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giovedì, Ottobre 22, 2026

Arte: Lin Fangsuo, é stata intervistata da Emanuele Gregolin

L’artista cinese Lin Fangsuo presenta alcune opere digitali su carta e video, negli spazi fiorentini di A60 Contemporary Art Space.

Significativa risulta la sua posizione, le sue riflessioni nel pensiero che forma le differenti immagini presenti all’interno della mostra. Il registro digitale è un comune denominatore che trova però forme di diversa intensità: sulla carta appaiono stratificazioni complesse, dense, fatte di una scrittura segnica, cerebrale, profonda, dove vivono quasi come dei frammenti, le immagini.

In alcune delle 6 opere digitali su carta risultano ancora leggibili le immagini scelte dall’artista all’interno di uno specifico mondo che rimanda ad esempi ed iconografie legate alla cultura dell’Oriente.

Sono la dimostrazione di una appartenenza forte, di una storia e di un eco lacerato: il segno quasi in preda ad un ritmo schizofrenico moltiplica le tracce dando origine ad una materia complessa, contaminata e distorta. Stuck in this dimension nella apparente immobilità del supporto sul quale vive (la carta) ha in sè ritmi e pulsioni intense paragonabili alle creazioni video The waving heart e Human-Awakened reality.

Esiste quasi un suono, una musica segreta che scorre fra i lacerati segni e le matrici impresse sulla carta portatrici di una profonda riflessione e critica della contemporaneità che nel suo vorticoso movimento, sta perdendo i riferimenti spirituali e formali  legati alla propria cultura.

Emanuele Gregolin

A60 International Art

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Davide Falco

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