Lovazzi “entra” in Call of Duty: Modern Warfare e Warzone

rovazzi-cod
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A partire da oggi, gli utenti di tutto il mondo avranno un operatore in più con cui giocare a “Call of Duty: Modern Warfare” e “Warzone”, sparatutto in prima persona free-to-play ambientato nel mondo di Modern Warfare® che conta più di 75 milioni di giocatori. Morte il suo nome in codice, sarà “interpretato” e doppiato da Fabio Rovazzi, poliedrico artista classe 1991, con trascorsi come cantante, attore e regista, ed una storica passione per Call of Duty.

Il nuovo operatore sarà un ex-soldato delle forze speciali del 1°Reggimento Col-Moschin, ma presenterà caratteristiche molto particolari oltre alle sembianze di Rovazzi: l’ispirazione del suo personaggio, infatti, attinge a piene mani dal genere cinematografico ‘spaghetti western’ che negli anni sessanta e settanta rilanciarono il genere in Italia, grazie ad importantissimi registi capaci di coinvolgere attori di fama internazionale per film rimasti veri e propri cult del genere.

Via quindi il classico basco da soldato, sostituito da un cappello da cowboy, un poncho a coprire le spalle, barba incolta ed il classico movimento a ‘giravolta’ della pistola che rotea sull’indice nel momento dell’estrazione dalla fondina.

“Diventare un personaggio di Call of Duty era un timido sogno, che però ho sempre avuto – ha dichiarato Rovazzi – farlo in questo modo, con un personaggio a cui presto le sembianze e la voce, è stato decisamente esaltante”.

Curiosa anche la “storia” di Morte, il personaggio interpretato nel gioco da Rovazzi, che nell’opera di fantasia prende il nome di Sergio Sulla, un ragazzo salernitano con la passione per i film western ed il sogno di diventare un tutore della legge.

I suoi desideri si infrangono però contro il suo carattere duro e rabbioso, costringendolo al carcere minorile per aver “energicamente difeso” dei malcapitati dall’attacco di bulli.

Interdetta la strada dell’uomo di legge, sceglierà quindi di arruolarsi come volontario nel Col. Moschin, servendo in Iraq e Libia, ma anche la divisa militare sta stretta e quindi la svestirà, a favore di un incarico come operatore sotto copertura, scegliendo appunto Morte come nickname, un tributo alla morte del suo sogno infranto, di diventare un tutore della legge.

La morte di Kirk Douglas

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Si è spento all’età di 103 anni Kirk Douglas un’icona di Hollywood.
Issur Danielovitch, era il suo vero nome. Unico maschio di sette figli emigrati ebrei russi, è stato protagonista di circa 80 film in oltre 50 anni di carriera.

Il suo esordio nel cinema dopo l’apprendistato a Broadway si deve a Lauren Bacall. Fu infatti la moglie di Bogart a segnalarlo al produttore de ”Lo strano amore di Marta Ivers”, che segnò l’inizio della sua carriera nel 1946.
Nominato all’Oscar tre volte, Douglas ha ricevuto l’onorificenza più prestigiosa dell’Academy: l’Oscar alla carriera nel 1996. Di lui ricordiamo il fisico atletico, lo sguardo azzurrissimo e un inconfondibile fossetta in mezzo al mento.

La notizia della sua morte l’ha comunicata il figlio Michael Douglas, con un post su Facebook: “E’ con grandissima tristezza che io ed i miei fratelli annunciamo che Kirk Douglas Per il mondo era una leggenda, un attore dell’epoca d’oro del cinema un attivista umanitario la cui dedizione alla giustizia ha indicato uno standard al quale tutti noi possiamo aspirare. Ma per noi era solo un papà”.

“Sulla morte senza esagerare”

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Il Teatro dei Gordi torna a Roma il 21 aprile alle ore 21.00 al Teatro Biblioteca Quarticciolo con la sua ultima produzione, Sulla morte senza esagerare, omaggio alla poetessa polacca e Premio Nobel Wisława Szymborska, ideato e diretto da Riccardo Pippa.

Lo spettacolo (Vincitore all’unanimità del Premio alla produzione Scintille 2015; Selezione Visionari Kilowatt Festival e Artificio Como 2016, il Premio Speciale, Premio Giuria Allievi Nico Pepe e Premio del Pubblico all’interno del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015, indetto dall’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine) è il primo appuntamento di TBQunder35, rassegna delle giovani compagnie.

Uno spettacolo di teatro senza parole, capace però di comunicare in maniera efficace, suggestiva e poetica attraverso il movimento e il gesto. Uno spettacolo che affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale delle maschere. Quattro attori, dieci maschere, zero parole.

Sulla soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, dove le anime prendono definitivo congedo dai corpi, c’è la nostra Morte. I vivi la temono, la fuggono, la negano, la cercano, la sfidano, la invocano… L’unica certezza è la morte! Sì, d’accordo, ma non esageriamo.

In fondo quanti ritardi nel suo lavoro, quanti imprevisti, tentativi maldestri, colpi a vuoto e anime rispedite al mittente! E poi che ne sa la Morte di ponti, di navi e di torte? Che ne sa, lei, che è immortale, di che cosa significhi morire? Lei sta lì, sempre sulla soglia e col suo teschio dice alle anime: “Guarda che stai per morire”.

E aspetta, aspetta, paziente, quello lo sa fare bene, aspetta che l’anima dica: “D’accordo”, “Sono pronta” o al massimo “Non condivido ma mi adeguo” e imbocchi l’uscita. O l’entrata… Per dove? Non lo sa neanche lei. C’è persino chi trapassa senza neanche guardarla in faccia.

Maschere contemporanee di cartapesta, figure familiari raccontano, senza parole, i loro ultimi istanti, le occasioni mancate, gli addii. Storie semplici, per parlare della morte, sempre senza esagerare.

Spettacolo selezionato nell’ambito del progetto MIND THE GAP – Nuovo Teatro in Rete della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Ostuni 8

Info e prenotazioni
tel 06 69426222 – 0669426277
promozione@teatrobibliotecaquarticciolo.it

Botteghino
feriali ore 18-21.30, festivi ore 16-18.30

Biglietti
Intero 10 euro; Ridotto 8 euro (over 65, under 24, possessori Bibliocard)

Acquisto on line
http://www.biglietto.it/newacquisto/titoli.asp?ide=1802

www.teatrobibliotecaquarticciolo.it – www.teatriincomune.roma.it

La scomparsa di Valentino Vago

Valentino-Vago-
Valentino-Vago-

“Milano ricorda con affetto e rimpiange un grande artista protagonista dell’arte del Novecento, al quale ha dedicato negli oltre sessant’anni di carriera molte mostre personali e antologiche, tra cui quelle ospitate negli anni Ottanta a Palazzo Reale e al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e quella del 2011 al Museo Diocesano. Milanese fin dalla sua formazione – si è diplomato infatti all’Accademia di Brera – Vago ha spinto la sua ricerca verso nuove forme di rappresentazione della realtà e della luce, elaborando nel corso degli anni una poetica sempre più spirituale e religiosa. Siamo tuttavia lieti, in questo momento di tristezza, che siano ancora aperte le due mostre a lui dedicate nelle due storiche gallerie milanesi Il Milione e L’Annunciata e che i funerali si svolgano nella chiesa in cui Vago ha realizzato la sua ultima opera, ” Il mio paradiso”. Un’occasione in più per i milanesi di omaggiare un grande artista dei nostri tempi”.

Così l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno a seguito della notizia della morte di Valentino Vago.

Morte e Notre-Dame


Morte a Notre-Dame
Alexis Ragougneau
Guanda Editore
240 pag. 17.50 euro
17 marzo 2015, di Elisa Zini – Il comandante Landard della Polizia criminale dovrà indagare sulla misteriosa e prematura morte di una giovane fedele scomparsa mentre sedeva davanti alla Madonna del Pilastro nella cattedrale di
Notre-Dame, a Parigi.
Insieme al suo inseparabile collega Gombrowicz e alla supervisione di Claire Kauffmann, affascinante giovane procuratrice, Landard dovrà trovare risposte a molte domande: cosa ci faceva una giovane donna vestita di bianco, dagli indumenti succinti,
all’interno della cattedrale? Era o no assorta in preghiera? Chi era l’uomo dai capelli biondi che il giorno prima, durante la processione dell’Assunta, le si è avvicinato rivolgendole parole di fuoco? A intrecciare la trama ci penserà padre Kern, prete di provincia con l’incarico di reggenza della cattedrale nel periodo estivo. Padre Kern
non crede che il colpevole sia banalmente la persona più sospettata: molte voci dovranno essere ascoltate per risolvere questo caso.
Romanzo ben scritto, dal ritmo incalzante come i tamburi che risuonano in lontananza, nella penombra.