“Vite in fuga”, dove? In Val Gardena

Fiction Vite in fuga
Fiction Vite in fuga

“Vite in fuga”, dove? Tra le montagne della Val Gardena
Dal 22 novembre, la prima delle 6 puntate della serie tv diretta da Luca Ribuoli

“Vite in fuga”, serie tv in 6 serate diretta da Luca Ribuoli, coproduzione Rai Fiction – PayperMoon Italia, e interpretata, tra gli altri, da Claudio Gioè, Anna Valle e con Ugo Pagliai, sarà ambientata in Alto Adige e, in particolare in Val Gardena, in mezzo alle Dolomiti, Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.
Le riprese in Val Gardena sono state realizzate nel 2019, tra Aprile e Maggio, in diverse location, come la Val d’Anna, Selva e anche presso il locale La Stua.

Questa fiction ruota intorno alle vicende di una famiglia che si trova a vivere un grande intrigo. La famiglia Caruana è benestante ed è composta da Silvia e Claudio e dai loro due figli, bravi ragazzi che studiano.

Un giorno Claudio finisce sotto inchiesta per uno scandalo finanziario; Riccardo, suo amico e collega, viene ritrovato senza vita e Claudio è il principale sospettato.
Con l’aiuto di un ex agente dei Servizi segreti, la famiglia Caruana ottiene un’identità fittizia e fugge dove nessuno possa trovarli, tra i monti dell’Alto Adige.

Tra sospetti, sorprese, dubbi e pericoli, proveranno a far emergere la verità, riscoprendo i valori autentici che li hanno sempre tenuti insieme come famiglia.

Infine, la programmazione:
· Prima puntata – domenica 22 novembre 2020
· Seconda puntata – lunedì 23 novembre 2020
· Terza puntata – domenica 29 novembre 2020
· Quarta puntata – lunedì 30 novembre 2020
· Quinta puntata – domenica 6 dicembre 2020
· Sesta puntata – lunedì 7 dicembre 2020

 

Italia settentrionale da fotografare

Lago Pò Drusciè
Lago Pò Drusciè

Dalle vette al mare, alcuni dei più bei paesaggi dell’Italia settentrionale da fotografare

Nell’attesa di ritornare a viaggiare, un excursus virtuale tra parchi naturali, panorami Patrimonio dell’UNESCO, luoghi insoliti intrisi di storia e cultura: tra Veneto, Alto Adige e Piemonte alcuni dei più bei scorci del Nord Italia da immortalare in uno scatto. Sette suggerimenti per gli amanti della fotografia e non solo, da scoprire attraverso semplici escursioni a piedi, in barca o in funivia, dal mare agli oltre 3.000 metri delle Dolomiti. Luoghi in cui viaggiare con la mente, aspettando di programmare la prossima vacanza.

Le Dolomiti dalla terrazza panoramica di Punta Rocca sulla Marmolada

Rocca Pietore (BL) – Il più spettacolare panorama delle Dolomiti si può osservare dalla terrazza panoramica di Punta Rocca a 3.265 m di quota sulla Marmolada: l’unico punto dove è possibile ammirare tutti e 9 i sistemi del gruppo montuoso dolomitico, Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. Con parapetti in vetro e accessibile anche a chi presenta disabilità grazie a un ascensore panoramico che sale direttamente dalla stazione di arrivo della funivia, la terrazza di Punta Rocca è raggiungibile comodamente con l’impianto Marmolada – Move To The Top che in soli 12 minuti conduce sulla vetta della Marmolada, la più alta delle Dolomiti. Da non perdere: Alba dalla Regina, una serie di appuntamenti che sia d’estate che d’inverno permettono di osservare il sorgere del sole dal tetto delle Dolomiti.

Lago Po’ Druscié a Cortina d’Ampezzo

Cortina d’Ampezzo (BL) – Un bacino artificiale dalla singolare forma di cuore e dalle acque azzurre, incastonato nel verde dei boschi di Cortina d’Ampezzo. Esprime tutta la sua poesia soprattutto se ammirato dall’alto: per scorgere il fascino di questo specchio d’acqua, ideale è la funivia Tofana – Freccia nel Cielo. Il tratto dell’impianto che da Col Drusciè (1778 m) porta a Ra Valles (2475 m) regala infatti uno scorcio singolare sul Lago Po’ Druscié. Si può raggiungere anche a piedi con una semplice escursione da Col Druscié, la stazione a monte della nuova cabinovia Tofana-Freccia nel Cielo: una volta usciti dalla stazione va imboccato il sentiero che scende verso Pié Tofana, percorrendolo fino all’incrocio con il sentiero n° 410 che prosegue passando proprio a fianco del Lago Po’ Druscié; continuando si raggiunge anche il vicino Lago Ghedina.

Biotopo Wieser Werfer in Valle Aurina

Valle Aurina (BZ) – Con la sua forma curvilinea che ricorda un serpente, il biotopo naturale Wieser Werfer, situato a Casere in Valle Aurina, svela un paesaggio particolare e unico nel suo genere. Una scenografica torbiera compresa nei 31.320 ettari del Parco Naturale Vedrette di Ries Aurina, vero e proprio polmone verde dove godere di una grande varietà di fauna, flora e minerali. Il biotopo rappresenta un aspetto peculiare del territorio della Valle Aurina, l’acqua: in questa ragione ai piedi della Vetta d’Italia, che ospita il punto più a Nord del territorio italiano, si trovano 120 fonti di acqua purissima, 10 cascate e 35 laghi di montagna. Per poter apprezzare questo luogo dalla località di Casere è possibile intraprendere un’escursione di circa un’ora e mezza alla portata di tutti: si segue il percorso n. 15 che giunge alla malga Hochwieser (2.025 m), continuando poi sul tracciato per arrivare finalmente al biotopo Wieser Werfer.

Il panorama dallo “shutter” di LUMEN

Brunico (BZ) – Una grande vetrata panoramica che ricorda l’otturatore di una macchina fotografica da cui si scorge uno dei più bei panorami delle Alpi Altoatesine: è lo “shutter” di LUMEN, innovativo museo dedicato alla fotografia di montanga sulla cima di Plan de Corones (2.275 m). La particolare apertura sulla parete si apre e si chiude, divenendo sia schermo in cui viene proiettato un filmato dedicato alla montagna, che cornice di una magnifica vista delle Dolomiti. Ricavata dal vecchio ingresso della funivia, nella vecchia stazione a monte di Plan de Corones, struttura da cui si è sviluppato l’intero progetto del museo, rappresenta l’apice di una combinazione tra tecnologia, arte e natura che contraddistingue il progetto sostenibile di un museo che valorizza l’identità culturale del terriorio in 1800 mq di spazio espositivo.

Malga Fane nell’Area Vacanze Rio Pusteria

Valles (BZ) – Come una cartolina, il bucolico villaggio alpino di Malga Fane si trova nascosto nella località di Valles, nell’area vacanze Rio Pusteria in Alto Adige, ai piedi delle montagne di Fundres. Unico nel suo genere, a 1.739 m di altitudine, è un singolare agglomerato di baite e fienili con una piccola chiesa e tre rifugi contraddistinti dall’orginalità di un’architettura che riporta a un tempo passato. Risalente all’epoca del Medioevo e incastonato tra i verdi pascoli di Rio Pusteria, è un luogo dedicato ai nostalgici di altre epoche e si può raggiungere attraverso tre sentieri: un percorso nel bosco con partenza dal parcheggio situato in fondo alla valle, l’itinerario didattico del Sentiero del Latte o l’Alta Via di Valles.

Il Bosco dei Pensieri al Villaggio Fontanafredda

Serralunga d’Alba (CN) – Un’area verde di 13 ettari nel cuore delle Langhe patrimonio mondiale dell’Unesco punteggiata da oltre 40 mila piante, tra vigneti, alberi secolari e noccioleti. Un percorso meditativo in 12 tappe – arricchito da aforismi d’autore, informazioni sulla flora e fauna locale e immagini – che conduce fino alle colline del Barolo. Il Bosco dei Pensieri a Serralunga d’Alba è il luogo dove ristabilire il contatto con la natura grazie a due itinerari da intraprendere a piedi, da 20 a 45 minuti, per ammirare scorci dal fascino misterioso e magico, da paesaggi collinari fino al sottobosco per poi terminare la passeggiata al Lago dei cigni del Villaggio Fontanafredda. Un tempo tenuta del Re Vittorio Emanuele II, il Villaggio oggi vanta l’ultimo bosco rimasto intatto della Bassa Langa, nonché cantine tra le più belle del mondo, 160 anni di storia, alta ristorazione e ospitalità stellata, inoltre aperto tutto l’anno permette al visitatore di immergersi nel Baosco dei Pensieri e contemplarne la poesia in qualsiasi momento.

I Casoni di Caorle

Caorle (VE) – Particolari strutture immerse nella laguna di Caorle che offrono al visitatore una visione fuori dal tempo, i Casoni sono le antiche abitazioni delle famiglie di pescatori realizzate in legno e canna palustre che conservano la memoria di una millenaria tradizione per la pesca. Luoghi frequentati anche da Ernest Hemingway e visibili ancora oggi, i Casoni possono essere ammirati sia in sella – grazie agli itinerari ciclabili che percorrono il litorale, collegando l’entroterra lagunare al mare – sia in barca, navigando alcuni canali lagunari che regalo una prospettiva diversa e singolare. Rappresentano uno scorcio imperdibile di Carole, località annoverata tra i Borghi Storici Marinari – Gioielli d’Italia, meta dell’Alto Adriatico che si compone di panorami diversi: dal centro storico con le sue case colorate, le calli e campielli proprio in riva la mare, fino alla natura incontaminata della laguna, un’area naturalistica di grande importanza per la flora e la fauna che ospita.

www.smstudiopr.it/it/news/dettagli/dalle-vette-al-mare-alcuni-dei-piu-bei-paesaggi-dellitalia-settentrionale-da-fotografare.html

 

Il futuro elettrico sulle Dolomiti è già presente.

Ecodolomites
Ecodolomites

ECOdolomites torna l’11 e 12 settembre.
Il futuro elettrico sulle Dolomiti è già presente.

Undicesima edizione per il mountain trophy tra le vette Unesco, dedicato ai possessori di veicoli non inquinanti. Una vera e propria boccata d’ossigeno dopo le restrizioni da Covid19 e un invito a una mobilità non più solo sostenibile, ma responsabile, nel senso più ampio della parola. Partenza e arrivo a Ortisei, Val Gardena.

Il Covid non ferma ECOdolomites, la kermesse per una mobilità e un turismo sostenibili, che da 10 anni promuove un futuro elettrico tra le montagne dell’Alto Adige.
Oltre ai motori elettrici, sarà la voglia di ripartire –più che mai in stile green- dopo le restrizioni per la pandemia a fare da propulsore all’XI edizione dell’evento, in programma l’11 e 12 settembre prossimi.
Partenza e traguardo del tour rigorosamente non inquinante tra le più belle località delle Dolomiti, patrimonio mondiale Unesco, sarà come sempre Ortisei, perla della Val Gardena. Da qui la carovana di veicoli elettrici –a quattro, tre e due ruote- si muoverà alla conquista di diversi passi alpini e alla scoperta di paesaggi unici, che è doveroso proteggere.
A organizzare il tour-evento dedicato ai possessori di mezzi elettrici è come sempre, anzi più che mai, ECOmove, associazione altoatesina per la salvaguardia dell’ambiente, impegnata nella sensibilizzazione alle alternative ai motori a scoppio, in particolare nel settore turistico che è sinonimo di alta mobilità.
“In questo anno funestato dal Covid19, che ancora una volta ha dimostrato la fragilità dell’equilibrio uomo-natura –sottolinea Daniel Campisi, presidente di ECOmove e responsabile dell’eco trophy- il nostro evento vuole segnare un vero e proprio e-RESTART, focalizzato non più su un eventuale futuro elettrico, ma su un doveroso, indispensabile presente elettrico”. Insomma, restituiamo alla natura i suoi spazi, non con un lockdown imposto come è accaduto negli scorsi mesi, ma con una scelta libera di uno stile di vita green.
ECOdolomites 2020 è quindi più che mai aperta a tutti, fino a un massimo di 80 veicoli partecipanti. Le iscrizioni sono possibili al sito www.ecomove.cc: è sufficiente compilare online l’apposito modulo e, se non si è già soci, associarsi con un contributo annuale di 20 euro.

Tra le novità di quest’anno, complice l’emergenza Covid che ha reso necessario annullare il tradizionale summit, una splendida serata, venerdì 11 alle 20.30, con il cinema Edrive-in: al cospetto delle stelle e delle vette dolomitiche. Uno spettacolo nello spettacolo, insomma, da godere tutti insieme ma ognuno nella propria auto. Elettrica.

ECOdolomites 2020, organizzata con la collaborazione di Valgardena Marketing, è patrocinata da Provincia Autonoma di Bolzano e Fondazione Unesco e conta sul supporto di un nutrito gruppo di aziende ed enti che sostengono la mobilità green, le energie rinnovabili e il patrimonio paesaggistico altoatesino.

IL PROGRAMMA

Venerdì 11 settembre
Arrivo a Ortisei
Ore 14.30-17.30 accredito presso Touris Info Val Gardena
Ore 17-19 Charge Park Planing presso Stazione a Valle Alpe di Siusi
Ore 19-20.30 check in in hotel, cena libera
Ore 20.30-22.30 DOLOMITALE E-DRIVE IN Filmfestival Val Gardena (snack e bibita inclusi)

Sabato 12 settembre
ECO DOLOMITES MOUNTAIN TROPHY-Discovering Destination Chargers:
160 km-5 ore (driving time)-30kw green energy
Ore 8-9 accredito presso Charge Park presso Stazione a Valle Alpe di Siusi
Ore 9 Ready, steady, Green!
Percorso: Ortisei (1265m), Passo gardena (2121m), San Martino in Badia (1035m), Passo delle Erbe (1987m), Luson (970m), Sant’Andrea presso Bressanone (970m)
Ore 12-12.30 parking Stazione a Valle Plose e cable car tour
Ore 13-14 pranzo presso Ristorante La Finestra (2050m)
Ore 14.30 R-E-START
Percorso: Bressanone (560m), Pairdorf-Tschötsch (800-700m), Velturno (850m), Chiusa (520m), Ponte Gardena (470m), Sant’Osvaldo (750m), Siusi (1000m), Castelrotto (1060m), Passo Pinei (1443m), Ortisei (1265m)
Ore 16-19 E-Mobility Show, in piazza Sant’Antonio
Ore 18 premiazione e conclusione, in piazza Sant’Antonio

Il Charge Park rimane a disposizione fino a domenica 13 settembre, alle ore 12

Per chi lo desidera, ECOmove in collaborazione con i propri partner offre uno speciale pacchetto all inclusive: partecipazione al primo E-Drive-IN del Film Festival Val Gardena con snack e bibita, corsa a/r FUNIVIA da Sant’Andrea al ristorante La Finestra sulla Plose, pranzo (primo, dessert e bibita), bottiglia da viaggio REFILL Tour Bottle in edizione limitata. Costo: €40 a persona; €20 per bambini da 6 a 14 anni (la somma delle singole voci ammonterebbe a €72). Prenotazioni entro il 7 settembre.

Iscrizioni e ulteriori informazioni: www.ecomove.cc

Vacanza ai Giardini di Castel Trauttmansdorff

Giardini di Castel Trauttmansdorff
Giardini di Castel Trauttmansdorff

Una vacanza “completa” e sicura ai Giardini di Castel Trauttmansdorff

Boschi, montagne, laghi, spiaggia, fiumi in un’unica location

Merano, 10 giugno 2020 – Durante il lockdown tutti noi abbiamo sviluppato una voglia di evasione e di serenità molto forte, sognando il giorno in cui finalmente saremmo potuti uscire all’aria aperta, alla ricerca di natura, di colori, di profumi, di profondità in cui gli occhi potessero spaziare. Quel momento tanto agognato è arrivato e pianificare una vacanza in cui rilassarsi e allo stesso tempo sentirsi in un ambiente sicuro rispetto alla diffusione del virus è diventato possibile.

Per mesi abbiamo pensato alla montagna, al lago, alla spiaggia, alle passeggiate nei boschi e ogni destinazione sembrava bellissima. I Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano sono il luogo ideale in cui trascorrere una “vacanza”, perché in 12 ettari di superficie sono racchiusi tutti questi ambienti da vivere in assoluta sicurezza.

Per vivere il mare a Merano, la Spiaggia delle Palme dei Giardini di Castel Trauttmansdorff ricrea perfettamente l’ambientazione di una spiaggia tropicale, con tanto di sdraio in cui sedersi e di sabbia dorata in cui camminare anche scalzi. Il panorama meraviglioso che si gode dalla Spiaggia delle Palme è costituito dalle montagne del Gruppo di Tessa, che fanno a gara in altezza con le palme a foglia pennata e a ventaglio della spiaggia, provvidenziali con la loro ombra nelle giornate più calde.

Il Giardino Giapponese è un’area stupenda dei Giardini di Sissi in cui la presenza del ruscello e della cascata danno la sensazione di essere in vacanza, anche perché i visitatori hanno la possibilità di rinfrescarsi i piedi nell’acqua e di massaggiarli con i sassi presenti nel fondo del ruscello.

Per chi ama il lago, i Giardini di Castel Trauttmansdorff sono un’ottima risorsa. Il Laghetto delle Ninfee è lo specchio d’acqua più esteso dei Giardini e ne rappresenta il cuore. È una parte molto romantica, su cui si affaccia il Café delle Palme da cui è possibile ammirare le piante acquatiche e lo scenario maestoso dei Giardini. Dall’acqua, infatti, spuntano i bianchi fiori di loto, mentre le sponde del lago sono ricoperte da un fitto palmeto con morbida erbetta su cui sedersi per concedersi momenti di pieno relax; guardare le anatre, le tartarughe e le curiose carpe Koi affiorare dall’acqua è un vero balsamo per l’anima.

Nella parte dei Giardini in cui sono stati ricreati i Paesaggi dell’Alto Adige è presente un altro laghettoattraversato da un ponte e circondato dalla tipica vegetazione palustre a tife e canneto, così come nei Boschi del Mondo, dove il padiglione artistico dedicato alle “Piante ornamentali da tutto il mondo”, con tanto di albero maestro, vela e cannocchiale riporta ai secoli passati delle spedizioni botaniche dei cosiddetti cacciatori di piante che portarono in Europa piante esotiche e sconosciute.

Altro specchio d’acqua rilassante e decisamente romantico è quello in cui è immersa l’installazione dei tre giganteschi mazzi di fiori del Giardino degli Innamorati.

Chi da casa sognava le passeggiate nei boschi, troverà la sua soddisfazione in diverse aree dei Giardini di Castel Trauttmansdorff. Nei Paesaggi dell’Alto Adige, ad esempio, lungo il corso di un ruscello artificiale sono stati allestiti il bosco di roverelle e il bosco ripariale, dominato da ontani e salici, mentre nei Boschi del Mondo si trovano la Valle delle Felci, con i suoi esemplari di ginkgo, arucarie e metasequoie che rievocano il fascino di un ambiente primitivo, insieme alla presenza della Wollemia Nobilis, una pianta ritenuta estinta che 65 milioni di anni fa ricopriva vaste aree del mondo; e il Bosco di Bambù, che accoglie i visitatori con oltre 40 varietà e specie di bambù a crescita bassa, media e alta su diversi livelli.

I Giardini di Castel Trauttmansdorff sono un luogo anche rassicurante dal punto di vista delle misure cautelative contro la diffusione del Covid-19. Il numero massimo di persone presenti nell’area dei Giardini sarà, infatti, di massimo 700 unità; i visitatori avranno l’obbligo di indossare la mascherina coprendo naso e bocca nel caso non possano rispettare la distanza di sicurezza tra loro; inoltre, i Giardini metteranno a disposizione dei disinfettanti con cui detergersi le mani nel corso della visita, alcuni percorsi ed aree, sempre per motivi di sicurezza, resteranno chiusi o regolati a senso unico e per l’estate 2020 la chiusura sarà anticipata alle ore 19.

Una “vacanza” ai Giardini di Castel Trauttmansdorff per questa stagione avrà il costo speciale di 11€ a persona, 24€ per famiglie composte da 2 adulti e ragazzi sotto i 18 anni d’età e 13€ per mini-famiglie (1 adulto con ragazzi sotto i 18 anni). Possibilità anche di prolungare la “vacanza” grazie al Mini Abbonamento Stagionale, valido per tre giornate in una stagione, al costo di 28€ e al Mini Abbonamento Stagionale per Famiglie, valido sempre per tre giornate al costo di 65€.

Per ulteriori informazioni: www.trauttmansdorff.it.

Suddivisi in quattro aree tematiche, i Giardini di Castel Trauttmansdorff presentano, su una superficie di 12 ettari, più di 80 paesaggi botanici con piante da tutto il mondo. La loro posizione panoramica è unica: a forma di anfiteatro naturale, si estendono su un dislivello di oltre 100 metri, aprendo a ogni passo affascinanti prospettive panoramiche sulle montagne circostanti e sulla città di Merano e integrandosi con perfetta armonia nel paesaggio naturale circostante. Grazie al clima mite del territorio, quello dei Giardini di Castel Trauttmansdorff è il luogo ideale per un giardino botanico, offrendo la possibilità di ospitare piante provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali sono esemplari rari. Meravigliosi tripudi di fioritura cambiano l’aspetto dei Giardini settimana dopo settimana, rendendo le visite affascinanti in ogni stagione.
I Giardini sono un’esperienza per tutti i sensi e per tutte le età, luogo di riposo e svago sia per gli esperti del settore che per i profani.
Nel cuore dei Giardini troneggia Castel Trauttmansdorff dove, un tempo l’amata Imperatrice Elisabetta, meglio conosciuta come Sissi, trascorreva la stagione invernale. Oggi questo stesso castello è sede del Touriseum, il Museo provinciale altoatesino del Turismo che racconta 200 anni di storia del turismo alpino.
Grazie al mix unico di giardino botanico e attrazione turistica, al riuscito connubio tra natura, cultura e arte e al loro inconfondibile spirito d’innovazione, i Giardini di Castel Trauttmansdorff sono stati premiati più volte a livello nazionale, europeo ed internazionale.

Tutte le strade portano in Alto Adige

Tutte le strade portano in Alto Adige: 5 percorsi all’aria aperta alla scoperta delle meraviglie della Regione

Se c’è una cosa che l’emergenza mondiale in corso ci ha insegnato, è quella di dare valore al nostro tempo e, in particolare, il riconoscere la bellezza dei momenti trascorsi all’aria aperta, a contatto con la natura. Ecco allora che il Consorzio Vini Alto Adige ha stilato una lista di 5 sentieri guidati che si sviluppano nel territorio e che offrono agli amanti della natura, del gusto e, perché no, della viticoltura, la possibilità di passeggiare cullati dal dolce ronzio delle api tra i filari ammirando le bellezze dell’Alto Adige.

Il percorso del vino di Caldaro

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Nella zona dell’Oltradige, a sud di Bolzano, lungo la Strada del Vino troviamo il Lago di Caldaro, il lago balneabile più grande della regione e il più caldo tra le Alpi. È attorno alle sue sponde cristalline che si sviluppa un suggestivo percorso immerso tra vigneti e meleti che consente a chi lo percorre di percepire tutta la ricchezza vinicola e la grande varietà del territorio altoatesino. In primavera ed estate viene offerta la possibilità di percorrere il wein.weg- il sentiero del vino, accompagnati da una guida. Il percorso dura circa tre ore e offre agli appassionati la possibilità di degustare, lungo il tragitto, i vini della zona.

Il sentiero del Gewürztraminer

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Il Gewürztraminer è uno dei vitigni più conosciuti e apprezzati della produzione vinicola altoatesina e il suo luogo d’origine, Termeno (in tedesco Tramin) a sud di Bolzano, regala paesaggi mozzafiato di viti arroccate su di colline assolate ai piedi delle Dolomiti. In questo contesto idilliaco si snoda il sentiero del Gewürztraminer che attraversa i vigneti di Termeno, solca un bosco e giunge alla frazione di Ronchi e da lì ritorna al punto di partenza. Lungo il percorso si gode di una splendida vista sulle montagne circostanti e sul folcloristico borgo vinicolo di Termeno, con le sue storiche cantine e le sue antiche tenute. L’escursione, di livello medio-facile, può essere completata in circa un’ora.

Il sentiero enodidattico di Lagundo

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Anticamente i vigneti e i frutteti dell’Alto Adige venivano irrigati con un sistema di canali, chiamati Waal (rogge) che in epoca successiva vennero sostituiti con metodi d’irrigazioni più efficaci. Le cosiddette rogge però, continuano ad esistere e sono usate come una sorta di “tracciato” lungo passeggiate ed escursioni che vengono chiamati in tedesco Waalweg- sentieri d’acqua. Un tipico percorso di questi è il sentiero enodidattico di Lagundo, vicino a Merano. Chi cammina lungo l’itinerario vede la storia di questo paesaggio viticolo e culturale prendere vita sotto i suoi occhi, grazie ai pannelli informativi collocati lungo il percorso che raccontano del Waal di Lagundo, di antichi vitigni e della figura del Saltner, il guardiano dell’uva appena vendemmiata. Usanze e credenze sono strettamente intrecciate alla vinicoltura, così come lo sono gli animali e le piante che vivono nei vigneti attorno a Merano. Un mondo ricco e in continua attività: tutto da scoprire.

Via Vinum Venostis: il sentiero enologico della Val Venosta

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Il sentiero enologico della Val Venosta accoglie tutto l’anno gli escursionisti che vogliano intraprendere dei tour istruttivi all’insegna del gusto. Numerosi tratti del sentiero enologico passano davanti a masi o attraversano appezzamenti e vigneti privati. Le persone che vivono e lavorano qui sono ben liete di raccontare agli avventori gli spaccati del loro stile di vita o metodo di lavoro. Gli escursionisti, d’altro canto, sono chiamati a rispettare le proprietà e le usanze di questo territorio e ad avere la massima cura della natura con cui entrano in contatto. Lungo il sentiero sono disposti cartelli informativi sul panorama, il vino, le strutture ristorative, le aziende vitivinicole e le cantine.

La Via del Vino di Terlano

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I comuni vinicoli di Terlano, Andriano, Settequerce e Vilpiano, siti lungo la Via del Vino di Terlano, hanno molto da raccontare: è qui che oltre 120 anni fa sono nate le prime cantine sociali dell’Alto Adige. Durante le escursioni guidate, effettuabili da agosto a ottobre, viene raccontata la storia e il territorio, i vitigni e i metodi di coltivazione e vengono mostrate le antiche tenute vinicole della zona di Terlano. Le escursioni guidate prevedono naturalmente anche momenti di degustazione, per assaporare appieno questa esperienza e sentire tutto il gusto dei vini di questa terra. La Via del Vino di Terlano si può percorrere anche in autonomia: partendo dalla Cantina Terlano, si attraversa il centro storico e si passeggia attraverso i vigneti tutt’intorno il paese. Soffermandosi davanti ai numerosi cartelli informativi posti lungo il sentiero, si può scoprire la storia del vino nei paesi della Valle dell’Adige.