Una giovane di Rho, Aurora Leode Fadonougbo, ha vinto il secondo premio del XXI Concorso letterario nazionale Lingua Madre dedicato alle donne migranti o di origine straniera in Italia. La premiazione è avvenuta lunedì 18 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino alla presenza dell’Assessore a Politiche Sociali, Integrazione e Pace Paolo Bianchi in rappresentanza del Sindaco Andrea Orlandi.
Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre è un progetto permanente della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino, nato nel 2005 da un’idea di Daniela Finocchi, che opera sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura e con il patrocinio di Ministero della Cultura, We-Women for Expo, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Fondazione Pubblicità Progresso.
Aurora Leode Fadonougbo, nata nel 1998 a Milano e residente a Rho, è una scrittrice, editor e ricercatrice indipendente afro-italiana, con una formazione accademica in ambito linguistico e storico. Scrive e lavora tra narrativa, poesia e scrittura critica e la sua indagine si concentra sugli spazi emotivi e politici diasporici, sull’ecologia e sulla spiritualità in una prospettiva anticoloniale. Il suo racconto Lingua padre è stato premiato con la seguente motivazione: «Con forza e precisione l’autrice mette in scena il conflitto linguistico come esperienza intima e corporea, evitando ogni retorica consolatoria.
Il racconto affronta la frattura generazionale e identitaria attraverso una scrittura tesa e misurata, capace di restituire la complessità dell’appartenenza senza semplificazioni né stereotipi, seppur con grande delicatezza. Alfabeti affettivi sospesi tra mondi lontani e silenzi che sfuggono alla biomedicina occidentale. Al centro resta la sensazione paradossale di padroneggiare molte lingue e, insieme, di sentirsi straniere nella propria. La riflessione sottile e toccante sull’appartenenza linguistica e culturale passa attraverso il canto incomprensibile del padre, che porta con sé la memoria di tutte le cose perdute e racconta il dramma atroce dell’incomunicabilità. Sino alla ribellione finale».
Hanno partecipato alla premiazione Marina Chiarelli, Assessora Regionale alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili; Annalena Benini, direttrice editoriale del Salone Internazionale del Libro; il Presidente della Fondazione Circolo dei lettori Giulio Biino.
“Le vincitrici sono salite sul palco accanto a rappresentanti delle città italiane in cui vivono e a rappresentanti dei loro Paesi di origine, rendendo evidenti i forti legami con radici e territori. Ho espresso l’onore e la gioia della nostra comunità di affiancare Aurora in quel momento così importante – commenta l’assessore Paolo Bianchi – Il concorso ha coinvolto in venti edizioni oltre diecimila autrici, segno di una notevole vitalità: bello vedere come le donne sappiano creare equilibrio tra appartenenze multiple. Per Aurora il legame con il Benin, terra di origine della famiglia, è oggetto di profonde riflessioni: siamo lieti della sua capacità di esprimerle attraverso la scrittura, il riconoscimento ottenuto è davvero meritato. I temi trattati, ovvero il rapporto con la propria famiglia, le proprie tradizione culturali e la lingua di origine, sono affrontati quotidianamente nella nostra città da tanti ragazzi, neo arrivati a Rho e in Italia, e che spero possano essere ispirati da Aurora nella dedizione nell’inseguire il proprio sogno professionale. A lei i migliori auguri di crescere come scrittrice”.
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