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mercoledì, Settembre 23, 2026

Studio: italiani preoccupati per le sfide future del pianeta

Secondo i dati di una ricerca condotta a fine dicembre 2023 dal Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia con il finanziamento del Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna, pensando al futuro dei prossimi anni, 7 italiani su 10 si dichiarano estremamente preoccupati per i cambiamenti climatici e la perdita della biodiversità e per l’aumento di situazioni di violenza e conflitti a livello globale.

Studio: italiani preoccupati per le sfide future del pianeta

In una società sempre più complessa e interconnessa, l’esplorazione delle opinioni dei cittadini assume un ruolo centrale nella comprensione delle dinamiche che plasmano le decisioni e le priorità collettive. Come vorremmo che fosse il nostro mondo? Quali sono le sfide più grandi che dobbiamo affrontare? Come è possibile superarle?

Il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia ha realizzato a dicembre 2023 uno studio nazionale. Questo ha coinvolto un campione di 1000 cittadini maggiorenni italiani, utilizzando una survey realizzata con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interview) per raccogliere le opinioni della popolazione sulle sfide globali percepite come urgenti da affrontare e sulle soluzioni ritenute più promettenti.

Quali sfide globali generano preoccupazione tra gli italiani?

Le sfide globali che più sembrano preoccupare i cittadini sono:

  • «cambiamenti climatici e perdita della biodiversità», pensando al futuro del pianeta nei prossimi 10 anni. I cittadini si dichiarano particolarmente preoccupati per l’aumento della frequenza di episodi di maltempo estremo, inasprimento del fenomeno del riscaldamento globale e per il peggioramento della salute degli oceani e innalzamento livello dei mari.
  • «violenza e conflitti»: la preoccupazione è più spiccata per la possibilità che si verifichino con maggiore frequenza conflitti armati o guerre civili, fenomeni di terrorismo/radicalizzazione e di violenza online.
  • «salute e malattie». I cittadini sono per lo più preoccupati per l’emergere di nuovi virus/pandemie, per la riduzione della possibilità di accedere a cure mediche di qualità e per un possibile peggioramento della salute mentale della popolazione.

A seguire, la qualità del mercato del lavoro (in 4 casi su 10), con particolare riferimento al timore di non riuscire a trovare un lavoro dignitoso, che possano peggiorare le condizioni di salute mentale e stress dei lavoratori e che l’attività professionale divenga totalizzante nella vita delle persone, con impatti negativi sul work-life balance.  Infine, la possibile mancanza di risorse alimentari, idriche e abitative.

Chi è più preoccupato?

In generale, le donne risultano nella maggior parte dei casi le più preoccupate rispetto al futuro del pianeta e gli under 30 per quanto riguarda la sfida dei «cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità».
Sono invece i cittadini tra i 30 e i 40 anni quelli più preoccupati di tematiche legate alle condizioni di lavoro e alla disponibilità di beni primari come acqua, cibo e alloggi sicuri.

Uno sguardo al futuro

Questi risultati non solo offrono uno sguardo approfondito sullo stato d’animo della popolazione italiana, ma anche una guida preziosa per futuri sforzi e politiche volte a affrontare le sfide globali e migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini. Gli esperti del Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia hanno lavorato utilizzando metodologie rigorose ed evidence-based per garantire la qualità e l’obiettività dello studio, fornendo una base solida per la riflessione e l’azione”, ha dichiarato il Difensore Civico dell’Emilia-Romagna, Avv. Guido Giusti, finanziatore dello studio.

Conclude la prof.ssa Serena Barello: “La crisi da Covid-19 ha rappresentato un’opportunità unica per immaginare un mondo «nuovo», a partire dalla «diagnosi» delle sfide planetarie attuali e del prossimo futuro per generare soluzioni innovative che possano garantire un «domani» sostenibile”.

Ci si aspetta che i risultati ottenuti da questa indagine possano offrire un tassello conoscitivo utile a informare politiche future e a sostenere la comunità scientifica interessata alle dinamiche psico-sociali in contesti di cambiamento globale.

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Chiara Trentin

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