È Despar l’Insegna preferita

Despar
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DESPAR È L’INSEGNA DELL’ANNO 2020-2021
NELLA CATEGORIA SUPERMERCATI

Despar si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento che premia le insegne più amate dai consumatori. L’impegno nel garantire un alto livello di servizio e di sicurezza durante l’emergenza Coronavirus, la nuova comunicazione e la qualità dei prodotti a marchio hanno contribuito a posizionare Despar tra i brand più apprezzati dal pubblico.

È Despar l’Insegna preferita dagli italiani nella categoria “supermercati”. Il Consorzio, che riunisce sette aziende della distribuzione alimentare operanti con i marchi Despar, Eurospar e Interspar, si è infatti aggiudicato l’ambito riconoscimento Insegna dell’Anno nella categoria Supermercati per l’edizione 2020-2021.

Il prestigioso award internazionale, nato nel 2003 nei Paesi Bassi, ha quest’anno valutato 543 Insegne. Prezzo, assortimento, assistenza, servizio, competenza, informazioni, aspetto e facilità d’acquisto sono stati i parametri presi in considerazione dalle oltre 205mila preferenze espresse.

In un anno così particolare, Despar Italia ha dimostrato il forte legame di fiducia con i consumatori attraverso un impegno costante per assicurare sicurezza e continuità di servizio all’interno dei propri punti vendita. L’alta qualità dei prodotti a marchio, la valorizzazione dei territori e un’offerta attenta ai temi del benessere delle persone e alla sostenibilità ambientale sono stati ulteriori elementi che hanno contribuito all’immagine dell’azienda.

“Questo riconoscimento è per noi motivo di orgoglio e di grande soddisfazione. Conferma come i valori che ci ispirano siano stati pienamente percepiti e condivisi dalle persone.
Con il nuovo slogan “Il Valore della Scelta” e la nuova campagna di comunicazione, creata in occasione del 60° anniversario di Despar Italia, vogliamo farci conoscere ancora meglio per rafforzare la fiducia degli italiani verso la nostra Insegna raccontando la nostra passione per la qualità, le tradizioni del territorio, il benessere delle persone e la tutela dell’ambiente”, ha dichiarato Lucio Fochesato, Direttore Generale di Despar Italia.

Posticipo di “Insopportabilmente Donna-Live a Teatro”

tess insdonna 21
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A causa della situazione sanitaria attuale, dovuta al protrarsi dell’emergenza Coronavirus, “INSOPPORTABILMENTE DONNA – LIVE A TEATRO”, spettacolo comico di TESS MASAZZA prodotto e organizzato da Vivo Concerti e originariamente previsto a novembre 2020, è posticipato ad aprile e maggio 2021.
I biglietti precedentemente acquistati resteranno validi per le nuove date.
Di seguito il nuovo calendario date:

Venerdì 23 aprile 2021 || Mestre (VE) @ Teatro Corso – POSTICIPATA
Lunedì 26 aprile 2021 || Milano @ Teatro Nazionale CheBanca! POSTICIPATA – SOLD OUT
Martedì 27 aprile 2021 || Milano @ Teatro Nazionale CheBanca! – POSTICIPATA
Giovedì 29 aprile 2021 || Bologna @ Teatro Celebrazioni – POSTICIPATA
Venerdì 30 aprile 2021 || Firenze @ Tuscany Hall – POSTICIPATA
Mercoledì 5 maggio 2021 || Torino @ Teatro Colosseo – POSTICIPATA

LO SPETTACOLO
Sono passati più di 5 mesi e Tess non riesce a superare la fine della sua relazione più importante: le due migliori amiche, Giulia e Mary, preoccupate, decidono di aiutarla in vista di un matrimonio nel quale sarà presente anche l’ex ragazzo. Chiamano quindi Zac, un affascinante professionista che ha il compito di far disinnamorare la nostra moderna Bridget Jones attraverso esercizi metodici un po’ assurdi. Tra segreti svelati, bisticci, colpi di scena e una verità molto scomoda che metterà in discussione l’amicizia tra le ragazze, Tess riuscirà ad andare avanti e dimenticare l’amore passato?

Maltrattamento infanzia in Lombardia

Rischio maltrattamento infanzia
Rischio maltrattamento infanzia

Rischio maltrattamento infanzia: Lombardia decima
Presentato Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia dell’organizzazione umanitaria Cesvi. La Lombardia scende di una posizione rispetto al 2019. Fattori di rischio acuiti ulteriormente dall’emergenza Covid-19 che ha messo a dura prova anche i servizi di prevenzione e contrasto. Le proposte e gli interventi di Cesvi.
Sale il livello di esposizione della Lombardia in relazione al rischio di maltrattamento all’infanzia: a fronte di un miglioramento in relazione ai fattori di rischio presenti sul territorio, si registra un lieve arretramento rispetto ai servizi di prevenzione e contrasto al fenomeno. È quanto emerso dalla III edizione dell’indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia “Restituire il Futuro” dell’organizzazione umanitaria Cesvi, redatto dalle ricercatrici Giovanna Badalassi e Federica Gentile. L’Indice – sviluppato sotto la guida di un comitato scientifico di altissimo livello composto da Autorità Garante Infanzia e Adolescenza, Istat, MIUR, Istituto degli Innocenti, CISMAI, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali – è stato presentato in occasione di un incontro digitale moderato dalla giornalista del TG2 Francesca Romana Elisei che ha visto la partecipazione della Ministra alle Pari Opportunità professoressa Elena Bonetti.

Il fenomeno del maltrattamento sui bambini è forse la peggiore tra le emergenze sociali sia per la sproporzione di forze tra il maltrattante e il maltrattato sia per il tradimento della fiducia che i bambini ripongono negli adulti. Tutte le forme di maltrattamento hanno conseguenze gravi non solo sui bambini/e, ma anche sulla società: gli ex bambini maltrattati, sono oggi adulti che vivono con un pesante fardello di dolore che spesso scaricano sui propri figli, generando un circuito vizioso di trasmissione intergenerazionale. In Italia si stima che 47,7 minorenni su 1.000 siano seguiti dai servizi sociali. Di questi quasi 100.000 sono vittime di maltrattamento . Il maltrattamento sui bambini è infatti la conseguenza ultima di una situazione di disagio che coinvolge le figure genitoriali e il contesto familiare, ambientale e sociale nel quale i bambini crescono.

L’Indice analizza la vulnerabilità al fenomeno del maltrattamento dei bambini nelle singole regioni italiane, attraverso l’analisi dei fattori di rischio presenti sul territorio e della capacità delle amministrazioni locali di prevenire e contrastare il fenomeno tramite i servizi offerti. Il risultato è una graduatoria basata su 64 indicatori classificati rispetto a sei diverse capacità che rappresentano la struttura portante dell’Indice: capacità di cura di sé e degli altri, di vivere una vita sana, di vivere una vita sicura, di acquisire conoscenza e sapere, di lavorare, di accesso a risorse e servizi.

LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA. La Lombardia, preceduta da tutte le altre regioni del nord Italia, si posiziona al 10° posto dell’Indice, perdendo un livello rispetto all’anno precedente. A fronte di un basso livello dei fattori di rischio (5° posizione tra le regioni meno vulnerabili), la Lombardia occupa soltanto il 13° posto sul fronte dei servizi di prevenzione e contrasto, distaccandosi di molto dalle altre regioni del nord Italia. In particolare, la Lombardia registra un peggioramento rispetto allo scorso anno in relazione a quattro capacità su sei: capacità di cure (dal 3° al 11° posto), capacità di vivere una vita sana (dall’8° al 12° posto), capacità di vivere una vita sicura (dal 7° all’11°) e capacità di acquisire conoscenza e sapere (dal 3° al 15°). Migliorano invece le capacità lavorare (dal 5° al 4° posto) e quella di accedere alle risorse e ai servizi (dal 7° al 5°). La Lombardia si colloca quindi tra le regioni “stabili” che combinano situazioni ambientali favorevoli con sistemi di servizi invece inferiori alla media nazionale. Cesvi ha attivato nella città di Bergamo diversi progetti mirati a prevenire e contrastare i fenomeni di trascuratezza e maltrattamento infantile in collaborazione con il Consorzio FA. Nel 2020 sono previste attività laboratoriali all’interno dei Centri Diurni gestiti da Generazioni Fa per la valorizzazione delle risorse dei bambini e adolescenti, percorsi di supporto alla genitorialità finalizzati alla promozione di atteggiamenti e pratiche positive nella relazione educativa genitori-figli (“genitorialità positiva”) e confronto sui temi del bullismo e delle differenze di genere che attraversano le vite dei loro figli, oltre che corsi di formazione ed eventi di sensibilizzazione.

IL QUADRO NAZIONALE. A livello nazionale, il quadro finale dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia è quello di un’Italia a due velocità: si conferma l’elevata criticità dei territori del Sud Italia che rispetto alla media nazionale registrano peggioramenti sia tra i fattori di rischio che tra i servizi, pur con diversi livelli di intensità. Solo la Sardegna registra un peggioramento dei fattori di rischio e un miglioramento dei servizi. Le otto regioni del nord Italia sono tutte al di sopra della media nazionale, mentre nel mezzogiorno si riscontra un’elevata criticità: le ultime quattro posizioni dell’Indice sono occupate da Campania (20°), Calabria (19°), Sicilia (18°) e Puglia (17°). La regione con la maggiore capacità nel fronteggiare il problema del maltrattamento infantile, sia in termini di contesto ambientale che di sistema dei servizi è invece, come negli anni precedenti, l’Emilia-Romagna, seguita da Trentino-Alto Adige (2°), Friuli-Venezia Giulia e Veneto che si scambiano il terzo e il quarto posto, e Toscana, confermata alla quinta posizione.

L’IMPATTO DELL’EMERGENZA COVID-19. «In occasione dell’elaborazione del nostro Indice regionale, quest’anno abbiamo focalizzato l’attenzione anche sugli effetti dell’emergenza Covid-19 sul fenomeno del maltrattamento all’infanzia attraverso interviste a dodici operatori sociali che operano su tutto il territorio nazionale», spiega Valeria Emmi, Advocacy Coordinator Cesvi, sottolineando che «il quadro delineato fa pensare ad un forte impatto, anche se molti degli effetti verranno alla luce soltanto a lungo termine». Dall’analisi sull’emergenza Covid-19 è emerso che la crisi che ne è derivata ha enfatizzato sia le criticità che i punti di forza strutturali già esistenti nelle varie regioni italiane in relazione al rischio di maltrattamento all’infanzia. In aggiunta, stanno emergendo i contorni di traumi di natura diversa a seconda dei territori della Penisola, e più direttamente legati all’asimmetria del contagio: mentre nel Nord Italia emergono con più frequenza traumi di natura primaria spesso legati ai lutti e alla loro difficile rielaborazione, nelle regioni del Sud si registrano le criticità derivanti da un maggiore disagio economico, acuito dalla crisi, e con un impatto su bisogni primari come l’accesso al cibo.

GLI INTERVENTI E LE RACCOMANDAZIONI DI CESVI. Da 35 anni Cesvi protegge in tutto il mondo l’infanzia e le categorie sociali più vulnerabili con le Case del Sorriso, of¬frendo loro opportunità di crescita e sviluppo, cure, accesso all’istruzione e alla formazione lavora¬tiva, proteggendoli da ogni forma di violenza, abusi, sfruttamento e trascuratezza. «In Italia – spiega la Presidente di Cesvi, Gloria Zavatta – il fenomeno del maltrattamento all’infanzia è un problema diffuso, ma poco conosciuto anche a causa della scarsità di dati a disposizione: l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che per ogni caso conosciuto dai servizi ce ne sono altri nove sommersi». Per questo Cesvi ha scelto negli ultimi anni di portare l’esperienza maturata nei paesi del sud del mondo anche in Italia intervenendo a Bergamo, Napoli e Bari, in collaborazione con partner locali, con un programma di prevenzione e con¬trasto al maltrattamen¬to infantile, e allo stesso tempo, di approfondire e studiare scientificamente il fenomeno attraverso l’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia, realizzato insieme ad esperti di settore e rappresentanti delle istituzioni. L’esperienza sul campo e lo studio del tema attraverso la ricerca ci consentono oggi di sollevare le criticità esistenti nel nostro paese e di stimolare e sostenere un cambiamento sociale e politico necessario a prevenire e contrastare il maltrattamento all’infanzia, per far sì che le generazioni future siano finalmente libere dalla violenza e dal maltrattamento.
«La terza edizione dell’indice – continua la Presidente di Cesvi, Gloria Zavatta – mette in luce la necessità di disporre di dati più puntuali sull’entità del maltrattamento all’infanzia nel nostro paese e ridurre il divario sociale ed economico delle regioni del Mezzogiorno tramite l’attuazione pratica dei LIVEAS (Livelli Essenziali di Assistenza Socioassistenziale). Inoltre, si conferma la necessità di adottare strategie di intervento a medio-lungo termine in grado di modificare in modo strutturale i comportamenti umani e promuovere politiche specifiche e mirate. A tal proposito Cesvi pone attenzione sul concetto della resilienza intesa come la strategia strutturale non solo di carattere “difensivo” ma anche di tipo propositivo e costruttivo, che permette agli individui di superare gli effetti dolorosi del maltrattamento all’infanzia, facendo leva sulle proprie risorse interne, trasformando forme di stress estremamente deleterie in occasioni di crescita. La resilienza non è una capacità innata, ma può essere sostenuta e sviluppata negli adulti e nei bambini anche grazie dall’azione di professionisti. Cesvi, propone, in particolare, un modello d’intervento psicosociale denominato “Tutori di Resilienza”, già adottato in via sperimentale nel programma di contrasto al maltrattamento infantile attivato a Bergamo, Napoli e Bari e descritto nel manuale operativo Tutori di Resilienza nella Rete IoConto, realizzato da Cesvi in collaborazione con l’Unità di Ricerca sulla Resilienza (RiRes) dell’Università Cattolica di Milano».

 Per info: www.cesvi.org

 

Aggiornamenti Voucher Taxi

Voucher Taxi
Voucher Taxi

Trasporto Pubblico. In due settimane oltre 2mila iscritti al servizio Voucher Taxi e 431 buoni erogati.

A circa due settimane dall’attivazione dei voucher taxi, sono 2.230 le persone iscritte al servizio e 431 i buoni erogati.

Primo bilancio per il sistema lanciato dall’Amministrazione che consente a medici e infermieri, persone anziane sopra i 65 anni con particolari fragilità, persone anziane sopra i 70 anni, persone con disabilità del 100% e donne che debbano spostarsi la sera tra le ore 21 e le 6 del mattino di usufruire dei taxi a tariffe agevolate.
In particolare, dei 431 voucher già erogati circa il 57% è stato utilizzato da persone con più di 70 anni; il 25,5% da donne; il 15% da persone con disabilità; infine il 2,8% da medici e infermieri.

Sono beneficiari dei voucher soggetti privati maggiorenni residenti a Milano, rientranti in una delle seguenti categorie, tra loro eventualmente cumulabili, gli over 70 residenti; persone con disabilità (invalidità al 100%); donne per spostamenti nella fascia oraria notturna (21 – 06); medici e infermieri operanti in strutture ospedaliere site sul territorio del Comune di Milano oltre che presso gli ospedali San Raffaele e Humanitas unicamente per il tragitto casa/lavoro o viceversa; over 65 in situazione di fragilità, sulla base della valutazione della direzione Politiche Sociali.

Il voucher corrisponde a un contributo all’acquisto di una corsa in taxi fino a un massimo di 10 euro con pagamento effettuato con carta di credito, carta di debito (bancomat) o carta prepagata intestata al soggetto che ne ha fatta richiesta, nel limite massimo di 10 corse complessive per le persone disabili con invalidità al 100% e i medici e gli infermieri.

Il contributo sarà pari al costo complessivo della corsa in taxi per le persone over 65 e disabili al 100% in situazione di particolare fragilità, secondo la valutazione della direzione Politiche Sociali. Per quanto riguarda invece il contributo a favore di maggiori di 70 anni e donne che si spostano tra le ore 21.00 e le ore 6.00 il contributo è sempre di 10 euro massimo per ciascuna corsa in taxi – effettuata con carta di credito, carta di debito (bancomat) o carta prepagata intestata al soggetto richiedente – con un limite massimo di 8 corse complessive per il periodo di validità del beneficio, tra agosto e novembre.

I voucher taxi sono finanziati con 700 mila euro e hanno anche la finalità di rilanciare e sostenere il servizio delle auto pubbliche, particolarmente colpito dalla crisi determinata dall’emergenza COVID-19. A questo scopo il Consiglio comunale aveva deciso di destinare una parte del Fondo di Mutuo Soccorso.

Il voucher viene erogato in modalità elettronica a tutti soggetti che ne faranno richiesta purché attestino mediante la compilazione di un form on line, il possesso dei requisiti necessari. I voucher saranno rilasciati in base all’ordine cronologico di richiesta e fino ad esaurimento dei fondi disponibili. Il contributo a copertura del voucher verrà poi erogato direttamente ai tassisti a seguito di rendicontazione della corsa effettuata.

Le richieste verranno accolte in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

 

Sanità Privata: nuovo contratto Ccnl

Sanità privata
Sanità privata

Il Gruppo Multimedica recepisce la preintesa del nuovo Ccnl del comparto Sanità Privata

Nonostante la momentanea mancata conferma del rinnovo e i proclami di sciopero nazionale, il Gruppo lombardo anticipa ai dipendenti la quota ‘una tantum’ riparatoria

Mentre Cgil, Cisl e Uil proclamano lo sciopero nazionale per la mancata ratifica del nuovo contratto per i professionisti che operano nel comparto della sanità privata, il Gruppo MultiMedica, in controtendenza, recepisce gli accordi della preintesa AIOP-ARIS-FDG e, come già comunicato internamente la scorsa settimana, anticipa in un’unica tranche la quota “una tantum” riparatoria che il rinnovo contrattuale avrebbe previsto. Nella busta paga del mese di luglio i dipendenti del Gruppo sanitario privato lombardo troveranno 1.000 euro in più.

“La Direzione Generale del Gruppo MultiMedica ha ritenuto, quale condizione di miglior favore, di anticipare l‘una tantum’ in un’unica soluzione, da erogare con la mensilità di luglio”, dichiara il dottor Cesare Calcinati, Direttore Risorse Umane del Gruppo. “E’ il nostro modo di dire grazie per l’impegno profuso da infermieri, tecnici, ostetriche, ausiliari e amministrativi durante l’emergenza Covid-19. La professionalità e la dedizione che i nostri dipendenti hanno dimostrato in questi mesi drammatici meritava un giusto riconoscimento”.

Un impegno testimoniato anche dai numeri: nel periodo più critico della pandemia, il Gruppo MultiMedica ha gestito oltre 5.000 accessi al Pronto Soccorso dell’IRCCS di Sesto San Giovanni e dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, ha assistito un totale di 640 pazienti ricoverati e ha dedicato all’emergenza coronavirus 220 posti letto, 166 medici, 248 infermieri.

“Il capitale umano rappresenta da sempre il nostro asset più importante – conclude Calcinati – e su questo confermiamo la volontà di continuare a investire anche in futuro e di riconoscere le professionalità che hanno dato un contributo fondamentale alla crescita del Gruppo”.