Altra Scena Piombino Festival 2020

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Altra Scena Piombino Festival 2020
Dal 5 all’ 11 Agosto Porticciolo di Marina – Piombino
Direzione Artistica Francesco Montanari & Alessandro Bardani
Direzione Organizzativa AltraScena

L’arte e la cultura sono le grandi protagoniste della prima edizione dell’Altra Scena Piombino Festival. Dal 5 all’11 Agosto il Porticciolo di Marina sarà la cornice d’eccezione di un festival multidisciplinare patrocinato e finanziato dall’Amministrazione Comunale di Piombino, ideato, progettato e realizzato da Altra Scena con la direzione artistica di Francesco Montanari e Alessandro Bardani.
Non arrendersi, ma ripartire e progettare nuove sfide, anche in un momento difficile come quello attuale: è in questa direzione che si è concretizzata la volontà di Giancarlo Nicoletti e Rocchina Ceglia, fondatori e anime di Altra Scena, realtà di produzione riconosciuta dal Mibact con all’attivo numerose produzioni nazionali e oltre 250 date di spettacolo annuali nell’ultimo biennio. Una ripartenza in grande stile e senza paura per una realtà giovane ma riconosciuta fra le protagoniste della scena contemporanea, dopo il difficile stop alle attività imposto recentemente e che ha messo in seria difficoltà tutto il comparto.
Grande l’entusiasmo e la disponibilità del Sindaco Francesco Ferrari e del Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Piombino che hanno accolto con grande entusiasmo la proposta di organizzare la Prima Edizione di un Festival dello spettacolo dal vivo di ampio respiro e di rilevanza nazionale. Un’edizione di debutto che vuole essere la prima di tante, nella volontà di portare Piombino al centro della scena italiana, stimolando il territorio, contaminandolo e creando occasioni di aggregazione, sviluppo culturale e rilancio dell’area, urbana e turistica.
La direzione artistica è stata affidata a Francesco Montanari e Alessandro Bardani, partners e compagni d’avventura di lungo corso di Altra Scena e recentemente protagonisti della produzione “Montanari e Bardani Live Show”.
Un cartellone di 7 eventi con alcune delle proposte più interessanti della scena contemporanea e con protagonisti alcuni fra i migliori artisti nazionali, il cui cuore pulsante risiede nella cultura, nella varietà dell’offerta e nell’intrattenimento. Queste le linee tracciate dall’organizzazione – curata da Altra Scena, importante realtà di produzione e organizzazione riconosciuta dal Mibact – e soprattutto dalla direzione artistica, affidata a Francesco Montanari e Alessandro Bardani. Montanari è uno dei più apprezzati attori italiani, premio come miglior interprete maschile all’edizione 2018 del Cannes International Series Festival e reduce da importanti esperienze come protagonista nelle serie “Romanzo Criminale”, “Il Cacciatore” e “I Medici”. Alessandro Bardani è un attore che ha mosso i primi passi, come Montanari, in “Romanzo Criminale” e si è distinto come sceneggiatore nella commedia con Christian De Sica “Amici come prima” e nel film di Fausto Brizzi “La mia banda suona il pop”.
E saranno proprio Montanari e Bardani, con l’omonimo “Montanari e Bardani Live Show”, i protagonisti della prima alzata di sipario di Mercoledì 5 Agosto. Lo spettacolo rappresenta il lato più leggero e dissacrante della scrittura del duo: i protagonisti si ritrovano a scambiarsi opinioni sul mondo che li circonda, a esprimere e condividere ansie del tempo attuale, parlando apertamente a ruota libera. Nella convinzione che “Dobbiamo sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo…”, l’atmosfera mischia sacro e profano, fra battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti.
Il 6 Agosto, dopo oltre cinquecento repliche e dieci anni di applausi e apprezzamenti dalla critica nazionale, è di scena “Mumble Mumble – Confessioni di un orfano d’arte”. Emanuele Salce, accompagnato da Paolo Giommarelli, è il protagonista di un racconto ironico, dissacrante, intimo e coraggioso che narra – impudicamente – le vicende di due funerali e mezzo: quello del padre Luciano, quello del marito di sua madre, Vittorio Gassman, e infine, metaforicamente, il suo.
Venerdì 7 Agosto è la volta di una grande protagonista del teatro e cinema italiani, l’attrice Vanessa Scalera, recentemente interprete del sostituto procuratore Imma Tataranni nell’omonima serie Rai di enorme successo dello scorso autunno. L’attrice pugliese si cimenterà in un originale omaggio a Shakespeare “La storia di Re Lear”, un testo di Melania Mazzucco con la sonorizzazione e il live electronics di Antonello Aprea e la regia di Francesco Frangipane. Lo spettacolo è una novità dell’estate 2020 in esclusiva per il festival di Piombino.
David di Donatello come migliore attore non protagonista per il pluripremiato Dogman, Edoardo Pesce porta in scena, Sabato 8 Agosto, il suo “Kitarrevvòce”. Uno spettacolo di teatro/canzone in cui l’attore alterna dei suoi brani inediti scritti in chiave Blues a monologhi esilaranti. Edoardo Pesce, attore di cinema e tv, si cimenta magistralmente in questo one man show portando con sé tutta l’esperienza dell’Orchestraccia, famoso gruppo musicale di cui fa parte. Tra monologhi, battute e canzoni inedite, brani della tradizione romana riarrangiati, Pesce si racconta attraverso la musica, affrontando con ironia svariati temi, dallo sfruttamento del lavoro nero alla vita di periferia fino all’amore.
Le melodie più famose di Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi sono pronte a irradiare di magia il Porticciolo di Marina con l’Opera Gran Gala di Domenica 10 Agosto, un evento unico dedicato alla grande tradizione operistica italiana. Il Maestro Pier Giorgio Dionisi dirige l’orchestra “L’anello musicale” e sei cantanti solisti provenienti dal Conservatorio di Santa Cecilia: Silvia Susan Rosato Franchini, Giorgia Costantino, Alessandro Fiocchetti, Gustavo Oliva, Matteo Nardinocchi e Ivan Caminiti, sotto la sapiente direzione vocale del grande soprano Amelia Felle.
L’11 Agosto è ancora la musica a farla da protagonista, con il live di uno special guest d’eccezione in esclusiva per il Festival di Piombino: Francesco Sarcina, frontman de Le Vibrazioni, una fra le più longeve band del panorama musicale Italiano, con 6 album all’attivo e protagonista da sempre delle classifiche Italiane. Sarcina ha anche pubblicato due album da solista: “Io”, nel quale sono presenti i due brani che ha portato in gara al Festival di Sanremo 2014 e “Femmina”. È stato professore di canto ad Amici 2015 e ha partecipato a Pechino Express nel 2016. Nel 2020, reduce dall’acclamata partecipazione al Festival di Sanremo con Le Vibrazioni, ha pubblicato “Milano” con Irama, un singolo dedicato a Milano, nel periodo dell’emergenza sanitaria. Il nuovo singolo con Le Vibrazioni è “Per fare l’amore”, brano che si candida a diventare la nuova hit estiva con il suo ritmo travolgente e la sua positività.
“Una ripartenza che ci fa ben sperare nel futuro: un’occasione di crescita per il territorio di Piombino e per la nostra realtà produttivo-organizzativa. Confidiamo che questa prima edizione sia la prova generale di un nuovo appuntamento estivo che possa acquistare sempre maggior rilievo nel panorama nazionale dei Festival e acquisire, col tempo e la cessazione delle restrizioni per artisti e pubblico, un’identità e una missione culturale sempre più specifiche. Questa prima edizione sarà una festa e un augurio, per il pubblico e per gli artisti, a lasciare indietro, prima possibile, un periodo difficile e particolarmente buio”.

Ingresso gratuito per tutte le serate fino a esaurimento posti; è fortemente consigliata la prenotazione sul sito eventipiombino.it per garantire la sicurezza degli eventi e il rispetto delle normative vigenti.

Galleria Rossocinabro, “Stories from Before”

200_stories_from_before
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Stories from before
Ricevimento: Lunedì, 3 Agosto su prenotazione
3 – 30 Agosto 2020

La Galleria Rossocinabro è lieta di presentare la mostra collettiva “Stories from Before”.

Nelle ultime opere presentate in questa mostra, Rossocinabro combina scene multi-figure, frammenti di natura, paesaggi o paesaggi urbani, dipinti e fotografie con opere immaginarie e segmenti astratti per creare composizioni multi-planari e nuove sculture.
Le opere sono costruite mescolando intenzionali e spontanei soggetti, come se fossero effetti accidentali, forme tridimensionali e forme quasi astratte, appiattite, decorative, rappresentazioni realistiche e immagini riprodotte, mediate. Scoppi di colori vivaci, varietà di forme e trame arricchiscono le opere degli artisti, segnano il rinnovamento del loro linguaggio artistico e fungono da potenti catalizzatori di emozioni.
La narrazione è spesso guidata dal concetto di arte come atto. Questo atto diventa una chiave universale per rivelare le storie dietro scene elaborate e multi-contestuali. Molte narrazioni si concentrano spesso sul momento dell’ambientazione. Questo senso prevalente della temporalità provoca il ripensamento del passato storico e personale, l’esplorazione dei meccanismi di memoria, ricordo, brama e l’importanza dell’immagine in questo contesto. Strutture temporali di storie complesse si muovono in cerchi, turbinano, si ripetono, si estendono dal passato al presente e al futuro, dando luogo a infinite possibilità. Quindi le storie di prima diventano storie non ancora raccontate.

Visita la mostra e per maggiori informazioni sugli artisti presenti ti rimandiamo al sito rossocinabro.com

Artisti: David Aimone, Janice Alamanou, Annabelle Art Gallery, Brian Avadka Colez, Ayuna, Axel Becker, Frank Briffa, Helen Canetta, Chris Corridore, Onno Dröge, Bogdan Dyulgerov, Paula Galera, Allyson Glenn, Dana Hassan, Peter Higgings, Dag Hol, Michael Jiliak, Yvon Jolivet, Rachel Kah, Alexandra Kapogianni-Beth, Rosana Largo Rodríguez, Audrey Lim, Fiona Livingstone, Raúl López, Angeliki Manta, Yellena Mazin, Dalene Meiring, Eve Neeracher, Odeza, Ann Palmer, Ittiphon Phattarachon, Parnthip Phattarachon, Steffi Pieters, Ludwika Pilat, Sal Ponce Enrile, Irena Procházková, Michael Schaffer, Jhoseth Silva, Przemko Stachowski, Taka & Megu, Petra Tiemann, Çağla Yeliz Usta Erdoğan, Katja van den Bogaert, Stéphane Vereecken, Marja-Riitta Vuorela, Anke Wiemer, Levi Wolffe

Curatori: Joe Hansen e Cristina Madini

ROSSOCINABRO
Via Raffaele Cadorna, 28
00187 Roma

Nuovi orari di apertura della galleria Lun-Ven 11:00-17:00
Apertura: 3.8.2020 tutto il giorno per evitare il raduno di più persone
È inoltre possibile pianificare le visite via email all’indirizzo: rossocinabro.gallery@gmail.com

la maschera di protezione è obbligatoria per visitare la mostra

https://www.rossocinabro.com/exhibitions/exhibitions_2020/200_stories_from_before.htm

 

Galleria Poggiali Milano presenta Kennedy Yanko

Bronzo e pelle dipinta
Bronzo e pelle dipinta

Galleria Poggiali Milano

presenta

Kennedy Yanko
Because it’s in my blood

24.09 – 20.11.2020

Inaugurazione giovedì 24.09.2020 dalle 18:30 alle 21:00

Galleria Poggiali, Milano
Foro Buonaparte 52 – 20121 Milano

Lo spirito sovversivo del rame affilato e l’ambiguità percettiva della fragile pelle dalle tinte forti monocrome: dal 24 settembre al 20 novembre 2020, la Galleria Poggiali, nella sua sede di Milano, presenta Because it’s in my blood, prima personale in Italia dell’artista newyorchese Kennedy Yanko (St. Louis, 1988).

In mostra nella galleria Milanese, sette nuove produzioni, frutto di una ricerca che l’artista porta avanti dal 2017; opere di dimensioni variabili, dalle più piccole, Jimmie e Space alla più grande Crow, sono tutte realizzate in bronzo e pelle dipinta. Si tratta di uno studio nato da una prima serie di lavori, Elements and Skin (2017), nella quale frammenti di metallo recuperato erano uniti a pelle di vernice policroma. Negli ultimi anni Kennedy Yanko ha continuato a lavorare su queste stesse coordinate attraverso un processo di sottrazione e semplificazione. Ispirata dai dipinti ad olio realizzati su supporti in rame tipicamente rinascimentali e dall’uso del colore monocromo tipico delle avanguardie del secolo scorso, l’artista ha sviluppato un corpus di lavori realizzati in rame di riuso e pelle verniciata a tinte monocroma. Le opere nascono da un processo mentale, l’impiego materiali di recupero, che portano con sé il proprio vissuto, consente nel loro riutilizzo, una nuova vita.

Per Kennedy Yanko è fondamentale porre lo spettatore davanti al non ovvio e farlo ragionare su come noi tutti abbiamo un’idea predefinita di qualsiasi cosa. Davanti ad un’opera d’arte pensiamo di aver già capito tutto, mentre in realtà abbiamo solamente grattato la sua superficie. Il metallo fa pensare subito all’industria, alla tecnologia ma per quest’artista non c’è niente di più lontano: il rame ad esempio, è un’entità vivente, con una sua anima e una sua storia, ognuno dei suoi lavori ha un suo portato e una sua sensibilità.

Le opere esposte in Because it’s in my blood si sottraggono alle aspettative, alle associazioni e alle nozioni preconcette nello spirito di Betty Davis, dei surrealisti e di coloro che lottano continuamente per annullare la fissità delle concezioni umane. I lavori contengono uno spirito sovversivo, invitano lo spettatore a esaminarli e riesaminarli, richiedono del tempo. A prima vista, il rame affilato sostiene l’installazione e la pelle fragile, scivola via. Dall’altro, la pelle si arrampica all’interno delle cavità di rame. Le dinamiche relazionali sono aperte e indefinite, in continua evoluzione. Un’irrisolvibile ambiguità.

 

“Coma_Cose presso fontanesi”

Coma_Cose
Coma_Cose

Coma_Cose

Protagonisti d’eccezione delle due nuove opere di Fontanesi

“Coma_Cose presso fontanesi”

I Coma_Cose sono i protagonisti d’eccezione della nuova serie di due stampe Glicée di fontanesi, dal titolo “Coma_Cose presso fontanesi”, prodotta da Varsi Lab e disponibile da oggi in edizione limitata di 20 esemplari, numerati e timbrati, per ciascuna.

fontanesi è il visual artist che, sul proprio profilo Instagram, compone e propone immagini di una realtà manipolata, catturata e poi modificata. Apprezzatissimo dalla critica specializzata e dal pubblico, l’artista dà vita a scatti che bisogna osservare un secondo in più affinché la sensazione di spaesamento trovi una risposta. All’interno delle due opere inedite, la presenza dei Coma_Cose è senz’altro fuori dall’ordinario e descrive, una volta ancora, il progetto del duo milanese come una commistione unica di musica e arte.

Coma_Cose e fontanesi si perdono e ritrovano in questa realtà distorta e sovrapposta: il risultato finale sono due opere che ingannano la nostra percezione, creando giochi di prospettiva che colgono l’osservatore di sorpresa.

Con “Coma_Cose presso fontanesi” continua la collaborazione tra Asian Fake, etichetta discografica di Coma_Cose, e Varsi, dalla quale era già nata una serie di stampe dalle illustrazioni che ritraggono Venerus, Coma_Cose, Maggio e Darrn realizzate da Marco Locati.

Forum Arte Contemporanea Italiana

Documento conclusivo
Documento conclusivo

Inviato al Governo il documento conclusivo del

Forum dell’arte contemporanea italiana

È stato inviato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini il documento conclusivo del Forum dell’arte contemporanea italiana, prodotto in oltre un mese di discussioni, dibattiti, confronti, e completato, dopo la plenaria del 30 maggio, dai coordinatori dei sei tavoli tematici che ne hanno costituito l’ossatura e dal board del Forum. Il documento sintetizza, inevitabilmente in modo parziale, l’enorme quantità di idee e strategie scaturite dalla partecipazione di centinaia di operatori ed esperti: artisti, direttori di istituzioni, curatrici e curatori, critici d’arte, galleristi, giornalisti, collezionisti, ma anche legali, politici, amministratori, ricercatori e attivisti che hanno dato luogo a questa “chiamata alle arti”, come è stata denominata l’edizione speciale del Forum svoltasi interamente online.

Nata con l’obiettivo di rispondere alla crisi economica e alla forte pressione a cui la pandemia di Covid-19 ha sottoposto il settore dell’arte contemporanea, dove la mancanza di interventi da parte del governo minaccia la sua stessa continuità di esistenza, il documento che ne consegue intende sollecitare il mondo politico a riconoscere l’importanza essenziale dell’arte contemporanea e dei suoi operatori. È un riconoscimento che non ha avuto bisogno di particolari sollecitazioni nelle nazioni più mature, come mostrano i pronti e massicci interventi voluti dai governanti di paesi come la Germania o gli Stati Uniti. Il documento cerca di avere uno sguardo lungimirante: punta a risolvere le problematiche contingenti, ma invita alla predisposizione di nuove regole e leggi che consentano di sopperire allo svantaggio strutturale del sistema dell’arte italiano rispetto a quello degli altri Paesi. Mira a rispondere all’urgenza, ma in un’ottica di riforma sostanziale del sistema di medio e lungo periodo.

Il documento (scaricabile online su forumartecontempornea.it/documenti), presenta tre tipologie di richieste al Governo:

1. Interventi di sostegno urgente sia nei confronti delle istituzioni che degli operatori delle arti visive la cui attività è stata drammaticamente inficiata dalla crisi del Covid-19, superando le barriere burocratiche che rendono questi lavoratori – spesso temporanei, precari, freelance – poco circoscrivibili, così come la materia di cui si occupano. Con l’intenzione, che il Forum condivide con altri gruppi di interesse e associazioni, di lavorare nei prossimi mesi per definire i criteri di costituzione di un sistema professionale per i lavoratori delle arti visive e riconoscendo il sistema produttivo che l’arte contemporanea attiva, a cominciare dalle gallerie di ricerca.

2. Avviare un New Deal culturale con l’intervento anche dei privati, argomento sul quale il documento presenta molti suggerimenti, ed in primis la necessità dell’estensione dell’Art Bonus a tutte le tipologie di attività e di organizzazioni di arte contemporanea. L’Art Bonus, introdotto nel 2014 dal Ministro Franceschini, che consente una detassazione pari al 65% per le erogazioni finalizzate ai beni culturali storici, è stato di recente esteso anche all’ambito dello spettacolo.

3. Il Forum porta avanti anche una visione dell’arte come strumento di crescita sociale, legata a un’idea di welfare e di cura, vicina alle comunità, ai territori. Per questo, per costruire un nuovo modello di Paese, richiede con forza che i rappresentanti del mondo dell’arte vengano chiamati a sedersi ai tavoli di discussione necessari per sviluppare le riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno per pensare a un prossimo rilancio, anche in vista dell’ottenimento del Recovery Fund europeo.

Non mancano altre proposte, tra cui emerge la riforma dell’Italian Council, ovvero quello strumento di sostegno e produzione dell’arte italiana di cui il Ministero si è dotato nel 2016, anche grazie allo stimolo del primo Forum per l’arte contemporanea italiana svoltosi a Prato l’anno precedente, e che ora ha avviato un percorso di revisione, sotto lo stimolo del tavolo di lavoro ad esso specificamente dedicato, teso a semplificare le procedure e ad allargare la tipologia di progetti che può esserne supportata.

Il documento è molto articolato, tocca anche le problematiche delle istituzioni indipendenti, anch’esse bisognose di supporto, e le questioni del mercato, tra cui si registrano richieste di sconti di Iva, ma anche l’impegno a tassare le plusvalenze di una certa entità. Non manca una larga parte di riflessioni inerente il miglioramento interno del sistema, destinata a svilupparsi prossimamente in un manuale di “buone pratiche”. Difficile racchiudere in uno spazio ridotto la complessità scaturita dai tavoli, i cui temi specifici e i relativi coordinatori sono stati:

Tavolo 1: Dalla città creativa alla città della cura, proposte per nuovi paradigmi relazionali (coordinato da Pietro Gaglianò e Institute of Radical Imagination rappresentato da Marco Baravalle ed Emanuele Braga).
Tavolo 2: È il momento di trasformare l’Italian Council in un programma di sostegno continuativo (coordinato da Matteo Lucchetti e Valerio Del Baglivo, con Sara Alberani, Martina Angelotti, Alice Labor, Luisa Perlo, Anna Pirri Valentini).
Tavolo 3: La cosa pubblica: diritto e necessità. Quali prospettive per le istituzioni artistiche? (coordinato da Anna Daneri, Lorenzo Balbi, Silvia Simoncelli e Federica Patti).
Tavolo 4: Nuovi “Istituzionalismi” indipendenti: ripensare il sistema della cultura e dell’arte in termini sociali, politici ed economici (coordinato da Neve Mazzoleni e Aria Spinelli)
Tavolo 5: Quale futuro per il mercato dell’arte? (coordinato da Adriana Polveroni e Cristina Masturzo).
Tavolo 6: Il lavoro nell’arte: se la normalità era il problema (coordinato da Francesca Guerisoli e AWI, Art Workers Italia rappresentata da Elena Mazzi).
Ora, mentre la discussione non termina, ma continua per approfondire tematiche specifiche, come l’abbattimento del Teatro Nazionale di Tirana e la Biennale di Venezia (il 17 luglio il primo, a fine settembre il secondo), il Forum chiede con forza al Governo di aprire un dialogo con il mondo dell’arte, così come è accaduto nei giorni scorsi riguardo al mondo dello spettacolo, con le mobilitazioni dei cui rappresentanti il Forum è allineato.

email: info@culturaliart.com

web: www.culturaliart.com