L’aumento delle patologie cardiovascolari, interconnesse all’età, si innesta in un quadro demografico di costante invecchiamento della popolazione italiana. Nuovi studi e analisi approfondite al centro del XVI Congresso Nazionale di Cardiogeriatria, a Roma il 15-16 novembre.
Malattie cardiovascolari: sono la prima causa di morte
“Gli eventi cardiovascolari sono destinati ad accentuarsi ulteriormente nei prossimi anni. La prevalenza della Fibrillazione Atriale era dell’1% nel 2000, ora è del 2% e si stima un raddoppio entro il 2050. Servono programmi dinamici di screening gratuiti per i soggetti over 65” sottolinea il Prof. Francesco Vetta, Direttore UOC Cardiologia UTIC Ospedale di Avezzano e Professore di Cardiologia Unicamillus
Le malattie cardiovascolari si confermano prima causa di morte in Italia, responsabili di circa il 40% di tutti i decessi, e negli ultimi anni hanno ripreso a correre dopo una fase di deflessione della loro incidenza. Questi dati impongono l’esigenza di apportare modifiche nel percorso clinico dei pazienti cardiopatici. Questi temi sono stati al centro del XVI Congresso Nazionale di Cardiogeriatria, che si tiene a Roma presso l’Ergife Palace Hotel il 15-16 novembre.
Malattie vascolari: in aumento?
“Stiamo assistendo a una nuova impennata delle patologie cardiovascolari, che è destinata ad accentuarsi nei prossimi anni – sottolinea il Prof. Francesco Vetta – Nelle persone con più di 70 anni, infatti, in oltre l’80% dei casi ci sono più di tre comorbidità. Lo scompenso cardiaco, ad esempio, è una patologia prettamente geriatrica e in Italia ne soffrono circa 600mila persone: la sua prevalenza è dieci volte maggiore nella popolazione over 80 rispetto alla classe di età 40-59 anni; nel 98% dei casi è accompagnato da altre comorbidità. In base a questi dati si intuisce la necessità di intervenire in maniera sistematica con programmi di screening cardiovascolari nei soggetti con più di 65 anni, mentre invece ad oggi questi si fermano intorno ai 50 anni (…) Servono dunque percorsi di prevenzione con un approccio multifattoriale e una serie di programmi dinamici di screening gratuiti per i soggetti over 65. Queste iniziative non devono essere sporadiche, ma devono essere strutturate in un percorso sanitario”.
Tecnologia e intelligenza artificiale
Nella definizione di nuove strategie di prevenzione in ambito cardiovascolare, un ruolo determinante può essere giocato dalla tecnologia.
“La digitalizzazione in cardiologia permette di tele-monitorare il paziente da remoto mediante device impiantati e strumenti di telemedicina, che possono inviare ai medici continue informazioni su frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturometria – spiega il Prof. Francesco Vetta – Lo specialista può valutare l’andamento della terapia e intervenire se necessario. Senza appesantire il carico ambulatoriale, si mantiene un contatto continuativo con i pazienti che evita situazioni di rischio”.
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