gita e chiude la frazione sopra 17 a 22.

 

Nel secondo quarto Ragland trova le entrate giuste per mettere Milano a un possesso di distanza, ma Brooks, tornato in versione inizio di stagione, distrugge quanto di buono costruito dai compagni sprecando ogni pallone gli capiti tra le mani. Il sorpasso è comunque nell’aria anche perché l’attacco dei campani diventa improvvisamente sterile. E’ Kleiza dalla distanza a materializzarlo per il 28 a 27 EA7 e con un buon James, che conferma la crescita delle ultime apparizioni, Milano abbozza perfino un parziale. E’ l’Ex Mordente, salutato dal pubblico a inizio gara, ad annullarlo e a rimettere l’equilibrio dall’arco, prima che i liberi di Young mandino le squadre negli spogliatoi con, a sorpresa, Caserta condurre 34 a 36.

 

Nella ripresa tanto Gentile e la tripla di Samuels rimettono la gara in equilibrio a quota 41 con Caserta che continua a rispondere colpo su colpo alle giocate del Capitano. Difese appena abbozzate e 4 punti consecutivi di Moss scrivono il massimo vantaggio Olimpia sul 49 a 45. Milano cerca di premere sull’acceleratore sfruttando peso e centimetri che caricano gli ospiti di falli, ma solo nell’ultimo minuto della frazione riesce ad aprire una breccia nella stoica resistenza campana, riuscendo a giungere all’ultimo intervallo sopra 60 a 52.

 

In avvio di ultimo quarto l’Olimpia la tripla di Samuels mette la prima doppia cifra di vantaggio del Match. Ci si aspetta che la breccia diventi una voragine e invece Caserta trova la forza di tornare a meno 3 giocando tutt’altro che da ultima della classe. Il miglior Gentile della stagione e Kleiza ridanno dall’arco ossigeno all’attacco delle scarpette rosse. Altra boccata fondamentale la fa tirare Brooks che imbrocca la prima conclusione della sua pessima gara e rimette il +7 per l’Emporio. Caserta prova un ultimo disperato tentativo, ma Melli e Ragland mettono a un minuto dal termine la partita in ghiaccio. Milano vince  un match difficile e vero 78 a 71, ma quel che più conta è altrettanto vero primo posto in classifica ottenuto con la contemporanea sconfitta di Venezia.

 

La Partita

Pagelle: Ragland 7 – Brooks 5 –  Gentile 7,5 – Gigli N.E. –  Cerella 6 – Melli 6 –  Meacham 6 – Kleiza 6 –  James 6,5 – Hackett Squal. –  Samuels 7  – Moss 6

L’Olimpia Milano conquista il tricolore

Assago (Milano), 27 giugno 2014 di Stefano Daprile. Lo speaker ci prova: “Al termine della gara ci sarà la premiazione, siete pregati di non entrare in campo”. Ma le maglie rosse sugli spalti non ci sentono, probabilmente assordate dalle loro stesse grida ed emozioni, e da quella splendida situazione colma di energia positiva che il Forum di Assago racchiude. Si chiama Tifo. Si chiama Passione. Si chiama Sport. Scendono dalla curva, dalle tribune, dal secondo anello. Un cordone rosso a bordo campo instabile come un atomo di uranio. Lo speaker ci riprova, ripete l’annuncio, ma molto probabilmente non ci crede nemmeno lui. L’attesa è diventata maggiorenne, ha compiuto 18 anni, ed arginare l’onda rossa a bordo campo con le sole parole, sarebbe come arginare uno Tsunami costruendo un muretto. Il cronometro corre, le lacrime di gioia si mescolano ai brividi e ai sorrisi, poi l’esplosione, e la festa.

L’Olimpia torna ad essere Campione d’Italia. Anzi forse è opportuno chiamarla Olimpia Emporio Armani Milano, perché questo trionfo è assolutamente griffato Re Giorgio che ha raccolto le ceneri di una società allo sfascio, e l’ha saputa trasformare, con infinita pazienza e sofferenza, in una splendida realtà non solo italiana. Questa vittoria è soprattutto sua, e ci sono tanti indizi che dicono che potrebbe essere l’impulso per far si che le scarpette rosse aprano un ciclo che permetta di conquistare tante soddisfazioni , in Italia e in Europa, nelle prossime stagioni. Le basi sono gettate, sono solide e di qualità.

In una stagione dove abbiamo visto tutto e il contrario di tutto non era per nulla scontato vincere. Le difficoltà di Milano in questa finale, e in tutti i Play Off, hanno caricato ancor di più un ambiente già colmo di pressioni. Coach Banchi, come lui stesso ha ribadito, ha dovuto lavorare molto per sgombrare la testa dei suoi ragazzi dai fantasmi che le infestavano. Qualsiasi risultato che non fosse stato la vittoria sarebbe stato un fallimento. Un fardello assai difficile da sopportare, che sommato alla grande, grandissima, indimenticabile Siena ha reso questa vittoria ancora più dolce.

Elencare tutti i meriti degli avversari per quanto fatto è impossibile. Gli splendidi ragazzi dell’eccezionale Coach Crespi, già cancellati dalle malefatte targate Minucci, meritano gli stessi identici elogi dei vincitori. Dalla prossima stagione la Mens Sana ripartirà dal purgatorio delle serie minori, e per chi ama il basket già se ne sente la mancanza.

La partita: vietata ai deboli di cuore gara 7 è stata una partita incredibile. Milano gioca un gran primo tempo chiuso sopra di 7 lunghezze, dando l’impressione per grandi tratti di poter fare ancor più male a Siena.

In apertura di ripresa l’Emporio tocca il massimo vantaggio sul 41 a 29. I 12.000 del Forum sono in delirio. Ci si aspetta la resa di Siena ma non è nel loro DNA.
A cavallo delle ultime 2 frazioni la Mens Sana piazza un parziale di 19 a 2 che avrebbe potuto disintegrare il palazzetto. A 7 minuti dal termine gli ospiti toccano il loro massimo vantaggio sul 50 a 58.

Coach Banchi rischia e sceglie di tenere sua maestà Langford fuori dal quintetto. Scelta azzardata ma vincente. L’EA7 trascinata dal pubblico, chiamato in causa nel momento di maggior difficoltà da uno strepitoso Melli, riaggancia la parità con la tripla di Jerrells e con l’MVP delle Finals Gentile, che si carica le scarpette rosse sulle spalle. E’ pandemonio puro. Melli mette la ciliegina sulla torta della sua fantastica prestazione firmando il sorpasso. Hackett, tutta la partita col limitatore, si scioglie e trova le giocate che firmano il break decisivo. Finisce 74 a 67. Inizia la festa, l’Olimpia e il suo pubblico si fondono. E’ tornato l’amore, anzi non era mai andato via, ma questa vittoria ha tolto tutte le scorie che ne impedivano di splendere. Ora è luminosissimo.

Pagelle: Gentile 8 – Cerella 6,5. – Melli 7,5 – Hackett 7 – Kangur s.v. – Langford 6,5 – Samuels 6 – Wallace s.v. – Lawal 6,5 – Moss 6,5 – Jerrells 7.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Panathinaikos Atene

Assago (Milano) 27 febbraio 2014 di Stefano Daprile. La partita: Diamantidis, Ukic, Maciulis, Gist e Lasme è lo starting five scelto dal Panathinaikos per l’insidiosa trasferta in un Forum praticamente tutto esaurito. Risponde Milano con Hackett, Langford, Moss, Melli e Samuels.

Gist è il primo grattacapo da risolvere per la difesa EA7. Il centro ospite domina sotto i tabelloni e piazza 7 dei primi 9 punti greci del match. Milano ribatte colpo su colpo con una buona circolazione di palla e ottime percentuali dall’arco che mantengono a metà frazione una perfetta parità a quota 11. Uscito Hackett carico di falli, Milano sterilizza l’attacco greco e piazza un 8 a 0 di parziale continuando a costruire buoni tiri per tutto il quintetto, e chiudendo la prima frazione sopra 19 a 13.

Si ricomincia con lo Showtime EA7. Il mini parziale di 8 a 2 è uno spot meraviglioso per la pallacanestro. Si susseguono nell’ordine le perle di Gentile, Langford e Jerrells che sommate a una efficacissima difesa lanciano l’Olimpia con il primo vantaggio in doppia cifra della serata sul +12. Cerella con la tripla del +15 butta benzina sugli spalti infuocati e costringe gli ospiti in timeout. Gli applausi sono scroscianti e proseguono per i restanti 3 minuti di frazione dove Milano allunga fino al +18 prima della tripla sulla sirena di Bramos che manda le squadre negli spogliatoi sul 41 a 26.

Si rientra in campo col Pana decisamente più concentrato. Il 6 a 0 di contro parziale greco toglie la doppia cifra di vantaggio e mette qualche ombra in una serata di sola luce. Ci pensano Langford e 2 penetrazioni di Hackett, finalmente entrato in partita, a ristabilire distanze più tranquille. Poi lo stesso Langford si inceppa dalla lunetta trovando un misero 1 su 3 ma il successivo gioco da 3 punti di Samuels rimette 16 punti tra le squadre. Il Pana piazza un 5 a 0 utile per rientrare nel match e far riaccomodare in panchina Hackett carico con 4 falli. L’ingresso di Jerrells non da lo stesso effetto del primo tempo e i greci continuano con pazienza a rosicchiare gli avanzi concessi dalla difesa EA7. Si torna a +9 prima del lampo di grinta di Samuels che con 4 punti consecutivi rimanda in estasi gli spalti gremiti del forum per il 59 a 46 preludio del 59 a 49 dell’ultimo intervallo.

Milano inizia l’assalto finale sfruttando ancora la potenza di Samuels sotto i tabelloni, ma facendo una fatica enorme a trovare spazi tra le serratissime maglie verdi. Ne conseguono solo tiri difficili e tanti ferri, al contrario del Pana che con l’Ex Fotsis e Gist torna pericolosamente a sole 3 lunghezze con poco meno di 4 minuti da giocare. Ancora Samuels muove il punteggio ma solo con un misero libero. Sul fronte opposto Hackett ruba il pallone per il contropiede concluso anch’esso con il singolo libero di Langford. Si apre una fase di botta e risposta immediata tra i 2 team che fa danzare il punteggio tra il +5 e +3 EA7.

La tanto attesa esplosione di gioia delle tribune del Forum si ha con la tripla dell’ex anatroccolo Cerella. Ma non basta ancora. Il Pana ha tempo e ci crede. Fotsis e Diamantidis sono glaciali dalla lunetta. Moss non è altrettanto bravo e fa mezzo bottino, ma nel finale thrilling è Melli l’uomo nero Olimpia, perdendo ingenuamente il pallone che concede il meno 3 di Wright, e poi rimediando un esiziale 0 su 2 in lunetta.

Con 2 minuti residui Fotsis è glaciale dalla Lunetta, Il Pana è a meno 1, Langford raddoppia il gap sbagliando l’ennesimo libero di una serata infausta a cronometro fermo per l’Emporio, ma i 3 secondi residui non bastano al Pana per provare la conclusione. Milano vince al fotofinish 77 a 75. Qualificazione un po’ più vicina, ma guai a rilassarsi troppo visto il calendario ricco di insidie.

Pagelle: Gentile 6 – Cerella 6,5 – Melli 5,5 – Hackett 5,5 – Kangur 5,5 – Langford 7 – Samuels 7,5 – Wallace n.e. – Lawal 5,5 – Moss 6 – Jerrells 6,5.