L’ipertrofia prostatica benigna, condizione conosciuta anche come iperplasia prostatica, è una situazione che si contraddistingue per un ingrossamento della prostata. L’appena ricordata crescita epiteliale anomala comporta un quadro clinico dominato da formazioni cellulari benigne. Alla luce di ciò, pur essendo classificata come patologia, l’ipertrofia prostatica benigna non è un tumore.
Va subito sottolineato che se il proprio medico curante dà l’assenso, ci si può concentrare anche sulla supplementazione. Esistono diversi integratori che aiutano a sconfiggere il problema a cui è dedicato questo articolo. Tra questi, non si può non ricordare Prostamol per la funzionalità delle vie urinarie. Questo famoso integratore è caratterizzato dalla presenza di Serenoa Repens come ingrediente principale. Questa pianta, conosciuta anche come Saw Palmetto, grazie alla sua efficacia antinfiammatoria è considerata il non plus ultra contro le infiammazioni a carico della prostata e delle vie urinarie.
L’ingrossamento riguarda in particolare la zona di transizione della prostata. Ciò vuol dire che si ha a che fare, tra i sintomi, con la compromissione della funzionalità urinaria. Fra le altre manifestazioni dell’iperplasia prostatica benigna è possibile includere la sensazione di un incompleto svuotamento della vescica, per non parlare degli sforzi durante l’espulsione dell’urina.
Da non dimenticare è anche l’espulsione di quantità ridotte della stessa, così come il bruciore in fase di minzione. L’ipertrofia prostatica benigna, spesso associata all’età che avanza, viene diagnosticata dall’urologo.
Quest’ultimo effettua una visita che comprende l’esplorazione rettale digitale. Per avere un quadro più chiaro della situazione, l’urologo può prescrivere al paziente alcuni esami mirati. Il principale è l’uroflussometria con monitoraggio del residuo minzionale.
Vediamo ora, nelle prossime righe, quali sono i consigli da seguire per risolvere il problema dell’ipertrofia prostatica benigna in maniera naturale.
Ipertrofia prostatica benigna: i principali rimedi naturali
La prima arma contro l’ipertrofia prostatica benigna, condizione che risulta fastidiosa pur non essendo pericolosa per la salute, è la prevenzione. In questo come in tanti altri casi, passa dalla diagnosi precoce. Per concretizzarla, è necessario sottoporsi a controlli periodici dall’urologo a partire dai 40 anni e rivolgersi a questo esperto fin da quando si palesano i sintomi menzionati nel paragrafo precedente.
Molto utile al fine della prevenzione dell’iperplasia prostatica a carattere benigno è anche l’alimentazione. Se possibile, è il caso di seguire una dieta varia ed equilibrata, caratterizzata da un importante apporto di frutta e verdura fresche, senza dimenticare i cereali integrali.
Attenzione ai grassi saturi – presenti soprattutto negli insaccati – ma anche a cibi come la pizza e a bevande come la birra. Per evitare di infiammare la prostata è bene evitare anche alimenti piccanti, in primis il peperoncino.
Un altro aspetto da sottolineare riguarda l’idratazione: per mantenere pulite le vie urinarie e la prostata, è il caso di bere almeno due litri d’acqua al giorno (anche di più se si ha l’abitudine di fare sport).
Non si può non dedicare un cenno all’esercizio fisico. Dato che l’iperplasia prostatica benigna è un quadro che si contraddistingue per una situazione all’insegna dell’infiammazione, l’attività fisica, che notoriamente è preziosa quando si tratta di agire contro l’anomala risposta infiammatoria dell’organismo, non va assolutamente dimenticata.
Un soggetto adulto dovrebbe dedicarsi ad almeno 150 minuti di attività aerobica ogni settimana. Entrando nel vivo degli sport che si possono praticare, rammentiamo il cammino, disciplina alla portata di tutti, ma anche la bicicletta e il nuoto.
Anche il modo in cui si urina può aiutare contro l’ipertrofia prostatica benigna. Innanzitutto è importante cercare di rilassarsi ogni volta che si va in bagno. Un altro consiglio utile prevede il fatto di non urinare in piedi, ma di sedersi sul water. Da provare è anche la tecnica del doppio svuotamento. In cosa consiste? Nell’urinare quasi fino allo svuotamento totale della vescica, per poi rilassarsi qualche minuto e completarlo.
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