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Cineforum Garbagnate: l’evento dedicato a “Erasmus in Gaza”

Garbagnate Milanese, venerdì 9 febbraio 2024, Cinema Teatro Italia, via Varese 25. Ore 20.30. Ingresso libero, presentazione degli autori.

Cineforum Garbagnate: l’evento dedicato a “Erasmus in Gaza”

Mentre la guerra imperversa nella città più popolosa della Palestina sotto il fuoco israeliano, questo racconto ci porta in quei territori martoriati attraverso l’avventura di Riccardo Corradini, di Rovereto. Infatti, ventiquattrenne laureando in medicina dell’Università di Siena, fu il primo studente al mondo a partecipare al programma europeo di scambi universitari proprio con Gaza.

Lo storico israeliano Ilan Pappe definisce Gaza “la più grande prigione a cielo aperto del mondo”. La più popolosa città della Palestina, nella penisola del Sinai (striscia di Gaza) al confine con lo Stato di Israele, dal 7 ottobre 2023 subisce il fuoco israeliano. Tutto ciò dopo che l’ala militare di Hamas ha effettuato una azione militare nel territorio adiacente. La risposta israeliana è blocco e distruzione totale continua da più di 3 mesi. 

Com’era Gaza: un ricordo sfumato

Particolarmente di drammatica attualità perché mostra Gaza come era, sofferente ma con talenti e speranze, la proposta del cineforum di Garbagnate, al Cinema Teatro Italia. Infatti, offre il documentario-reportage pluripremiato ‘Erasmus in Gaza’ venerdì 9 febbraio 2024 (via Varese 25, ore 20:30). Il film, proiettato per la prima volta nel 2021, si deve alla giornalista d’inchiesta Chiara Avesani con il film maker Matteo DelB. I due collaborano da diversi anni al progetto “Frontline of peace” e ‘Ghadeer’; la prima storia del progetto, ha vinto il World Press Photo per “Short” nella categoria Digital Storytelling. ‘Erasmus in Gaza’ è prodotto dalla spagnola Arpa Films in collaborazione con Feltrinelli Real Cinema; la distribuzione internazionale è affidata alla francese Java Films.

Una storia intensa

La storia, intensa, a metà fra il giornalismo d’inchiesta e il film di formazione, ci porta in quei territori martoriati attraverso l’avventura di Riccardo CorradiniVoleva diventare chirurgo di guerra, con una tesi di laurea sulle ferite da proiettile esplosivo, e scelse di andare a studiare per un periodo in Palestina. La narrazione testimonia la sofferenza, ma anche la resilienza, di un popolo soffocato da un assedio che dura da decenni. Durante il soggiorno durato quasi 5 mesi, sono cadute bombe e sono nati timori. Riccardo prova sulla propria pelle cosa significhi dover convivere con la paura di poter morire in ogni momentoLa vicenda segna la straordinaria crescita professionale e umana del protagonsta e restituisce anche il senso di cosa significhi, in particolare per i più giovani, vivere come prigionieri in casa propria e sotto la minaccia costante delle bombe.

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Chiara Trentin

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