“Necessaria una legge sul fine vita senza compromessi”
Si è concluso il 13 settembre il seminario “Fine vita e suicidio assistito: il punto giuridico e politico in Lombardia e in Italia”, svoltosi presso l’Università Statale di Milano, che ha riunito personalità giuridiche e accademiche di rilievo per un confronto sul delicato tema del fine vita. Tra i partecipanti, Gaetano Silvestri, Vladimiro Zagrebelsky, Filomena Gallo e Marco Cappato hanno espresso la necessità di un’azione legislativa coraggiosa per regolare pienamente il diritto al suicidio assistito in Italia.
Necessità di un intervento legislativo
Il dibattito ha confermato la necessità urgente di un intervento legislativo che dia finalmente ai cittadini italiani la possibilità di autodeterminarsi pienamente in materia di fine vita. L’Associazione Luca Coscioni proseguirà con la sua campagna “Liberi Subito”, portando avanti proposte di legge regionali che garantiscano tempi certi e procedure chiare per l’accesso al suicidio assistito, in attesa che il Parlamento vari una legge nazionale.
Le dichiarazioni degli esperti
Gaetano Silvestri, presidente emerito della Corte costituzionale, ha sottolineato l’importanza dell’ultima sentenza della Corte: “L’ultima sentenza della Consulta sul suicidio assistito espande significativamente il diritto al fine vita. Ma una buona legge deve seguire questa direzione. La sentenza invita a un’interpretazione ragionevole, basata sulla padronanza della propria vita, senza cavilli o eccezioni su un tema così doloroso. Mi auguro che in futuro giudici e medici abbiano più coraggio nell’affrontare questi casi, applicando le norme con la sensibilità che il tema richiede”.
Vladimiro Zagrebelsky, già giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha messo in luce l’urgenza di una normativa regionale per attuare quanto stabilito dalla Corte costituzionale: “La legge sul fine vita esiste, ed è l’articolo 580 del Codice Penale, modificato dalla Consulta che ha legalizzato il suicidio assistito in certe condizioni. Tuttavia, mancano ancora leggi regionali di attuazione che rendano effettivo questo diritto in tutta Italia. Senza una regolamentazione chiara e uniforme, i cittadini restano ostacolati nell’esercizio della loro libertà di scelta”.
Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione, hanno ribadito con forza la necessità di una legge sul fine vita che rispetti pienamente i diritti individuali. “Il disegno di legge Bazoli sul fine vita si discosta, a ribasso, dalla sentenza della Consulta. La paura delle libertà cambia il volto di una democrazia. Con il referendum sull’eutanasia, oltre un milione di cittadini ha dimostrato di volere libertà. Questo segnale non può essere ignorato dalle istituzioni. Con le disobbedienze civili, abbiamo esteso il perimetro delle libertà in Italia, ma non siamo ancora riusciti a ottenere il riconoscimento pieno del diritto all’eutanasia. La Consulta ha ampliato i requisiti per accedere al suicidio assistito, ma le ASL continuano a ignorare le sentenze. È inaccettabile che dopo una sentenza così chiara, i cittadini debbano ancora affrontare difficoltà burocratiche per ottenere un diritto che la Corte ha già riconosciuto”.
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