Alitalia – Nuovo collegamento diretto Bologna/Catania dal 1 maggio

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Decollerà il primo maggio il nuovo volo diretto Alitalia tra Catania e Bologna. Con questa rotta la compagnia rafforza la sua offerta di oltre 400 collegamenti settimanali tra il Sud e il Nord Italia a conferma della grande attenzione alle esigenze dei cittadini e del tessuto imprenditoriale del Meridione.

Il volo verrà effettuato tutti i giorni con partenza da Catania alle 7.30 e arrivo a Bologna alle 9.10. Da Bologna la partenza sarà alle 10.00, con atterraggio a Catania alle ore 11.45. I voli giornalieri saranno operati con aerei di medio raggio Airbus A320 o A319. I prezzi dei biglietti partono da 59€ sola andata.

Oltre al nuovo volo per Bologna, nell’orario estivo, Alitalia potenzierà l’offerta sulla rotta Catania-Roma attraverso l’aggiunta di 16 frequenze settimanali. Complessivamente, questa estate Alitalia collegherà l’aeroporto di Fontanarossa a 5 destinazioni – Roma, Milano, Napoli, Lampedusa e Bologna – con 160 frequenze alla settimana, il 17% in più rispetto allo scorso anno.

I passeggeri in partenza da Catania, inoltre, grazie a comode coincidenze presso l’hub Alitalia di Fiumicino, potranno raggiungere 70 destinazioni in Europa, Nord America, Sud America, Nord Africa, Medio Oriente e Asia. Tra queste, le nuove rotte verso Santiago del Cile e Città del Messico.

I biglietti dei nuovi voli sono in vendita su Alitalia.com, chiamando il Customer Center al numero 89.20.10, nelle agenzie di viaggio e nelle biglietterie aeroportuali.

 

Lo chef Pietro Parisi relatore all’Università

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Cultura e Cibo, queste le tematiche che saranno protagoniste a Catania sabato 28, domenica 29 e lunedì 30 novembre grazie alla Città del Gusto di Catania, scuola del Gambero Rosso, che, in sinergia con l’Università di Catania dipartimento di Economia aziendale, la Fidapa della città etnea e l’Alliance Francaise di Catania, ha organizzato attività di rilievo e primordine.

Sabato 28 novembre alle h.18:30, in occasione della 2^ ed. di Expo Food and Wine, alle Ciminiere di Catania si terrà il seminario “Le abitudini alimentari dei catanesi dal ‘300 a oggi”. Interverranno Annamaria Iozzia, esperta di alimentazione e colture antiche oltre che funzionario dell’Archivio di Stato di Catania, Federica Genovese, esperta di linguistica enogastronomica e Nuccio Daidone, maestro pasticcere di Catenanuova e massimo esperto di dolci dei conventi. A moderare l’incontro sarà Giuliana Avila Di Stefano, addetta stampa della Città del Gusto.

Gli eventi organizzati dalla Città del Gusto durante Expo Food and Wine continueranno domenica 29 alle h. 15, quando Giuliana Avila Di Stefano intervisterà lo chef Pietro Parisi, che ama definirsi “un semplice cuoco contadino” , si esibirà in uno show cooking, raccontando la propria storia, iniziata all’istituto alberghiero di Ottaviano, in provincia di Napoli, e poi  proseguita lavorando in hotel e ristoranti d’eccellenza di tutto il mondo. Tra i suoi maestri, Gianfranco Vissani, Alain Ducasse e Gualtiero Marchesi.

L’amore per la propria terra, ha poi portato lo chef vesuviano a porre fine alla vita di “cuoco girovago” decidendo di rientrare a Palma Campania e aprire il primo ristorante, che già nel nome, “Era Ora”, vuole comunicare rinnovamento, pur restando fedele alle tradizioni.
Rischiando in prima persona, Parisi è riuscito a costruire un’impresa di successo e creare lavoro anche per altri, tanto da essere citato come esempio positivo nel testo “Impresa impossibile. Storie di italiani che hanno combattuto e vinto la crisi”, scritto dal giornalista di La7, Corrado Formigli.

Parisi, lunedì 30, dalle h.8 alle h.10 sarà anche relatore all’Università di Catania, (aula Magna del Palazzo delle Scienze, corso Italia 55, Catania) durante il corso di International Business,  appartenente al dipartimento di economia aziendale.
L’incontro è organizzato dai professori Veronica Benzo,  Giuseppina Di Gregorio, Maria Cristina Longo e Francesco Garraffo, in collaborazione con la presidente dell’Alliance Francaise di Catania, Chiara La Russa Sudano.
Durante la lezione Parisi racconterà agli studenti la propria esperienza di “cuoco – imprenditore con i piedi per terra” e del perché ha deciso di rinunciare alle stelle Michelin, riuscendo a ingrandire in dieci anni la propria attività e a lavorare come consulente agroalimentare, in tutto il mondo.

In Oman, piccolo Stato a sudest degli Emirati Arabi, ha cucinato per il compleanno dello sceicco Saleem Q. Al Zawawi, che fa parte della famiglia reale, è presidente della Marina Bandar Al-Rowdha e Advisor del Ministry of Sports Affairs. Lo sceicco, innamorato della sua cucina, lo ha voluto con sé per l’inaugurazione dei suoi tre ristoranti. Anche qui, in uno dei luoghi più esclusivi del mondo, lo chef campano non ha tradito il principio cardine del suo lavoro: la semplicità.

Sempre lunedì 30 all’interno della libreria VoltaPagina alle h. 17:30, Pietro Parisi presenterà, il suo libro “Un cuoco contadino, i volti della sua terra”, testo di racconti e memorie incentrato sulla storia di un territorio e sull’importanza di utilizzare i prodotti a chilometro zero. Il volume è arricchito dalle foto di Vittorio Guida, che ritraggono chi ogni giorno è a contatto con la terra, i piccoli produttori locali della Campania, che il grande chef chiama affettuosamente la sua “wall street”.
Non solo ricette: il libro trasuda famiglia, tradizione e passione, a partire dalle parole della nonna Nannina, sua musa ispiratrice, che amava dire: “Se possiamo stare intorno ad un tavolo a mangiare, è grazie alla terra”.

Tornano in Italia le vecchie malattie

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Si è aperto a Catania, sino a mercoledì 11 novembre, il XIV Congresso Nazionale della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali: più di mille gli specialisti, provenienti da tutta Italia

SIMIT – Tubercolosi, malaria, scabbia: le “vecchie” malattie tornano in Italia. Partito a Catania il XIV Congresso Nazionale di Malattie Infettive

I migranti ci ripropongono sovente patologie già conosciute alle nostre latitudini fino a qualche decennio fa: se ne discuterà sino all’11 novembre presso il Centro Fieristico Le Ciminiere

Il problema delle infezioni da germi multiresistenti, che rappresenta una vera e propria piaga nazionale e mondiale, la sostenibilità dei costi per la cura dell’epatite C, il problema dell’Hiv, sempre rilevante e attuale: saranno questi i tre argomenti principali del XIV Congresso Nazionale della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, che si è aperto domenica 8 novembre e che si svolgerà presso il Centro Fieristico Le Ciminiere, a Catania, sino all’11 novembre, con più di mille specialisti provenienti da tutta Italia.

GLI ARGOMENTI DEL CONGRESSO – L’impatto sul sistema sanitario nazionale di nuove molecole per la terapia delle epatiti virali e dell’HIV; gli effetti della semplificazione terapeutica nel trattamento antiretrovirale; le conseguenze delle resistenze microbiche sulla evoluzione clinica delle malattie infettive; le difficoltà gestionali delle patologie ad etiologia batterica legate a situazioni “complesse”, con particolare riferimento al paziente “fragile” o affetto da temibili comorbidità; la riemergenza di patologie neglette nel paziente immunocompromesso, nel migrante e nel viaggiatore.

“Noi ci auguriamo – dichiarano i Presidenti del congresso Bruno Cacopardo e Carmelo Iacobello – che l’evento riuscirà a connotarsi per lo sforzo innovativo e, a proposito di innovazione, ci piace sottolineare lo spazio che verrà riservato a “topics” a dir poco “scottanti”, per esempio il ruolo delle ONG e degli infettivologi nel controllo e nella gestione della epidemia da virus Ebola. Una particolare attenzione verrà riservata ai giovani infettivologi, per i quali è previsto un simposio sulle più interessanti pubblicazioni infettivologiche del 2015, con ampi spazi dedicati alla discussione interattiva”.

LE NOVITA’ DELLA RICERCA – “Tra le novità della ricerca scientifica, due sono quelle che spiccano particolarmente, che saranno approfondite proprio in questa sede – dichiara il Prof. Massimo Andreoni, Presidente SIMIT – il Libro Bianco delle Malattie Infettive, redatto dalla SIMIT, che prossimamente sarà presentato alla stampa a Roma, e i risultati straordinari di una ricerca che dà nuove speranze ai pazienti coinfetti, con epatite e Hiv”.

IL PROBLEMA DEI MIGRANTI – I migranti ci ripropongono sovente patologie già conosciute alle nostre latitudini fino a qualche decennio fa: la scabbia, patologia facile da trattare in quanto non necessita di ricovero, ma sono sufficienti delle pomate; alcuni arrivano con problematiche tubercolari, spesso a causa delle pessime condizioni in cui sono costretti a viaggiare. Ma il rischio di infezione aumenta anche con altri virus, che possono essere molto pericolosi, addirittura letali.

“La sede di Catania, città di frontiera, permetterà inoltre al Congresso di sollevare il tema dell’accoglienza dei migranti – aggiunge Carmelo Iacobello, Direttore UOC Malattie Infettive della Azienda Ospedaliera Universitaria V. Emanuele – Ferrarotto – S. Bambino – in un particolare momento storico. Una scelta oculata, visto che Catania si è distinta per l’accoglienza dei migranti senza turbamenti sociali o spinte xenofobe. La presenza dei migranti provenienti dall’Africa, contrariamente a quanto si pensa comunemente, non rappresenta un rischio aggiuntivo sulla incidenza di malattie infettive contagiose e trasmissibili rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere fino ad oggi. L’incremento dei casi di tubercolosi infatti, è da attribuire, in gran parte, all’invecchiamento della popolazione residente e alla presenza di comorbidità o concomitanti terapie immunosoppressive che favoriscono la riattivazione della infezione tubercolare”.

LA MALARIA – E’ una patologia sempre presente, soprattutto al mondo, e ogni anno uccide circa un milione di persone. Il turismo internazionale rende questa problematica particolarmente attuale, in quanto spesso i viaggiatori non compiono una corretta profilassi. “Aumenta la resistenza degli antibiotici al germe della malaria – aggiunge il Prof. Andreoni – In Italia ci sono solo casi di importazione o casi eccezionali che coinvolgono persone che vivono in prossimità degli aeroporti, a causa di zanzare che viaggiano in aereo. Nonostante questo si tratta comunque di cifre modeste, seppur pericolose, circa un centinaio di casi all’anno, ma si crede che a breve potrebbe arrivare un vaccino sulla malattia”.

TUBERCOLOSI – I casi in Italia spesso sono legati a persone che vengono dall’Europa, soprattutto dalla Romania, Paese ad alto livello endemico. “I casi sono molto frequenti, con dati preoccupanti – spiega il Prof. Andreoni – i microbatteri tubercolari sono resistenti a tutti i farmaci, e questa malattia sta diventando sempre più di difficile trattamento. Per fortuna esistono ditte farmaceutiche che si stanno interessando alla produzione di nuovi farmaci”.

“La presenza dei recenti flussi migratori – spiega il Prof. Tullio Prestileo, Dirigente Medico UOC di Malattie Infettive Ospedale Civico-Benfratelli Palermo e Componente dell’ Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant – propone però una parte di popolazione con tassi di influenza più elevati. Una grande attenzione a questa patologia infettiva è dunque indispensabile, soprattutto in quelle regioni come la Sicilia che subiscono un impatto straordinario con il fenomeno delle migrazioni”.

“Recenti casi epidemiologici sviluppati dal centro epidemiologico dell’ASL di Catania – aggiunge il Prof. Prestileo, – dimostra come questa sia l’area metropolitana siciliana più colpita da casi di tubercolosi, con un trend nettamente cresciuto negli ultimi due anni. Un’evidenza che è molto chiara nella loro esperienza clinica: dall’inizio dell’anno ci sono stati oltre 30 casi di tubercolosi solo nella sua unità operativa”.

Ciulla, il grande malfattore


Ciulla, il grande malfattore
Dario Fo e Piero Sciotto
164 pag. 14€
Guanda Editore

6 dicembre 2014, di Elisa Zini – Dario Fo e il suo storico collaboratore Piero Sciotto affascinati dalla straordinaria vita di Paolo Ciulla, pittore anarchico siciliano, malfattore e falsario di banconote da 500 lire, decidono di raccontare, a due teste, la sua storia.

“Ci siamo naturalmente trovati a scriverlo semplicemente a due teste…Le nostre teste, i nostri cuori, le nostre pance (per restare nella contemporaneità) ci hanno portato a reagire in modo diverso alle sollecitazioni offerte dalla vicenda di Ciulla: uno è rimasto affascinato soprattutto dalla sua carica umana di benefattore, l’altro, dal contesto in cui la sua vicenda ebbe a svolgersi. Entrambi, dal genio, dalla sapienza tecnica e dal carattere ribelle, irriverente, spiazzante di questo malfattore”.

Dario Fo e Piero Sciotto si sono impossessati degli atti del processo, depositati al tribunale di Catania, a cui Ciulla venne sottoposto dopo il suo arresto, nel 1921, nel quale gli fu inflitta una condanna a cinque anni. Dagli atti del processo emerge un personaggio indomito, ribelle, combattente come all’interna di un arena, pronto a difendersi accusando i suoi complici che lo avevano tradito. Le aule del tribunale si riempivano di gente per non perdersi lo spettacolo, in uno dei primi processi mediatici del nostro Paese.
Ciulla nacque a Caltagirone nel 1867 con una grande passione per il disegno che ben presto divenne virtù. Dopo aver studiato alle accademie di Roma, Napoli, Parigi divenne un importante pittore e illustratore di libri. A Buenos Aires impara l’arte della falsificazione e la migliora con una geniale tecnica di sua invenzione. Tornato in Italia sarà ricordato per la produzione di banconote false da 500 lire mettendo in circolazione un ammontare di 12 milioni di lire.

Come fu scoperto? Il vecchio anarchico spediva alle famiglie povere di Catania buste anonime con le famose banconote dal fondo viola pallido, cornice azzurra e stemma sabaudo. Fu scoperto dalle guardie regie nella sua casupola insieme ai suoi macchinari ormai mezzo cieco probabilmente a causa degli acidi usati nell’arco della sua vita.