Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Enel Brindisi

Assago (Milano), 19 gennaio 2014 di Stefano Daprile. Se qualcuno avesse dei dubbi sulla posizione in classifica dell’Enel Brindisi prima della sfida contro l’Olimpia, non abbia timore di prendere una cantonata. Erano la squadra che ha terminato in testa il girone di andata, e l’imbarcata presa questa sera al Forum non è frutto di un calo fisico o di un’eccessiva rilassatezza dei ragazzi guidati dell’Ex Pierino Bucchi. Semplicemente l’Olimpia, dopo un rodaggio di 3 mesi circa, è diventata una fuoriserie bella e fiammante. Il cammino ormai è tracciato. Per vincere in Italia, e perché no anche in Europa, bisognerà passare per forza dal Forum di Assago.

La partita: quintetti di partenza composti da Hackett, Langford, Gentile, Melli e Samuels per Milano, Dyson, Snaer, Lewis, James e Chiotti per i leader del campionato. Hackett parte a razzo con 4 punti, ma, come accaduto 2 giorni prima in Europa, si autoelimina dopo 3 minuti di gara commettendo il secondo fallo personale. In altri periodi sarebbe stato quasi un dramma, ma non di questi tempi dove si respira intorno alle scarpette rosse un atmosfera tutta diversa.Spazio a Jerrells e alle giocate di Gentile che con 2 contropiedi manda Milano sopra 10 a 5. Brindisi prova a rispondere ma il “play di riserva” subentrato al (già) leader dell’Olimpia, non fa rimpiangere il suo illustre collega. 5 punti consecutivi per Jerrells , che sommati ai 5 di Langford, permettono già alle scarpette rosse le prime prove di fuga sul 24 a 11. La tripla di Gentile del 27 a 11 ribadisce tutta la bontà del lavoro che sta compiendo Coach Banchi. Squadra profonda, solida in ogni reparto, e sicura dei propri dei mezzi. Un carro armato contro i fioretti pugliesi, annichiliti con il 32 a 13 della prima frazione.Si riprende con Brindisi che ha il dovere di imbastire una reazione convincente. Bulleri e James abbozzano un tentativo di rientro aprendo il periodo con un 7 a 0, ma Langoford e Jerrells evitano che il contro parziale diventi più pesante. Milano ha il colpo del KO in agguato e trova un uno/due micidiale firmato da Moss, imbeccato in contropiede dall’ottimo contributo di Cerella, e da Kangur che pesca la tripla del nuovo +17, parziale che accompagnerà le squadre negli spogliatoi in virtù del 49 a 32 scritto sui tabelloni.

Ritmi ancora alti nel secondo tempo, ma la meno brillantezza porta a qualche errore di troppo. Brindisi riesce comunque nei primi minuti a rosicchiare qualcosa a Milano, ma Gentile e Jerrells rendono qualsiasi tentativo di rientro una fatica colossale. Quest’ultimo si traveste poi da leader con le triple del +17 e +20, lanciando un messaggio confortante alla società e agli 8000 del Forum, che, anche in una serata poco brillante di Hackett, la squadra è in buone mani. Pazzesca la crescita dell’Ex Besiktas e Fenerbahce, passato in un mese dalla graticola a sesto uomo di extra lusso per l’EA7. L’altra arma impropria, Langford, mette la ciliegina sulla torta trovando sulla sirena la tripla del 70 a 47 che significa che la pratica primi in classifica risulta già superata a 10 minuti dal termine, con autorità e scioltezza disarmante.

Il garbage time dell’ultima frazione porta l’Emporio a condurre fino di 29 punti prima dell’impietoso 89 a 65 finale.

Pagelle: Gentile 7 – Gigli s.v.- Cerella 6,5 – Melli 6 – Hackett 5,5 – Kangur 6 -Langford 7,5 – Samuels 6 – Wallace 6 – Lawal 5,5 – Moss 6,5 – Jerrells 8

 

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Brose Bamberg

Desio (MB), 13 dicembre 2013 di Stefano Daprile. Milano stacca il biglietto per le Top 16 della massima competizione europea soffrendo oltre misura contro una squadra, a detta di Coach Banchi, al top della propria forma fisica. E proprio la maniera in cui è scaturito questo successo è l’elemento che lascia intravedere ampi squarci di sereno nell’orizzonte Olimpia.

Questa squadra sta lentamente crescendo, ma mette in campo dei picchi notevoli d’intensità e di impegno che l’intera società si augurava fin da quando questo roster ha iniziato a prendere forma in estate. Trovare continuità di rendimento, specie lontano da casa, sono i prossimi obiettivi da inseguire.

La Partita

Saltano Melli e Zirbes. Completano i quintetti, Jerrells, Langford, Gentile e Chiotti per Milano, Goldsberry, Gavel, Jacobsen e Velickovic per Bamberga.

La scelta di Chiotti in quintetto non si rivela vincente. Milano soffre sotto le plance e i lunghi tedeschi lanciano Bamberga con un bruciante 2 a 11 iniziale. Trovate le misure per Zirbes e Velickovic, Langford a suon di triple inizia a ricucire lo strappo. La grinta di capitan Gentile attiva Jerrells che rimette l’Olimpia a un possesso di distanza. Il lampo di classe in semigancio di CJ Wallace regala la prima parità a quota 20, prima della tripla di Smith che sancisce il 20 a 23 al primo intervallo.

Langford gioca da leader, Lawal e Moss completano l’ennesimo aggancio, mentre il Jumper di Gentile firma il primo sorpasso. Milano scalda i motori alzando i ritmi e l’intensità, ma sono soprattutto gli animi a scaldarsi. Tecnici, contatti ai limiti della sportività e accenni di rissa rendono il match nervoso a testimonianza dell’alta posta in palio in campo. Nella Royal Rumble generale si ergono protagonisti Lawal e Gentile, che racimolano però solo un misero tesoretto di 3 punti di margine per il 37 a 34 sul gong di fine primo tempo.

4 punti di Melli aprono la ripresa. Sembra il segnale che Milano possa scappare, e invece l’attacco EA7 s’inceppa commettendo il pericoloso errore di incaponirsi dalla distanza anziché cercare tiri più facili. Bamberga ne approfitta e costruisce un parziale di 10 a 0 che ribalta punteggio e inerzia. L’Olimpia prova a ritrovarsi e “sbucciandosi le ginocchia” ha il merito di mantenere la gara in equilibrio nel momento migliore degli ospiti. Un Jerrells in ripresa, ma ancora opaco in regia, scrive la parità e il nuovo vantaggio EA7 prima che Bamberga trovi allo scadere i 2 punti di Wright che valgono il 51 a 52 sui tabelloni.

Il Brose vola a +5, un ottimo Lawal, anche in lunetta, accorcia. La nuova parità è firmata da Langford ma dura un battito di ciglia. Le scarpette rosse sembrano costrette a inseguire perennemente e lo sforzo si legge chiaramente nei volti dei ragazzi di Banchi. Capitan Gentile di classe e cuore reimpatta 2 volte il match. Jerrells prende spunto e lo imita attaccando bene il ferro, ma l’attacco tedesco produce qualcosa da ogni possesso. Lawal non completa l’Alley-Oop disegnato da Jerrells, Bamberga ha il match point, ma il tiro di Smith del possibile +6 con meno di un minuto da giocare disegna tutto il ferro ed esce. Melli corregge in tap-in la sua stessa conclusione e dice 72 a 73 con 39 secondi residui. Milano alza gli scudi e disinnesca il possesso tedesco. Gentile ai liberi è glaciale e dice +1 Olimpia. Mancano 16 secondi, Bamberga esce dal timeout trovandosi di fronte le mura di Milano ricostruite per l’occasione. Smith, marcato splendidamente da Melli, sbaglia l’ultima conclusione. Jerrells cattura il rimbalzo e i primi scroscianti applausi della stagione nei suoi confronti. L’Olimpia soffre ma trionfa 74 a 73. Gli applausi si estendono a tutta la squadra e la cosa più bella è che quest’anno sta succedendo spesso

Pagelle: Gentile 7,5 – Gigli N.E. – Cerella N.E. – Melli 7 – Tourè N.E. – Kangur N.E. – Haynes 5 – Langford 7 – Samuels Inf. – Wallace 6 – Lawal 7,5 – Moss 7 –Jerrells 6,5

 

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Sutor Montegranaro

Desio (MB), 8 dicembre 2013 di Stefano Daprile. La Partita: i 5 iniziali scelti da Coach Banchi sono Jerrells, Langford, Gentile, Wallace e Lawal. Risponde Coach Recalcati con Mayo, Cinciarini, Collins, Skeen e Sakic.

Milano non sembra sufficientemente concentrata. Il solo Lawal dimostra presenza sotto canestro, e insieme ai canestri di Gentile, cerca di scuotere i suoi. Montegranaro al contrario è attenta e con Skeen perfora sistematicamente la tenera difesa EA7. Dopo poco più di 6 minuti il centro americano è già in doppia cifra, permettendo alla Sutor di condurre 12 a 18. Banchi prova a cambiare la marcatura giocando la carta Melli, ma Skeen rimane un rebus irrisolto per la difesa Olimpia e il gap sale a 8 lunghezze. Ci pensa Niccolò Melli “on fire” con 3 triple consecutive ad evitare pericolose fughe degli ospiti, permettendo a Milano di chiudere la prima frazione sotto solo 26 a 30.

Due bombe di Collins riportano la Sutor a +8. E’ sempre Melli per Milano a provare a suonare la carica; i suoi compagni questa volta sembrano ascoltare perché Cerella e Moss ci mettono più dinamismo e riequilibrano la gara a quota 38. Il primo vantaggio EA7 è cosa fatta grazie agli assist di Gentile, ancora in versione Play, per Moss e l’oggetto misterioso Haynes. Montegranaro sembra accusare il colpo quando Moss alza le barricate in difesa e colpisce per il primo +7 Olimpia. Invece i marchigiani riescono ancora a trovare nuove energie e con 4 liberi rientrano chiudendo il primo tempo sotto 49 a 46.

Milano nella ripresa ha un’altra faccia. Melli e Moss lavorano ai fianchi mentre i 2 alley oop consecutivi di Lawal sono i colpi che fanno cadere al tappeto la Sutor. 63 a 50 e titoli di coda in arrivo. Sul velluto l’Olimpia incrementa il margine. Jerrells e ancora Moss dicono +20, terzo alley oop di Lawal, contropiede in solitudine di Jerrells e le scarpette rosse straripano chiudendo la frazione sopra 78 a 54 in virtù del 29 a 8 di parziale.

Ennesimo quarto di Garbage Time per Milano. Tra le mure amiche, Desio o Assago, non è la prima volta nella stagione che accade. Il match termina con Tourè che firma i 100 invocati dal pubblico per il 101 a 85 finale. Resta sempre più un mistero la differenza di rendimento di questa squadra tra casa e trasferta. A Coach Banchi svelarne la causa.

Pagelle: Gentile 6,5 – Gigli N.E. – Cerella 6,5 – Melli 7,5 – Tourè N.E. – Kangur N.E. –

Haynes 6 – Langford 6 – Samuels Inf. – Wallace 5,5 – Lawal 5,5 – Moss 7 – Jerrells 6,5

Olimia EA7 Emporio Armani Milano – Grissin Bon Reggio Emilia

Assago (Milano), 24 novembre 2013 di Stefano Daprile. Starting five composti da Jerrells, Langford, Cerella, Wallace e Samuels per Milano, Cinciarini, Karl, Silins, White e Brunner per Reggio Emilia.

Prime fasi e la scarsezza di energie ventilata alla vigilia da Coach Banchi di Milano è già evidente. Manovra lenta e piedi che sembra non si stacchino da terra. A metà frazione gli ospiti possono già scappare in doppia cifra in virtù del 4 a 14 che costringe il coach campione d’Italia a chiamare timeout. Alla ripresa anche la Grissin Bon inizia a produrre poco in attacco, permettendo all’Olimpia, più per demeriti altrui che per meriti propri, prima di dimezzare il gap con i canestri di Langford, e poi di trovare sulla sirena la seconda tripla di un buon Wallace per un più tranquillo 15 a 17 al termine del primo periodo.

Sorpasso completato in avvio di seconda frazione, merito del semigancio del miglior Wallace in maglia Olimpia che firma la parità, e del Jumper di Moss. Coach Banchi sceglie di riprovare il quintetto con Langford Play, i risultati sono senza infamia e senza lode, ma quando in cabina di regia torna Jerrells la situazione di certo non migliora. 4 punti consecutivi di capitan Gentile permettono al l’EA7 di rimanere sopra. Banchi cambia totalmente le carte in tavola passando dal quintetto senza Play a quello col doppio “Play” guidato dai presunti Jerrells e Haynes. E’ un chiaro segnale che in cabina di regia i lavori in corso continuano visto lo scarso rendimento dei 2 titolari in roster.

La doppia regia permette comunque a Jerrells di sbloccarsi alla voce assist, e ad Haynes di trovare la tripla del 33 a 29 che porta le squadre negli spogliatoi.

La ripresa si apre con una sola squadra in campo: l’Olimpia. I colpi di Langford e i suoi ricami per un ottimo Samuels fanno malissimo a Reggio Emilia. Quando al banchetto si uniscono anche Gentile e Jerrells per Reggio Emilia non c’è più vita ne speranza. Il 17 a 0 in 5 minuti ha il sapore di una galleria presa contromano. Un appoggio al tabellone di White è un premio di consolazione che non consola. Milano non si accontenta, gioca sul velluto, e il vantaggio assume proporzioni mostruose quando sui tabelloni si legge 67 a 32. Cinciarini, col secondo canestro della frazione della Grissin Bon, fissa il punteggio al termine del periodo sul 67 a 34 e pone fine a una tra le frazioni più dominate nella storia del nostro campionato in virtù del 34 a 5 parziale.

Solo garbage time nell’ultimo periodo, Milano si accontenta e vince 73 a 52. Ora l’imperativo diventa replicare le ultime buone prove fuori dalle mura amiche del Forum.

Pagelle: Gentile 6,5 – Gigli Inf. – Cerella 5,5 – Melli 6,5 – Tourè N.E. – Kangur Inf. – Haynes 6,5 – Langford 7 – Samuels 6,5 – Wallace 7 – Lawal 5,5 – Moss 6 – Jerrells 5,5

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Giorgio Tesi Group Pistoia

Assago (Milano), 4 novembre 2013 di Stefano Daprile. Sembrerà un paradosso, ma ci sono molti più fattori positivi nell’imbarcata presa a Madrid in Eurolega la scorsa settimana che in questa netta vittoria dell’EA7 sul fanalino di coda Pistoia, neo promossa e con zero vittorie in questo inizio di stagione.

Milano a tratti con la corazzata spagnola ha giocato con un intensità e un’attenzione che non si vedeva da tempo sul parquet. Poi il roster infinito del Real ha fatto la differenza, ma l’Olimpia si sta dimostrando in lenta e costante crescita. Per accelerarla la società in settimana tamponerà l’emergenza lunghi con la firma di uno dei centri più positivi dello scorso campionato, l’ex Roma Gani Lawal, giocatore con caratteristiche complementari a Samuels, che aggiungerà sicuramente più atletismo, difesa e soluzioni a Coach Banchi, specialmente in Europa.

La Partita:

Il Coach campione d’Italia sceglie come starting five Jerrells, Gentile, Moss, Melli e Samuels. Risponde Coach Moretti con Wanamaker, Gibson, Washington, Daniel e Johnson.
Pivot protagonisti in avvio. Johnson in positivo per Pistoia, Samuels in negativo per Milano. La guerra tra le torri manda gli ospiti sopra 3 a 8, con l’intero quintetto di Banchi che appare molle e svogliato. Melli scuote i suoi e senza premere più di tanto sull’acceleratore l’EA7 trova un contro parziale di 11 a 0 che lascia già intravedere tutti i limiti della tenera difesa toscana.

Anche Langford è insolitamente fuori fase, ci pensa allora Moss ad accompagnare i suoi al primo intervallo sopra 18 a 13.

90 secondi di seconda frazione e Coach Banchi è già costretto a chiamare timeout per interrompere la seconda dormita collettiva dei suoi ragazzi che regalano ancora a Johnson i 2 canestri più facili della serata. Langford cerca la retta via, ma quello che trova è solo un ingenuità che regala un tecnico e 4 punti dalla lunetta agli ospiti, che impattano la gara a quota 21.

Milano produce, faticando, qualcosa in attacco con Melli, il meno apatico dei suoi, e sfrutta un paio di contropiedi regalati dagli ospiti che riescono a innescare perfino lo spento Langford.

Si galleggia fino all’intervallo lungo con l’Emporio che trova un buon +9, ma solo in termini di punteggio (33 a 24).

Il primo vantaggio in doppia cifra arriva immediatamente all’inizio del secondo tempo con il jumper di Gentile del 35 a 24. In un Amen il gap sfiora il raddoppio con le triple di Melli e Moss ben imbeccati da Capitan Gentile. Il Match sul 45 a 26 è virtualmente concluso e nemmeno la terza dormita collettiva, che produce un 7 a 0 per Pistoia , mette in discussione il punteggio. La noia regna sovrana, sprazzi di Langford e la solita concretezza di Moss non riescono a rendere la partita meno brutta, e ci si trascina fino all’ultimo intervallo sul 56 a 39.

L’ultima frazione è di puro Garbage Time. L’Olimpia ottiene i 2 punti vincendo 75 a 55 e mantiene la testa classifica affollata come un party in un monolocale. Di indicazioni ne sono emerse poche, se non quella che per valutare la crescita di Milano occorre altro tempo e soprattutto altri avversari.

Pagelle: Gentile 6 – Gigli Inf. – Cerella 5,5 – Melli 6,5 – Tourè s.v. – Kangur Inf. – Haynes 5 – Langford 6 – Samuels 5,5 – Wallace 6 – Moss 6,5 – Jerrells 5,5